Archivi del mese aprile, 2011

Cedolino stipendio insegnanti

La busta paga, com’è noto, è costituita da un prospetto che si chiama cedolino. Questo specifica il compenso che l’insegnante deve ricevere dal suo datore di lavoro, (questo caso il ministero della pubblica istruzione) a titolo di paga per un determinato periodo.cedolino_elettronico

In tale prospetto devono essere fissati i seguenti elementi: il periodo di lavoro, le ferie portate a maturazione e restanti, gli elementi costitutivi dello stipendio al lordo della tassazione, le detrazioni che compongono il reddito netto presente in busta. La Busta Paga del docente è formata da differenti voci che sono la paga base, gli scatti di anzianità, l’Indennità, i contributi, le imposte.

Il ministero dell’Economia e quello dell’Innovazione hanno rammentato che a partire da questo mese 206.813 tra dirigenti scolastici, docenti e personale della pubblica amministrazione facente parte del Ministero dell’Istruzione riceveranno il cedolino delle competenze stipendiali per via posta elettronica, in ottemperanza alle prescrizioni normative contenute nell’art. 1 comma 197 del testo della legge finanziaria 2005. “Si tratta – come si legge in una nota – di una considerevole innovazione che nei prossimi mesi sarà riconosciuta a tutti i dipendenti del Ministero, raggiungendo un risparmio di oltre 10 milioni di euro l’anno, e di oltre 500 tonnellate di carta l’anno (pari a oltre 7.000 alberi, pari a ottanta ettari di bosco equivalenti all’intera estensione di villa Borghese a Roma)”. Il cedolino per via elettronica inoltre arriva al destinatario 15-20 giorni prima dell’abituale invio cartaceo. Un’innovazione che è stata precorsa da un periodo di prova, che ha avuto inizio ad agosto, su 23.000 fra insegnati e amministrativi presso le scuole e il Ministero.

Con il progetto E-cedolino continua il cammino dell’Amministrazione verso l’attivazione di nuovi servizi a valore aggiunto per la comunità dei propri fruitori. In concorso con i competenti dipartimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo un primo periodo di verifica, l’inoltro del cedolino elettronico nelle caselle personali del dominio “istruzione.it” passa alla condizione di regime.

Da aprile sarà sospeso l’invio della versione cartacea, permettendo di cogliere ulteriori rilevanti benefici in termini di risparmi economici sulle spese si spedizione e stampa, benefici che si uniscono alla rapidità e all’anticipo con cui il cedolino elettronico è reso disponibile rispetto alla versione cartacea.

In quest’ area si troveranno tutte le informazioni sul progetto e le informazioni sugli ulteriori progressi dell’iniziativa. In questo prospetto devono essere stabiliti gli elementi principali come: il periodo di lavoro, le ferie portate a maturazione e restanti, gli elementi costitutivi dello stipendio al lordo della tassazione, le detrazioni che compongono il reddito netto presente in busta.

La Busta Paga del professore è formata da diverse voci che sono la paga base, gli scatti di anzianità, l’Indennità, i contributi, le imposte. Il ministero dell’Economia e quello dell’Innovazione hanno ricordato che da questo mese 206.813 tra dirigenti scolastici, docenti e personale della pubblica amministrazione che appartengono al Ministero dell’Istruzione ritireranno il cedolino delle competenze stipendiali per via posta elettronica, in conformità alle norme racchiuse nell’art. 1 comma 197 del testo della legge finanziaria 2005. Con il Cedolino Unico migliora la leggibilità delle voci che danno vita allo stipendio dei dipendenti.

Qualunque dipendente del Ministero – continua la nota – può ricevere il cedolino in forma elettronica semplicemente facendo richiesta del servizio che verrà offerto tramite un invio sulla propria e-mail di posta elettronica. Ciò sarà possibile collegandosi all’indirizzo http://www.istruzione.it/posta_docenti/default.htm

Stipendio insegnanti

Almeno per una volta abbiamo il piacere di parlare di meritocrazia nel comparto scuola.

Infatti, saranno ricompensati gli insegnanti migliori, secondo quanto è stato annunciato dal Ministro Gelmini in un comunicato stampa in cui è stata ufficialmente avviata la sperimentazione per ricompensare gli istituti e i docenti validi. Fare bene il proprio lavoro a scuola adesso sarà riconosciuto e sarà pure premiato!

“Un giorno storico” l’ha definito il capo di dicastero italiano Gelmini, ma si tratta in ogni modo soltanto di una sperimentazione per il momento che riguarderà le città di Pisa, Siracusa, Torino e Napoli. Infatti, ai migliori docenti sarà assegnato, nel periodo aprile/maggio 2011, un premio pari a una mensilità di lavoro e agli istituti migliori una ricompensa sino a un massimo di 70 mila euro.

Il Ministro dell’istruzione rende evidente che i premi non saranno connessi all’anzianità, piuttosto agli effettivi sacrifici fatti per eseguire al meglio il proprio lavoro. I due programmi, uno per la stima del miglior docente e l’altro per il miglior Istituto, sono i seguenti:

Tale piano sperimentale per la valutazione delle sedi scolastiche sarà presentato a tutte le scuole medie delle province di Pisa e Siracusa.

Gli istituti scolastici saranno valutati tenendo in considerazione:

il livello di miglioramento degli studi degli studenti, individuato attraverso i test somministrati;
una serie di indicatori (rapporto scuola-famiglia, rapporto scuola-territorio, gestione delle risorse, livelli di abbandono) verificati da una squadra di rappresentanti esterni creato da un ispettore e da due esperti liberi che, al termine delle attività, suggeriranno un rapporto d’insieme.
Sulla base delle conseguenze conseguiti, sarà espressa da una Commissione tecnica regionale un’elencazione finale. Agli istituti scolastici che si porranno nella fascia più alta, sarà dato un premio (fino ad un massimo di settantamila euro) da destinare in maniera esclusiva al personale che è impiegato nell’istituto nel corso di tale periodo di prova.

Istruzione.it cedolino stipe

Con il progetto E-cedolino continua il cammino dell’Amministrazione verso l’attivazione di nuovi servizi a valore aggiunto per la comunità dei propri fruitori. In concorso con i competenti dipartimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo un primo periodo di verifica, l’inoltro del cedolino elettronico nelle caselle personali del dominio “istruzione.it” passa alla condizione di regime.

Da aprile sarà sospeso l’invio della versione cartacea, permettendo di cogliere ulteriori rilevanti benefici in termini di risparmi economici sulle spese si spedizione e stampa, benefici che si uniscono alla rapidità e all’anticipo con cui il cedolino elettronico è reso disponibile rispetto alla versione cartacea.

In quest’ area si troveranno tutte le informazioni sul progetto e le informazioni sugli ulteriori progressi dell’iniziativa.
In questo prospetto devono essere stabiliti gli elementi principali come: il periodo di lavoro, le ferie portate a maturazione e restanti, gli elementi costitutivi dello stipendio al lordo della tassazione, le detrazioni che compongono il reddito netto presente in busta.

La Busta Paga del professore è formata da diverse voci che sono la paga base, gli scatti di anzianità, l’Indennità, i contributi, le imposte. Il ministero dell’Economia e quello dell’Innovazione hanno ricordato che da questo mese 206.813 tra dirigenti scolastici, docenti e personale della pubblica amministrazione che appartengono al Ministero dell’Istruzione ritireranno il cedolino delle competenze stipendiali per via posta elettronica, in conformità alle norme racchiuse nell’art. 1 comma 197 del testo della legge finanziaria 2005. Con il Cedolino Unico migliora la leggibilità delle voci che danno vita allo stipendio dei dipendenti.

Si può conoscere il senso delle sezioni e degli acronimi accendo al sito internet Service Personale Tesoro (SPT) del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel caso d’impossibilità a trovare i vecchi cedolini cartacei, è possibile domandare gli ID cedolini, indispensabili per accreditare al Portale Stipendi PA, anche alla sede dell’Ufficio di Servizio.

Cedolino stipendio

La busta paga è composta da un prospetto (che si chiama cedolino) che specifica l’importo che corrisponde al trattamento retributivo che il lavoratore deve ottenere dal suo datore di lavoro a titolo di paga per un indicato periodo di tempo.

In quest’arco di tempo il lavoratore, nella qualità di subordinato svolgerà un’attività di lavoro dipendente dietro la direzione dell’imprenditore per l’appunto. In questo prospetto devono essere stabiliti i seguenti elementi. In tale prospetto è possibile trovare il periodo di lavoro, le ferie portate a maturazione e restanti, gli elementi costitutivi dello stipendio al lordo della tassazione, le detrazioni che compongono il reddito netto presente in busta.

La Busta Paga del lavoratore dipendente è costituita da diverse voci che sono la paga base, la contingenza, il superminimo, gli scatti di anzianità, gli straordinari, l’ Indennità, i contributi, le imposte. Adesso analizziamoli uno per uno.
– La paga base è il minimo atteso per qualsiasi contratto collettivo nazionale.

– La contingenza è la valutazione quantitativa del l’aumento dello stipendio in funzione dell’ aumento del costo della vita.
– Il superminimo è la parte di paga che è data al lavoratore come extra rispetto alla paga base e alla circostanza.
– Gli scatti di anzianità sono quella parte di paga che è funzione dell’anzianità di servizio del dipendente.  Gli straordinari sono le ore di straordinario, in altre parole, l’aumento dell’attività lavorativa rispetto al normale orario di lavoro che vengono pagate a parte e non possono essere più alti di due ore al giorno per un totale maggiore di 12 ore alla settimana.

– L’indennità è la rimunerazione corrisposta in caso di pericoli e disagi sostenuti dai dipendenti per il servizio che prestano al datore di lavoro. Le indennità più note sono: l’indennità di cassa, l’indennità per lavori pericolosi, l’indennità in caso di trasferimento temporaneo, per affrontare le difficoltà che un dipendente deve subire quando svolge la sua attività lontano dal suo abituale ambiente di lavoro.

– I contributi devono essere erogati in favore degli enti contributivi e assistenziali.
– Le imposte sono le ritenute d’imposta che l’impresa trattiene al lavoratore per versarli al fisco.

Stipendio scuola

Comincia a conseguire consensi pure tra le associazioni sindacali l’idea di introdurre i premi professionali per il personale scolastico utilizzando i risparmi del settore, in linea con la prova annunciata dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Pure perché, secondo i dati di uno studio riepilogativo diffuso al momento dalla Cisl Scuola, l’entità delle ‘buste paga’ prese dai nostri docenti a fine carriera si fa mostra davvero piccola: l’associazione di categoria ha messo in risalto che “lo stipendio mensile ‘netto in busta’ di un professore di scuola primaria a principio carriera è di circa 1.260 euro; un insegnante a fine carriera (35 anni) ne prende più o meno 1.780″. Più alte, ma non troppo, le cifre percepite dai professori delle scuole medie superiori: sempre “dopo 35 anni, la retribuzione del professore di scuola secondaria di secondo grado aumenta del 56,9%: lo stipendio mensile ‘netto in busta’ di un docente a inizio carriera è di circa 1.350 euro; un docente a fine carriera (35 anni) ne intasca poco meno di 2.000”.

Sicuramente inferiore è lo stipendio dell’assistente scolastico (noto anche come ‘bidello’): che durante la sua carriera è destinata ad aumentare appena “del 29,0%: lo stipendio mensile ‘netto in busta’ di un collaboratore a inizio carriera è di circa 970 euro; a fine carriera (vale a dire, dopo trentacinque anni),ne intascherà poco più di 1.200″.

Appena più grande quelle degli impiegati nell’ambito delle segreterie e dei laboratori: la busta paga di “un’assistente amministravo o tecnico aumenta del 33,6%. Lo stipendio mensile ‘netto in busta’ di un collaboratore a principio di carriera è di 1.070 euro pressappoco; a conclusione di carriera (dopo trentacinque anni) ne prenderà più o meno 1.360”. Generalmente, l’aumento del reddito fra inizio e fine carriera del personale scolastico italiano è veramente umile: “In Italia – commenta l’ufficio studi della Cisl Scuola – è pari al 47%, come in Grecia ed in dimensione simile alla Spagna (44%). In questi stati l’aumento è più basso della media Ocse (69%) che, anzi, è largamente sorpassata dalla Francia (98%)”.

Fondo di garanzia

Il Fondo Centrale di Garanzia sorregge lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese Italiane elargendo una garanzia pubblica a fronte di prestiti concessi dalle Banche altresì per investimenti all’estero.

L’impresa che ha bisogno di un finanziamento finalizzato all’attività di impresa può chiedere alla banca di sostenere l’operazione con la garanzia pubblica. L’attivazione di tale garanzia è a rischio zero per la Banca che, in caso di impossibilità di pagare dell’impresa, viene risarcita dal Fondo Centrale di Garanzia e in caso di eventuale esaurimento di fondi di quest’ultimo, direttamente dallo Stato. In alternativa, l’impresa può attivare la così chiamata “Controgaranzia” rivolgendosi a un Confidi o ad altro fondo di garanzia che invieranno la domanda di controgaranzia al Fondo.

Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia l’impresa pertanto non ha un contributo in denaro, ma ha la materiale possibilità di conseguire finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sulle entità garantite dal Fondo, che interviene sino al 60 (o all’80% in alcuni casi) del finanziamento richiesto, sino ad un massimo di 1,5 milioni di euro.

Il Fondo centrale di garanzia non agisce nel rapporto Banca/Impresa e pertanto tassi di interesse, condizioni di rimborso, eventuale pretesa di garanzie supplementari sulla parte non coperta dal Fondo ecc., sono fissati mediante la libera trattativa tra banche e imprese.

La normativa relativa all’intervento del Fondo non detta, difatti, alcuna traccia in proposito. Le operazioni di leasing rientrano tra le operazioni di aiuto economico e pertanto possono accedere alla garanzia del Fondo. Ciascuna impresa può godere globalmente di un importo massimo garantito uguale a 1,5 milioni di euro. Tale cifra si riferisce all’esposizione in essere alla data di consegna della domanda, tenuto conto delle quote di capitale già rimborsate. Questo significa che, p. es., se un’impresa è stata coperta per un milione di euro, ma ne ha già restituito 400 mila, può acquisire un’altra garanzia fino ad un massimo di 900 mila euro. Per le sole imprese di rimozione merci su strada per conto terzi (codice 60.25 della classificazione ISTAT 1991) l’importo massimo assicurato è di 750 mila euro.

PMI Milano

“Per uscire dalla crisi è necessario continuare ad investire“: è quello che si continua a ripetere da quando si è intrapreso a parlare di ripresa. In quest’ ottica, la CCIAA di Milano ha confermato per il 2010 il bando di finanziamento per l’assegnazione di contributi in conto interessi a favore delle imprese della provincia che pongano in essere piani di investimento. Il plafond totale è di 800mila euro, di cui 600mila stabiliti dalla Camera di Commercio e 200mila dal Comune di Milano.

Possono inoltrare domanda di finanziamento direttamente online – entro il 31 marzo 2011, le micro, piccole e medie imprese con sede legale nella provincia e che sono iscritte regolarmente al Registro Imprese di Milano, o che abbiano un’unità operativa iscritta al REA della Camera di Commercio di Milano.Gli investimenti accettabili (regolamento) sono relativi ad acquisto e rinnovo di immobili, macchinari e strumenti, e ad acquisto di imprese, marchi e brevetti.

Alle nuove aziende è concessa l’agevolazione pure riguardo alle spese realizzate nei sei mesi precedenti la data di erogazione del finanziamento. Agevolazione che va da un ammontare minimo di 10mila euro a un massimo di 300mila euro, sotto forma di contribuzione in abbattimento tassi sull’importo dell’investimento ritenuto agevolabile di 2,00 punti (2,50 per le nuove imprese) per costi sino a 100 mila euro, 1,50 punti (2,00 per le nuove) per costi fra i 100 e i 200 mila euro e di 1,00 punti (1,50 per le nuove) per le spese tra i 200 e i 300 mila euro. Il bando rientra nel contesto delle proposte che la CCIAA di Milano ha messo in atto a supporto dell’accesso al credito delle PMI milanesi per il 2010, che prevedono uno finanziamento totale di 2 milioni di euro e sono dedicate oltre che ai piani di investimenti produttivi altresì ad operazioni di patrimonializzazione aziendale, ai programmi di aggiornamento della struttura finanziaria e all’esame dei flussi finanziari dell’impresa e audit dei crediti.

Fondo formazione PMI

Il Fondo Formazione per le Piccole Medie Imprese (PMI) italiane, è stato istituito al fine di incoraggiare il progresso della Formazione Continua nelle PMI in un’ottica di competitività delle aziende e di garanzia di occupazione per i lavoratori.

Al Fondo afferiscono le risorse scaturenti dal gettito dell’apporto dello 0,30 % sul salario dei lavoratori che le Imprese corrispondono all’INPS secondo quanto fissato dall’art. 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e seguenti modificazioni.

Il modello generale di funzionamento del Fondo è stato definito nelle sue linee basilari nello Statuto. Uno degli aspetti più importanti concerne la relazione fra la struttura nazionale del Fondo e le sue articolazioni regionali. Il Fondo è, infatti, fondato su uno schema organizzativo decentrato a livello regionale che agevola la definizione della politica e dell’azione di Formazione Continua in una relazione più stretta con le aziende e, di conseguenza, più corrispondenti ai bisogni specifici delle realtà lavorative, aziendali e produttive.

Le associazioni sindacali facenti parte del Fondo hanno mostrato l’intenzione di voler aumentare le politiche formative attraverso il processo della negoziazione e al fine di finanziare progetti formativi aziendali – territoriali, settoriali, regionali, interregionali e nazionali – in stretto collegamento con la pianificazione regionale per lo sviluppo locale.
Inoltre, esse è anche in correlazione con la politica dell’Unione Europea e nazionale diretta verso lo sviluppo della formazione professionale e della formazione permanente.

Chiaramente le parti sociali possano avere un compito importante nell’ambito della formazione persistente tenendo conto della specificità e dell’importanza delle PMI nel sistema produttivo italiano.

Infine, non bisogna porre in un secondo piano l’ esigenza di perfezionare i lavoratori nel corso della vita e della rilevanza del loro innovazione in rapporto all’inserimento di nuove tecniche e di nuovi strumenti al miglioramento della produzione e della redditività delle Piccole e Medie Imprese.

PMI Europa

Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano un rilevante elemento di crescita e di creazione di posti di lavoro nell’Unione europea (UE). Per questa ragione, la nuova politica per le PMI offre un quadro più incessante, concreto e orizzontale in favore di tali imprese. Lo sviluppo dell’imprenditorialità e la realizzazione di un contesto favorevole alle PMI permetterà in particolare a renderle più competitive.

Le PMI presentano una grande differenza e, dunque, esigenze differenti. Alcune sono in fase d’inizio «start-ups», altre attraversano un incremento rapido «gazzelle». Talune operano su mercati ampi, altre su mercati locali o regionali. Anche se per definizione tutte hanno meno di 250 dipendenti, alcune sono in verità microimprese, altre PMI familiari.

Al fine di far affiorare tutto il potenziale di crescita di tutte le PMI, le politiche e le azioni in loro favore devono tener conto di tale diversità. Azioni specifiche sono proposte in cinque settori chiave. Promuovere l’imprenditorialità e le competenze. Il progresso dell’imprenditorialità, la riduzione del rischio collegato alla creazione e alla gestione dell’impresa, l’annullamento degli effetti negativi legati al fallimento, e un supporto per realizzare con successo trasmissioni d’imprese, sono tutti principi che intervengono in favore di un migliore esaurimento del potenziale imprenditoriale europeo.

Un’attenzione particolare sarà riservata tuttavia allo sviluppo delle competenze imprenditoriali, alla riduzione delle mancanze di competenze e al sostegno di certe classi di imprenditori (donne, giovani, anziani o appartenenti a minoranze etniche).

Migliorare l’accesso delle PMI ai mercati. Un più agevole ingresso alle offerte di appalti pubblici, una maggiore partecipazione al processo di definizione delle normative, una migliore sensibilizzazione nei confronti dei diritti attinenti alla proprietà intellettuale, un appoggio alla collaborazione fra imprese, particolarmente nelle regioni frontaliere, soccorrerà le PMI ad approfittare del tutto delle opportunità offerte dal mercato interno. L’ingresso delle PMI ai mercati internazionali verrà del pari facilitato.

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