Archivi del mese aprile, 2012

Infostrada

Il Gruppo Infostrada Sports offre servizi innovativi e unici per l’industria dello sport.Infostrada Sports Group è attivo in monetizzazione dei diritti sportivi, produzione, distribuzione e pubblicizzazione contenuti sportivi e alla consultazione dei suoi partner come ottenere il massimo dai loro diritti di proprietà.

Il Gruppo Infostrada Sports è una delle poche aziende al mondo che può fornire questo intero ambito dei servizi. Il Gruppo Infostrada Sports ha una vasta conoscenza di tutte le forme di media e piattaforme multimediali e sa che di queste cause migliori piattaforme ognuna delle esigenze dei nostri clienti.L’innovazione è il fattore trainante per tutto ciò che facciamo e siamo alla continua ricerca di nuove forme di marketing. Cross media sfruttamento è una componente essenziale di tutti i serviziInfostrada Sports Gruppo. Infostrada Sports Group ha sviluppato un’esperienzaunica utilizzando modelli di business su misura appositamente per l’industriadello sport.

Tra gli altri, i Infostrada Sports partner del Gruppo sono costituiti da emittenti,organizzatori di eventi, federazioni sportive, club sportivi, agenzie media, i marchi, agenzie di marketing sportivo, editori, agenzie per i diritti, agenzie di pubblicità. I nostri dipendenti sono innovatori nel settore dei media sportivi e tutti vantanouna passione per quello che collega il Infostrada Sports Group ei nostri clienti:sport!

Con i Giochi di Londra all’orizzonte, Infostrada Sports è l’unico posto dove andare per i dati e quest’anno la società olandese ha collaborato con Roambi, il fornitore leader di applicazioni aziendali mobili, per visualizzare i dati in una varietà di visualizzazioni innovative per l’iPhone e iPad. Questa applicazione gratuita include i dati dalla guida rivoluzionaria forma al 2012, il medagliere virtuale, così come i dati delle ultime quattro edizioni dei Giochi estivi. Dopo il successo dei vari Infostrada Sports Group di contabilità sociale dei media, abbiamo sentito che i nostri fans meritava più di soli 140 caratteri di fatti sportivi e cifre. Per questo motivo abbiamo lanciato un nuovo sito web la settimana scorsa: www.infostradalive.com. Su questo sito forniremo ai nostri lettori con gli aggiornamenti sul mondo dello sport che solo Infostrada Sports Group può fornire. L’olandese canale televisivo a pagamento Eredivisie Live, dedicato interamente al Premier League olandese (Eredivisie), ha lanciato oggi ‘Sidekick Eredivisie’. Il Sidekick Eredivisie è una cosiddetta ‘seconda applicazione a tutto schermo’ ed è sviluppato da Infostrada Sports Group in su richiesta della Eredivisie. Utilizzando il Sidekick Eredivisie, gli appassionati di calcio possono godere di una fonte aggiuntiva di informazioni approfondite durante la visione di partite di calcio. Nella corsa verso i Giochi Olimpici di Londra, RTL7 andrà in onda in cinque parti Medalrace documentario sui preparativi olimpici del sailing team olandese. RTL ha contratto Infostrada Sports Group per la produzione di questo programma.Footage sarà girato in luoghi come Perth e la sede olimpica in Weymouth. Lunedi ’13 febbraio il primo SPORNEXT Congresso si è svolto a Oosterbeek.Unico nei Paesi Bassi, il congresso fa parte della comunità olandese SPORTNEXT marketing sportivo, di cui Infostrada Sports Group è il ‘presenting partner’. Questo significa che ISG è coinvolto nella fornitura di copertura video e la pubblicazione il video di qualsiasi evento SPORTNEXT.

Adsl

Un gateway è comunemente usato per stabilire una connessione ADSL. Asymmetric Digital Subscriber Line (ADSL) è un tipo di tecnologia Digital Subscriber Line, una tecnologia di comunicazione dati che consente velocità di trasmissione dati su linee telefoniche in rame di un modem tradizionale banda vocale in grado di fornire. Ciò avviene utilizzando frequenze che non sono utilizzati da una chiamata telefonica vocale. [1] A splitter, o DSL filtro, consente una singola connessione telefonica essere utilizzata sia per servizio ADSL e chiamate vocali al tempo stesso. ADSL possono generalmente essere distribuito solo su brevi distanze dalla centrale telefonica (l’ultimo miglio), in genere meno di 4 km (2 mi), [2], ma è stato conosciuto per superare gli 8 km (5 miglia) se il diametro del filo, originariamente fissate consente di ulteriore distribuzione.

Al centralino telefonico la linea termina in genere in un accesso di abbonato digitale multiplexer linea (DSLAM) in cui un altro splitter frequenze separa il segnale di banda vocale per la rete telefonica tradizionale. I dati trasportati dal ADSL sono tipicamente instradati sulla rete i dati della compagnia telefonica e alla fine raggiungere una convenzionale rete del protocollo Internet.

ADSL si differenzia dalla meno comune linea simmetrica Digital Subscriber Line (SDSL) in quanto la larghezza di banda (e bit rate) è maggiore verso i locali del cliente (nota come a valle) piuttosto che il contrario (nota come a monte). Questo è il motivo per cui si chiama asimmetrica. Provider, in genere del mercato ADSL come un servizio per i consumatori per fornire l’accesso Internet in una modalità relativamente passiva: in grado di utilizzare la direzione maggiore velocità per il download da Internet, ma non avendo bisogno di gestire un server che richiedono alta velocità in direzione opposta. Ci sono ragioni sia tecniche che di marketing perchè ADSL è in molti luoghi il tipo più comune offerto agli utenti domestici. Dal punto di vista tecnico, è probabile che sia più crosstalk da altri circuiti alla fine DSLAM (dove i fili di molte reti locali sono vicini gli uni agli altri) che presso la sede del cliente. In questo modo il segnale di caricamento è più debole al più rumorosa parte della rete locale, mentre il segnale download è più forte al più rumorosa parte della rete locale. Ha quindi senso tecnico per avere il DSLAM trasmettere ad un bit rate più elevato di quanto non faccia il modem sul cliente finale. Dato che l’utente tipica casa in realtà si preferisce una velocità di download più elevato, le compagnie telefoniche hanno scelto di fare di necessità virtù, quindi ADSL. Dal punto di vista marketing, limitando velocità di upload limita l’attrattiva di questo servizio a clienti commerciali, causando spesso ad acquistare maggiori servizi di linee affittate di costo, invece. In questo modo, esso i segmenti del mercato della comunicazione digitale tra gli utenti home e business.Attualmente, comunicazione più ADSL è full-duplex. Comunicazione full-duplex ADSL viene solitamente ottenuta su una coppia di cavi da una frequency-division duplex (FDD), cancellazione eco-duplex (ECD), o time-division duplex (TDD).FDD utilizza due bande di frequenza distinte, definite come le bande a monte ea valle. La banda a monte è utilizzato per la comunicazione da parte dell’utente finale alla sede centrale telefonica. La banda a valle è utilizzata per comunicare dalla centrale all’utente finale.

Sapienza

Il metodo della domanda di moneta utilizzato da Sdneider e Enste presenta vari problemi (discussi dagli stessi autori): a) non tutte le transazioni dell’economia sommersa vengono effettuate i n contanti; b) le cause dell’aumento della domanda di moneta possono essere molteplici e non solo le attività economi che sommerse; c) la velocità di circolazione della moneta può essere non identica nell’economia ufficiale e nell’economia sommersa e per ciascun paese andrebbero fatte stime sulla veloci la di circolazione della moneta separatamente per le due economie. Al di là degli aspetti metodologici occorre chiedersi cosa effettivamente si misura con questi metodi. Il principale limite di queste indagini consiste nel fatto che è spesso difficile ottenere direttamente informazioni affidabili e veritiere da parte di chi svolge attività che ha interesse a occultare, che è poi l’aspetto che si vuole rilevare.

Va tuttavia notato come solo apparentemente questo tipo di problema non si ponga per le statistiche ufficiali che si basano in molti casi sulle risposte fornite dai soggetti ai rilevatori dell’ISTAT Un tipo di approccio che, sempre sul piano delle rilevazioni dirette è ritenuto, almeno in parte, i n grado di ovviare alla reticenza a dichiararsi da parte dei lavoratori irregolari consiste nell’adottare il metodo delle persone informate introdotto da Bergonzini all’inizio degli anni Settanta per studiare il lavoro femminile in Emilia Romagna e attualmente riproposto con forza da Meldolesi (Meldolesi 1998). La risposta è che fondi» mentalmente si colgono tre fenomeni che hanno natura e caratteristiche economiche assai diverse: l’economia illegale; l’economia informale; la vera e propria economia sommersa.

Dal punto di vista statistico-economico sono definite attività illegali la produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibiti dalla legge (commercio di stupefacenti ecc.) e le attività produttive legali realizzate da persone non auto rizzate (esercizio di una professione senza i requisiti prescritti ecc.). Entrambi i tipi di produzione sono ricomprendibili all’in terno delle attività produttive. L a distinzione economicamente rilevante è tra attività illegale produttive o redistributive: soltanto le prime hanno un impatto sulla stima del PIL, mentre le seconde non implicano creazione di valore aggiunto. Al riguardo si distingue tra le transazioni per le quali esiste mutuo consenso tra compratore e venditore (vendita di droghe o d i merce rubata, pròstituzione ecc.), che sono incluse tra le attività produttive, e le altre attività dove tale accordo manca (estorsione, i l furto ecc.). Le attività produttive del settore informale sono quelle caratterizzate da un basso livello di organizzazione, da poca o nessuna divisione tra lavoro e capitale e da rapporti d i lavoro per lo più basati su relazioni di parentela o personali e sociali, in contrapposizione ai contratti formali.

Per economia sommersa si intende l’insieme della produzione legale d i cui la pubblica amministrazione non è a conoscenza e duna luogo senza che siano dichiarate, in tutto o in parte, le dimensioni delle attività svolte per poter evadere gli obblighi fiscali e contributivi; per sottrarsi all’osservanza delle norme sul salario minimo, sii l’orario di lavoro, sulla sicurezza sul luogo di lavoro ecc; il sommerso in questa accezione non comprende i l cosiddetto sommerse statistico che include le attività non rilevate a causa delle inefficienze del sistema statistico, della effettiva difficoltà di rilevare taluni tipi di unità produttive (ambulanti, liberi professionisti, consulenti ecc.).

Ministero economia finanze

L’obiettivo, esplicitato per esempio da Meldolesi, di giungere attraverso le persone informate a una rilevazione statistica vera e propria, o più precisamente a una microstatistica realizzata misurando lo scarto tra quanto viene dichiarato dai diretti interessati e quanto emerge invece dai terzi, sembra discutibile. Molto più percorribile e feconda in termini conoscitivi risulta la strada così detta dell’ibridazione, nella quale i metodi diretti vengono utilizzati per approfondire singoli aspetti problematici (legati per esempio a un settore e a un territorio specifici) evidenziati all’interno di una cornice di tipo quantitativo ottenuta attraverso metodi di tipo indiretto. E, d’altronde, come abbiamo precedentemente mostrato, questa la strada che, attraverso l’incentivazione di rilevazioni a livello locale, viene auspicata dallo stesso Comitato per l’emersione ed è ancora questa l’ipotesi che è proposta, per la prospettiva, nelle conclusioni della nostra ricerca. Ricerca che, in questa fase, presenta un quadro quantitativo che, pur articolato territorialmente, richiede di essere ulteriormente specificata da punto di vista qualitativo (quali sono i soggetti coinvolti, quali le implicazioni e i problemi), per contribuire operativamente al funzionamento di meccanismi di emersione.

Un tipo di approccio che, sempre sul piano delle rilevazioni dirette è ritenuto, almeno in parte, i n grado di ovviare alla reticenza a dichiararsi da parte dei lavoratori irregolari consiste nell’adottare il metodo delle persone informate introdotto da Bergonzini all’inizio degli anni Settanta per studiare il lavoro femminile in Emilia Romagna e attualmente riproposto con forza da Meldolesi (Meldolesi 1998). Tale metodo consiste nel ricorrere alle informazioni sul fenomeno oggetto dello studio provenienti da persone che non ne sono direttamente coinvolte, ma che, per motivi diversi si presume ne abbiano una buona conoscenza. Secondo alcuni autori, nel caso dell’economia sommersa, questa metodologia permetterebbe, rivolgendosi a terzi, di ovviare al grave inconveniente della scarsa affidabilità delle notizie ricavabili dai diretti interessati al fenomeno. Esistono tuttavia limiti evidenti a tale metodo: i n primo luogo esso si basa sull’assunto, tutt’altro che dimostrabile, che le persone considerate informate lo siano veramente e, soprattutto, che esista presso di loro una maggiore libertà e obiettività rispetto ai diretti interessati (dubbi di carattere etico). Se, inoltre, questo tipo di metodologie possono raggiungere un qualche obiettivo conoscitivo di carattere qualitativo, e soprattutto possono rappresentare utili integrazioni a indagini condotte con altri strumenti (sia diretti sia indiretti), maggiori dubbi esistono sul fatto che questo tipo di procedura possa consentire di arrivare a una quantificazione del fenomeno stesso. L’obiettivo, esplicitato per esempio da Meldolesi, di giungere attraverso le persone informate a una rilevazione statistica vera e propria, o più precisamente a una microstatistica realizzata misurando lo scarto tra quanto viene dichiarato dai diretti interessati e quanto emerge invece dai terzi, sembra discutibile.

Molto più percorribile e feconda i n termini conoscitivi risulta la strada così detta dell’ibridazione, nella quale i metodi diretti vengono utilizzati per approfondire singoli aspetti problematici (legati per esempio a un settore e a un territorio specifici) evidenziati all’interno di una cornice di tipo quantitativo ottenuta attraverso metodi di tipo indiretto. E, d’altronde, come abbiamo precedentemente mostrato, questa la strada che, attraverso l’incentivazione di rilevazioni a livello locale, viene auspicata dallo stesso Comitato per l’emersione ed è ancora questa l’ipotesi che è proposta, per la prospettiva, nelle conclusioni della nostra ricerca.

Economia Torino

Le indagini dirette sono immediatamente calibrate sull’obiettivo e quindi rispondono meglio di altri metodi alle esigenze della ricerca. Esse permettono infatti di cogliere aspetti del fenomeno indagato che sfuggono a livello aggregato. In genere si tratta di indagini condotte a livello locale su gruppi particolari e circoscritti della popolazione, normalmente quelli ritenuti a maggior rischio di lavoro nero. Tenuto conto dei costi nell’impianto e nella realizzazione della rilevazione tali ricerche rischiano di essere episodiche e non consentano di delineare tendenze nel corso del tempo. In generale si tratta di indagini condotte essenzialmente dal punto di vista dell’offerta di lavoro: hanno interesse a capire chi sono i lavoratori irregolari, più che quanti sono. Nonostante quindi i risultati raggiunti siano difficilmente generalizzabili, si tratta comunque di indagini di grande interesse conoscitivo, indispensabili nella misura in cui vanno, almeno parzialmente, a colmare quelle lacune presenti nei metodi di stima indiretti che perdono completamente di vista le caratteristiche di coloro che sono coinvolti in forme di lavoro sommerso. In Italia, nel corso degli ultimi trent’anni, sono stati svolti numerosi di questi approfondimenti soprattutto su alcuni segmenti della popolazione.

In un primo tempo oggetto privilegiato d’indagine sono state prevalentemente le donne lavoranti a domicilio mentre oggi l’attenzione è più spostata verso l’universo giovanile, ma anche verso componenti più specifiche e maggiormente a rischio di lavoro nero come disoccupati, cassa-integrati e pensionati. Tali ricerche si sono tuttavia scontrate con difficoltà rilevanti nella misura in cui, le persone coinvolte in questo tipo di attività non ne parlano volentieri. Il principale limite di queste indagini consiste nel fatto che è spesso difficile ottenere direttamente informazioni affidabili e veritiere da parte di chi svolge attività che ha interesse a occultare, che è poi l’aspetto che si vuole rilevare. Va tuttavia notato come solo apparentemente questo tipo di problema non si ponga per le statistiche ufficiali che si basano in molti casi sulle risposte fornite dai soggetti ai rilevatori dell’ISTAT Un tipo di approccio che, sempre sul piano delle rilevazioni dirette è ritenuto, almeno in parte, i n grado di ovviare alla reticenza a dichiararsi da parte dei lavoratori irregolari consiste nell’adottare il metodo delle persone informate introdotto da Bergonzini all’inizio degli anni Settanta per studiare i l lavoro femminile in Emilia Romagna e attualmente riproposto con forza da Meldolesi (Meldolesi 1998). Tale metodo consiste nel ricorrere alle informazioni sul fenomeno oggetto dello studio provenienti da persone che non ne sono direttamente coinvolte, ma che, per motivi diversi si presume ne abbiano una buona conoscenza. Secondo alcuni autori, nel caso dell’economia sommersa, questa metodologia permetterebbe, rivolgendosi a terzi, d i ovviare al grave inconveniente della scarsa affidabilità delle notizie ricavabili dai diretti interessati al fenomeno. Esistono tuttavia limiti evidenti a tale metodo: in primo luogo esso si basa sull’assunto,tutt’altro che dimostrabile, che le persone considerate informate lo siano veramente e, soprattutto, che esista presso di loro una maggiore libertà e obiettività rispetto ai diretti interessati (dubbi di carattere etico). Se, inoltre, questo tipo di metodologie possono raggiungere un qualche obiettivo conoscitivo di carattere qualitativo, e soprattutto possono rappresentare utili integrazioni a indagini condotte con altri strumenti (sia diretti sia indiretti), maggiori dubbi esistono sul fatto che questo tipo di procedura possa consentire di arrivare a una quantificazione del fenomeno stesso.

Economia e commercio

Una seconda fattispecie, ben distinta dalla precedente è, per La, quella del contoterzismo che riguarda l’artigiano, l’operaio industriale o la piccola impresa e che può avere carattere strutturale o può invece essere tipico dei momenti d i start up per diventare poi diseconomico nei momenti di consolidamento produttivo; comunque sia si tratta dell’altra faccia del lavoro legale: u n doppio, o un’ombra che i n qualche modo ne consente la sopravvivenza. Infine l’ultima forma è quella della criminalità organizzata dove i l lavoro nero è eretto a sistema di mercato creatore di ricchezza e di impieghi clandestini.

Infine possiamo segnalare distinzioni d i lavoro sommerso che fanno riferimento alle categorie sociali che vengono coinvolte e che disegnano problematiche occupazionali e sociali profondamente diverse. Un significato assume infatti il sommerso per quelle persone, soprattutto giovani, che si trovano in una fase d’ingresso nel mercato del lavoro; senso ben diverso ha invece quando forme di lavoro in parte o completamente irregolari coinvolgono una popolazione adulta, soprattutto donne, che altrimenti non troverebbero altra opportunità lavorativa. Una volta giunti a una definizione condivisibile e condivisa (come quella fornita dallo SNA) di ciò che è da intendersi con lavoro sommerso, il problema della sua identificazione nella realtà e quindi della sua quantificazione e qualificazione non è tuttavia completamente risolto.

Identificare significa infatti riconoscere o individuare in base a una sufficiente quantità di elementi probanti. Secondo il dizionario della lingua italiana, sommerso è ciò che è completamente ricoperto dalle acque. Sappiamo tuttavia bene come sia difficile identificare in modo chiaro e preciso qualcosa che si trova completamente immerso nell’acqua; quand’anche la profondità a cui si trova è tale da lasciare intravedere l’oggetto, ne potremo avere un’idea approssimativa ma mai un’immagine fedele.          Per ottenerla esistono due soluzioni possibili: o ci immergiamo dotati di una maschera da sub che ci consente una visione chiara ma molto limitata per quanto riguarda l’ampiezza dello spettro visivo, o cerchiamo di abbassare il livello dell’acqua facendo emergere ciò che è sommerso. Uscendo dal mare delle metafore e tornando al lavoro, queste due operazioni (immergersi con una maschera da sub o abbassare il livello dell’acqua) corrispondono ad altrettante possibilità che abbiamo per arrivare a misurare e, più in generale a conoscere, tale fenomeno: in un caso, attraverso indagini dirette si può arrivare ad avere una visione realistica e dettagliata, ma circoscritta e non generalizzabile del lavoro sommerso; nell’altro caso, attraverso metodologie indirette si può tentare di far abbassare il livello dell’acqua e lasciare che, dalla manipolazione di dati di carattere macroeconomico, emerga almeno parzialmente ciò che normalmente è sommerso. Prima di passare in rassegna alcuni esempi di entrambe queste possibili metodologie, va tuttavia ricordato che, vista la già citata particolare natura del fenomeno analizzato, come sostengono Shneider e Enste (Shneider, Enste 2000) stimare l’economia sommersa può essere considerato come il compito nello svolgere il quale la pervicacia e la passione scientifica di conoscere l’inconoscibile raggiungono il loro apice. Va inoltre tenuto presente che, come è stato messo in evidenza dalla letteratura, se è indubbiamente importante poter stimare la presenza di lavoro sommerso presente in uno stato, in una regione o in un determinato contesto territoriale, assai più importante risulta capire le ragioni che stanno alla base di tale presenza e gli aspetti dinamici che la caratterizzano.

Economia sapienza

All’interno dell’economia sommersa possono, a loro volta, essere individuati due ulteriori componenti, il sommerso d’azienda e il sommerso di lavoro. Siamo in presenza di sommerso d’azienda quando restano sconosciuti sia l’azienda sia i l lavoratore. Tale tipologia di sommersoappare spesso in connessione con situazioni in cui il lavoro nero diviene elemento strutturale del sistema produttivo in aree territorialmente definite e con il coinvolgimento della maggior parte dei lavoratori e dei produttori. JiLha, invece, sommerso di lavoro laddove le aziende regolari utilizzano manodopera aggiuntiva o occultano parte dellajprestazione lavorativa dei dipendenti. In questo caso si tratta di attività di aziende emerse che si avvantaggiano dell’economia sotterranea per ridurre i l costo del lavoro e gli altri oneri imposti dalla legge ottenendo immediati vantaggi concorrenziali. In linea generale la mancanza d i u n grado sufficientemente elevato di organizzazione e consapevolezza dei lavoratori o la carenza di controlli permettono al datore di lavoro di imporre la rinuncia ai diritti garantiti dalla legge. Complessivamente le attività maggiormente coinvolte sono l’agricoltura, i servizi alla persona e l’edilizia.

3. Rapporti di lavoro nero che nascono esclusivamente per ridurre i costi connessi all’attività di impresa. S i tratta della tipologia più diffusa i n Italia, all’origine della quale v i sono da un lato gli elevati oneri fiscali e contributivi e, dall’altro, l’impossibilità di realizzare una flessibilità salariale i n deroga ai minimi contrattuali. Il confronto con le esperienze di altri paesi dimostrerebbe come vi sia una diretta correlazione tra economia sommersa e gravità degli oneri economici, amministrativi e organizzativi imposti dalla legge.                                      In una direzione definitoria simile si muove Sestito quando, in un recente convegno (CNEL 2000) sostiene che i l sommerso coinvolge tanto i soggetti garantiti (doppio lavoro) quanto quelli che si trovano i n una condizione di bisogno. In particolare vengono distinte, anche i n questo caso tre tipologie di sommerso.

1. Il sommerso evasivo motivato da esigenze di evasione contributiva oppure per non rinunciare a trasferimenti previsti dal sistema di welfare.

2. Il sommerso da regolazione che serve alla regolamentazione dei mercati del lavoro (fenomeno questo i n parte ridotto grazie alla crescente introduzione d i strumenti di flessibilità) e dovuto in larga misura al mal funzionamento dei controlli messi in atto dalla pubblica amministrazione.

3. Il sommerso per motivazioni contrattuali – produttive, in questo caso è usato da imprese a basso valore aggiunto (tipicamente nel meridione) che non sono i n grado d i pagare salari medi,oppure, dal lato dell’offerta si è i n presenza di un livello d i indigenza tale da consentire l’accettazione di livelli salariali molto al di sotto della media. In campo internazionale, i l sociologo Laé distingue, a proposito delle diverse tipologie di sommerso, tre differenti stadi che corrispondono ad altrettanti contesti socioeconomici (Laé 1989). Al primo livello si sviluppano delle forme di lavoro nero disperse, parcellizzate, relativamente poco organizzate, che si incollano agli stretti bisogni degli individui: si pensi a quelle occasioni di lavoro (lavoretti), tipicamente urbane, ma anche agricole, in parte, che consentono agli individui di racimolare quello che serve loro per far fronte alle esigenze primarie, ma anche ad alcune fasce della popolazione (giovani) per far fronte a esigenze particolari; questa nebulosa di occasioni si inscrivono incontestabilmente in un quadro di precarietà e marginalità.

Economia aziendale

Una definizione è il complesso degli elementi volti a caratterizzare e circoscrivere un’entità sul piano concettuale. Se qualsiasi fenomeno prima di essere analizzato necessita di essere definito, tale necessità diventa assolutamente imprescindibile nel caso del lavoro non regolare. Proprio perché abbiamo a che fare con qualcosa che, per sua natura, non è immediatamente evidente (dal momento che le persone coinvolte in queste attività non desiderano essere identificate e le attività sono costituite proprio per sfuggire alla registrazione e all’identificazione) è ancora più necessario chiarire a cosa ci riferiamo quando parliamo di lavoro sommerso. Che esista una notevole opacità intorno a questo concetto lo si ricava dalla molteplicità delle espressioni utilizzate per identificarlo. Proporne un catalogo non rientra negli obiettivi di questo lavoro, tuttavia, richiamarne alcuni tentando di sistemarli e proporne una qualche classificazione, oltre a fare un po’ di chiarezza ci può aiutare a comprendere tutte le sfumature con le quali questo fenomeno si presenta nella realtà. Scorrendo la letteratura scientifica, e specialmente quella di carattere sociologico, scopriamo l’esistenza di una vasta serie di espressioni che tendono ad associare queste forme di lavoro non regolare all’aggettivo nero (lavoro nero, al nero, in nero). Si tratta di un aggettivo che rimanda al contempo a ciò che sfugge alla vista (in tal senso vanno lette anche le espressione utilizzate di lavoro clandestino, occulto, nascosto) e a qualcosa di connotato negativamente. La denominazione di lavoro nero sembra tuttavia inappropriata, non solo perché generica ma per due ordini differenti di motivi. In primo luogo non sempre siamo di fronte a forme di lavoro che, per quanto difficilmente quantificabili, sono completamente occulte o clandestine; in secondo luogo l’idea di un lavoro nero rimanda naturalmente alla contrapposizione con un lavoro bianco, contrapposizione questa che non dà conto di (la vasta gamma di grigi rappresentata da quelle tipologie sone non autorizzate, sia la produzione di beni e servizi la cui vendita,distribuzione e possesso sono proibiti dalla legge. In questo ultimo caso esiste illegalità in senso stretto in quanto ci si riferisce ad atti d i violazione della legge penale.

Economia informale. Fa riferimento a unità istituzionali produttive caratterizzate da un basso livello di organizzazione; poca o nessuna divisione tra lavoro e capitale; relazioni d i lavoro basate per lo più sull’occupazione occasionale, parentale o relazioni personali o sociali i n contrapposizione ai contratti informali. Le attività informali non vengono necessariamente svolte per evadere le tasse o altri contributi sociali e quindi non sono da includere nel sommerso economico.

3. Economia sommersa. Indica tutta quella produzione legale di cui la pubblica amministrazione non ha conoscenza per diverse ragioni (evasione fiscale; evasione dei contributi sociali); non osservanza d i regole dettate dalla legge relativamente a: salario minimo, numero di ore lavorate, sicurezza sul lavoro ecc.; mancato rispetto delle norme amministrative e mancata compilazione dei questionari statistici o d i altri moduli amministrativi. Nell’ambito di tale definizione viene quindi ricompreso sia il sommerso economico, che ha come fine quello di evadere o eludere le norme vigenti d i tipo fiscale e/o in materia di lavoro allo scopo di ridurre i costi di produzione, sia il sommerso statistico, quello derivante cioè dalla mancata rilevazione causata da difficoltà di varia natura a carico vuoi delle unità produttive vuoi degli enti preposti.

Economia politica

L’attenzione per le implicazioni di politica economica ci riconduce a un tema già introdotto. La teoria microeconomica è una teoria della società caratterizzata da una grande tensione normativa: essa descrive i comportamenti di soggetti che perseguono ciascuno il soddisfacimento di un proprio sistema individuale di valori perché vuole valutare normativamente i risultati sociali cui conduce la loro libera interazione. Presentazione della prima edizione italiana XXI Tre elementi radicalmente nuovi caratterizzano dunque gli sviluppi recenti della microeconomia:

(i) l’estensione sistematica del modello di comportamento razionale ai contesti di incertezza e di interazione strategica;

(ii) la consapevolezza del fatto che, in tali circostanze, l’interazione sociale non coordinata tende in generale — e non soltanto come risultato di deviazioni specifiche — a condurre a situazioni collettivamente non desiderabili (non efficienti nel senso di Pareto);

(iii) la necessità di arricchire l’analisi dei meccanismi di coordinamento sociale guardando alla molteplicità delle forme istituzionali che — al di là del mercato — i soggetti tendono a porre in essere al fine di ovviare ai risultati inefficienti, di cui al punto precedente; e soprattutto la necessità di spiegare endogenamente l’emergere di tali forme istituzionali come risultato della stessa interazione dei soggetti.                        Vi sono ancora due aspetti della ricerca corrente di microeconomia che meritano di essere rilevati:

a) il primo è l’ambizione dell’economia di estendere i l proprio dominio alla spiegazione di un vasto intreccio di fatti sociali, la cui esistenza è incompatibile con le condizioni ideali di mercati perfettamente concorrenziali e che, tradizionalmente, tendevano a ricevere spiegazione esogena rispetto alla costruzione teorica dell’economista. Quest’aspetto viene spesso definito, con un termine che può suonare poco lusinghiero, come “imperialismo economico”;

b) il secondo, in ampia parte connesso con il precedente, è la caratteristica, non di rottura, ma di continuità nel metodo di analisi, tra la microeconomia classica e la ricerca più recente. Così, da un lato, il modello dell’equilibrio generale di perfetta concorrenza mantiene inalterata la sua carica di “riferimento” ideale; mentre, d’altro lato, l’interazione sociale in contesti nei quali l’individualità dei soggetti “conta” viene descritta, nella ricerca contemporanea, rimanendo rigidamente entro il solco della teoria del comportamento razionale, e quindi nell’ambito del più rigoroso individualismo metodologico. La ricerca di microeconomia degli ultimi due decenni ha già da tempo cominciato a offrire frutti che appaiono ormai sufficientemente sedimentati. Una molteplicità di risultati generali sono disponibili, e oggi uno dei problemi più importanti è quello della loro trasmissione didatticamente efficace nei corsi universitari istituzionali. Dato l’elevato grado di astrattezza che ha caratterizzato la ricerca teorica che, sia pure in modo evocativo, si è cercato di illustrare nelle pagine precedenti, questa esigenza didattica non può essere soddisfatta in altro modo che attraverso un ripensamento generale dei testi; non sono ormai più sufficienti i paragrafi, o i capitoli, di “aggiornamento” dell’ultima edizione di testi pensati originariamente nella loro integrità come esposizione del modello “classico”. È da notare tuttavia come, in questi ultimi due, venga rivolta una attenzione di gran lunga maggiore del consueto agli aspetti connessi con l’abbandono dell’ipotesi di anonimità dei soggetti, e della loro sostituzione a costo nullo nei rapporti sociali: così, il capitolo sul monopolio si diffonde ampiamente sulle condizioni che rendono possibile la discriminazione del prezzo.

Economia (2°parte)

L’arricchimento della teoria del comportamento razionale (con i contributi della teoria dell’utilità attesa e della teoria dei giochi) non ha avuto soltanto il merito di offrire uno strumento più adeguato per lo studio di contesti specifici per i quali il bagaglio strumentale tradizionale si rivelava inconsistente — come, per esempio, nello studio dell’oligopolio — ma ha inciso in modo più “fondativo”, modificando in maniera sostanziale la visione della società che fa da sfondo al modello dell’economista. In un modo forse un po’ drastico la questione può essere posta nei termini seguenti. La visione della società che sta alla base del modello della microeconomia “classica” — cioè i l modello di equilibrio generale in perfetta concorrenza — è quella di una collezione, molto grande, di soggetti la cui individualità è di fatto irrilevante rispetto ai risultati del loro interagire sociale. In tale visione si suppone che l’informazione rilevante per le azioni che ciascun soggetto deve compiere sia uniformemente distribuita nella società, e che ogni agente sia guidato dalla consapevolezza del fatto che modifiche nelle sue scelte possono alterare i l suo personale benessere, ma lasciano inalterato i l benessere di ogni altro soggetto che compone la società.

Ciò non esclude, ovviamente, la possibilità che un soggetto possa avere una specificità (o, in particolare, un vantaggio) rispetto agli altri soggetti sociali. Tale potrebbe essere, per esempio, un vantaggio di natura informativa (come quando un soggetto conosce una tecnica produttiva ignota agli altri componenti la società), oppure ancora il controllo su qualche risorsa scarsa. L’elemento cruciale nel modello di perfetta concorrenza è tuttavia che, nella prospettiva dell’intera società, l’esistenza o meno di un vantaggio simile è irrilevante, giacché i l soggetto è sempre posto in grado di appropriarsi Presentazione della prima edizione italiana XXi interamente costruito intorno al perno centrale rappresentato dalla teoria del comportamento razionale nelle sue estensioni correnti. Così, mentre gli studi economici oggi (“Pensare da economisti”) introducono bene la questione, due gruppi di capitoli sviluppano il tema in modo sistematico esponendo la teoria tradizionale della scelta razionale in contesto paramedico (la teoria del consumatore) e introducendo e sviluppando i temi relativi alla scelta intertemporale, alla scelta in condizioni di incertezza, alla scelta strategica (evidenziando con cura la possibilità di risultati ineflicicnti associati ai modelli statici di razionalità strategica), all’emergere di valori di altruismo e di solidarietà nell’ambito di un approccio razionale, ai problemi che scaturiscono quando si voglia fare realmente i conti con capacità cognitive (e razionalità) limitate. Questa trattazione offre un solido riferimento allo sviluppo successivo degli argomenti del testo, che può entrare in modo “naturale” nei temi più recenti della microeconomia che fanno esplicitamente i conti con i problemi di scelta strategica in contesto di informazione incompleta: coordinamento su comportamenti cooperativi, contratti, costi di transazione, esternatila, beni pubblici, decisioni collettive. Questo materiale viene affrontato sistematicamente Oligopolio, Lavoro, Informazione, Capitale, Esternalità e diritti di proprietà, Scelte collettive. I temi più importanti entrano , nell’alveo più tradizionale dei testi di microeconomia, e convenzionale è infatti il modo con cui gli argomenti sono introdotti: la teoria standard della produzione e dei costi, l’equilibrio generale di perfetta concorrenza, il monopolio e la concorrenza monopolistica.

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