Archivi del mese maggio, 2012

Sommerso in Toscana: un fenomeno in crescita

Va da sé che i l fatto di abbassare il livello al disotto del quale si colloca il sommerso (operazione consentita dalla nuove stime) non significa che tali forme lavorative non continuino a presentare forme di atipicità rispetto al lavoro regolare standard. Riguardo alla seconda delle variabili considerate risulta infatti come l’entità della pena attesa si collochi, per la Toscana, su valori relativamente inferiori (quindi, ipoteticamente, meno disincentivanti) rispetto alle regioni del Nord e del Centro mentre, com’era da attendersi, è comunque considerevolmente superiore a quella calcolata per tutte le regioni del Sud. Dopo questo breve accenno che, oltre ad avere il merito di fornirci informazioni riguardo alla Toscana ci fa intravedere le possibilità insite nell’applicazione di misure indirette di stima a livello regionale, ritorniamo alle stime, in questo caso elaborate dall’IRPET sulla base delle procedure ISTAT, con riferimento alle nuove tipologie di lavoro elaborate dall’ISTAT.

Semmai va notato che per la Toscana le nuove stime portano a una crescita, anche se di meno di due punti percentuali, della quota di lavoro dipendente irregolare (dal 19,4% al 21%), mentre a livello nazionale tale incremento non supera lo 0,5% (da 17,6% a 18,1%). Discorso assai diverso merita il lavoro autonomo. Qui, pur a fronte di una generalizzata e consistente flessione, troviamo un andamento diverso a seconda del contesto a cui facciamo riferimento. Nel caso della Toscana il lavoro indipendente non regolare passa dal 38,1% al 7,9% con una riduzione di oltre 30 punti percentuali; a livello nazionale, invece, tale riduzione è inferiore (circa 25 punti percentuali) e raggiunge il 24,9% (da 33,5% a 8,6%). Se quindi nel corso dell’analisi precedentemente svolta era stata enfatizzata la presenza in Toscana di quell’area elusa, non riconosciuta o non riconoscibile, nel nuovo quadro delineatosi a partire dalle più recenti stime, tale caratteristica peculiare viene a perdersi e, addirittura, i lavori sommersi, flessibili o nuovi nell’area dell’occupazione autonoma raggiungono percentuali inferiori a quelle nazionali.

Abbiamo precedentemente visto come il lavoro non regolare abbia incidenze settoriali diverse; anche a questo proposito l’adozione delle nuove stime ha introdotto significativi mutamenti. Il più macroscopico riguarda senz’altro l’agricoltura, settore nel quale, secondo le precedenti stime, il 70% dei lavoratori risultavano occupati, senza significative differenze rispetto all’Italia, inmodo non regolare. Tale percentuale è scesa in Toscana al 13,5% stavolta contro un valore più che doppio dell’Italia (29,2%). D’altra parte tra i dipendenti l’area della non regolarità è in Toscana del 37% contro il 55% dell’Italia, e nell’ambito del lavoro autonomo i corrispondenti valori sono del 6% e del 14%. Rispetto all’Italia la nostra regione continua invece a caratterizzarsi per una maggiore irregolarità soprattutto nel settore industriale e in particolare tra i dipendenti: 12,5% di non regolari in Toscana contro il 6,5% dell’Italia. Ancora lievemente superiore la presenza di dipendenti non regolari tra le attività assicurative e di servizio alle imprese (31% contro il 23%). L’ulteriore dettaglio (per tipologia economica) presentato non aggiunge molto a quanto detto; semmai può valere la pena di sottolineare la maggiore presenza di stranieri in agricoltura e nelle costruzioni così come la più elevata quota di lavori temporanei irregolari e non dichiarati nell’industria.

La distanza tra Nord e Sud in prospettiva del lavoro sommerso

La distanza tra Nord e Sud tenda progressivamente a ridursi. Ciò è in parte dovuto alla diminuzione di rigidità del mercato del lavoro meridionale, in parte grazie all’aumento, anche in questa parte del paese, del rischio di vedersi comminata una pena in violazione delle norme contributive e fiscali. All’interno di questo contesto la Toscana si colloca in una posizione assai privilegiata che, pur con andamento incostante, si è confermata nel corso di tutti gli anni Ottanta e Novanta. Con una percentuale del 12,3% di evasione (dato relativo al 1995), la Toscana risulterebbe, infatti,

non solo assai privilegiata rispetto alle regioni del Sud (che oscillano tra i l 14% della Sicilia e i l 54,8% della Basilicata) ma anche nei confronti delle principali regioni del Nord. Soltanto il Trentino presenta una percentuale di evasione inferiore a quella della Toscana (9,0%) mentre superiori, anche se di poco, sono quelle fatte registrare dalle altre regioni del Nord, comprese Lombardia (13,3%) ed Emilia Romagna (15,7). Riguardo alle altre regioni del Centro, se i l dato toscano è di poco superiore a quello delle Marche (12,2%) risulta tuttavia significativamente più basso di quanto registrato nel Lazio (15,8%) e in Umbria (23,5%). È singolare notare come nessuna delle variabili prese in considerazione dagli autori, e in particolare rigidità del mercato del lavoro e pena attesa per i comportamenti elusivi, sembri riuscire a dare ragione di tale bassa percentuale di evasione.

Riguardo alla seconda delle variabili considerate risulta infatti come l’entità della pena attesa si collochi, per la Toscana, su valori relativamente inferiori (quindi, ipoteticamente, meno disincentivanti) rispetto alle regioni del Nord e del Centro mentre, com’era da attendersi, è comunque considerevolmente superiore a quella calcolata per tutte le regioni del Sud. Dopo questo breve accenno che, oltre ad avere il merito di fornirci informazioni riguardo alla Toscana ci fa intravedere le possibilità insite nell’applicazione di misure indirette di stima a livello regionale, ritorniamo alle stime, in questo caso elaborate dall’IRPET sulla base delle procedure ISTAT, con riferimento alle nuove tipologie di lavoro elaborate dall’ISTAT.

Semmai va notato che per la Toscana le nuove stime portano a una crescita, anche se di meno di due punti percentuali, della quota di lavoro dipendente irregolare (dal 19,4% al 21%), mentre a livello nazionale tale incremento non supera lo 0,5% (da 17,6% a 18,1%). Discorso assai diverso merita il lavoro autonomo. Qui, pur a fronte di una generalizzata e consistente flessione, troviamo un andamento diverso a seconda del contesto a cui facciamo riferimento. Nel caso della Toscana il lavoro indipendente non regolare passa dal 38,1% al 7,9% con una riduzione di oltre 30 punti percentuali; a livello nazionale, invece, tale riduzione è inferiore (circa 25 punti percentuali) e raggiunge il 24,9% (da 33,5% a 8,6%). Se quindi nel corso dell’analisi precedentemente svolta era stata enfatizzata la presenza in Toscana di quell’area elusa, non riconosciuta o non riconoscibile, nel nuovo quadro delineatosi a partire dalle più recenti stime, tale caratteristica peculiare viene a perdersi e, addirittura, i lavori sommersi, flessibili o nuovi nell’area dell’occupazione autonoma raggiungono percentuali inferiori a quelle nazionali.

Le unità di lavoro irregolari dipendenti (3°parte)

Allo stato attuale, n o n essendo possibile ripercorrere la metodologia ISTAT nella nuova configurazione a causa soprattutto della n on disponibilità d i gran parte delle nuove basi dati utilizzate dall’Istituto, ed essendo tuttavia ugualmente di estremo interesse i l fatto di disporre di stime a livello locale, l’unica possibilità è quella di correggere le precedenti stime i n modo da eliminare o quantomeno ridurre la distorsione sistematica riguardante alcuni segmenti occupazionali e alcune branche.

Questo è possibile, entro certi l i m i t i , utilizzando opportunamente le informazioni ricavabili i n Calzaroni (Calzaroni 2000). In questo lavoro, fra le altre cose, viene proposto un confronto a livello nazionale per le diverse posizioni professionali e c on la distinzione dipendenti/indipendenti, senza alcun dettaglio settoriale, fra le U L A 1991 calcolate i n base sia alle vecchie e alle nuove definizioni e s ia i n base al vecchio e al nuovo metodo d i calcolo. Per quanto riguarda i l dettaglio settoriale, invece, alcune indicazioni possono essere tratte confrontando le stime 1997 ante-revisione con le corrispondenti stime secondo le nuove definizioni d i c u i a l lavoro citato (pubblicate a livello nazionale e con dettaglio di 6 branche settoriali). S u l l a base d i tali dati è possibile farsi un’idea, almeno per sommi capi, delle variazioni intervenute. Inoltre se si accettano alcune ipotesi (fortemente semplificatrici ma senza le quali è impossibile procedere) quali l’invarianza nel tempo e sul territorio delle modifiche intervenute, è possibile derivare da tali dati una serie di correttori sulla base dei quali aggiornare le vecchie stime. In particolare dal confronto menzionato si evince che la nuova metodologia ha apportato due ordini di cambiamenti: i l primo, che p u ò essere chiamato effetto definizioni, opera una semplice riallocazione delle ULA fra le diverse categorie lavorative senza tuttavia alterarne i l totale complessivo; i l secondo, che potremmo chiamare effetto metodologia, a parità di criteri definitori provoca variazioni nei totali di ciascuna categoria lavorativa. Sulla base d i queste considerazioni è pertanto possibile calcolare dai dati riportati nel lavoro d i Calzaroni u n correttore per l’effetto definizioni, che appunto produce una semplice riallocazione delle U L A fra le diverse posizioni professionali senza tuttavia alterarne i l totale, e correttore per l’effetto metodologia, che come detto a parità d i criteri definitori provoca variazioni nei totali per ciascuna

categoria lavorativa. Inoltre, una volta corrette per tali effetti le vecchie stime 1997 a livello nazionale, dalle differenze residue fra le vecchie stime corrette e le nuove stime, per branca e posizione professionale, è possibile derivare un terzo ordine di correttori che per ciascuna branca effettua una riallocazione delle ULA stimate fra le diverse posizioni professionali (regolari, irregolari + non occupati con ore, plurime non regolari, gli stranieri sono esclusi). Una volta fatto questo, per correggere le vecchie stime a livello locale basta applicare a queste le 3 batterie di correttori nella esatta successione di c u i sopra per ottenere le stime riviste secondo i nuovi criteri ISTAT) correttore per l’effetto definizioni; II) correttore per l’effetto metodologia) correttore residuo per branca.

Le unità di lavoro irregolari dipendenti (2°parte)

Fra i punti più significativi (per maggiori dettagli rimandiamo ai lavori citati) menzioniamo:

Il risalto dato al concetto di esaustività delle stime e con esso a quello di economia non osservata, che per definizione è la parte più difficile da misurare; all’interno d i quest’ultima vengono distinte un’economia illegale (non inserita nei conti economici), un’economia sommersa (in cui s i distinguono sommerso economico e sommerso statistico), e un’economia informale (limitata ai settori dell’agricoltura e delle costruzioni).

2. Il nuovo modo di integrare e controllare le fonti dal lato imprese (CIS, dichiarazioni IVA del Ministero delle Finanze, dati I N PS sulle collaborazioni) e le fonti dal lato famiglie (CP corretto col metodo delle filiere e IFL), ricorrendo a tecniche di lìnkage a livello d i microdato. I due meta- archivi risultanti da tale operazione (il primo dei quali viene ulteriormente integrato con dati delle amministrazioni pubbliche e dati ad hoc per particolari attività economiche) costituiscono la base per la stima delle P L regolari, irregolari e plurime regolari, analogamente a quanto descritto al precedente punto 3, in luogo rispettivamente di CP e CIS. In altri termini, mentre nella versione precedente i l confronto per calcolare la gran parte delle P L riguardava, con pochi aggiustamenti, essenzialmente CIS e CP, nell’attuale procedura i l confronto riguarda una meta- fonte (il più possibile esaustiva) dal lato imprese contro un’altra meta- fonte (anch’essa i l più possibile esaustiva) dal lato famiglie. I due censimenti, pur costituendone la base, sono soltanto una parte di tali nuove fonti.

3. I due punti precedenti devono essere valutati congiuntamente, infatti, il nuovo modo di trattare i dati d i cui al punto 2 ha reso possibile la valutazione separata dei diversi segmenti occupazionali d i c u i al punto 1. Inoltre, cosa di maggior rilievo, sommerso statistico e economia informale sono ricondotte nell’ambito del lavoro regolare a differenza della versione precedente nelle quali erano considerate indistintamente nel sommerso.

4. U n approccio totalmente diverso e assai più accurato per l a stima delle ULA dei lavoratori stranieri, in cui sono state opportunamente utilizzate fonti di diversa natura, fra le quali: permessi di soggiorno, dati sui lavoratori regolari presso le imprese (INPS e INEA), dati sugli stranieri regolari presso le famiglie (CP91, foglio apposito), dati sull’attività ispettiva presso le imprese del Ministero del Lavoro, dati sulle regolarizzazioni, dati sui libretti d i lavoro (uffici provinciali del Ministero del Lavoro), dati sulle autorizzazioni a l lavoro (Ministero del Lavoro).

5. L’adozione di una nuova classificazione per branca, sopra menzionata, più facilmente raccordabile con l’ateco91 e d i nuove denominazioni (in parte motivate da concetti sottostanti parzialmente diversi): ad esempio i non dichiarati divengono non occupati con ore, i doppi lavori divengono posizioni plurime, di c u i soltanto quelle non regolari sono assimilabili ai doppi lavori secondo l a vecchia accezione.

La revisione IRPET

Le novità introdotte dall’ISTAT sulla base del nuovo SEC95, di c u i sopra abbiamo delineato i punti principali, costituiscono i l nuovo terreno di confronto per le stime a livello locale prodotte dall’IRPET, seppur nella già evidenziata situazione d i novità e d i relativa carenza informativa.

Le unità di lavoro irregolari dipendenti

Le unità di lavoro irregolari dipendenti rappresentano l’area sommersa o a i margini del lavoro dipendente non essendovene traccia nei l i b r i paga delle imprese; con riferimento al lavoro autonomo, l’irregolarità è definita dalla mancanza di una precisa identificazione localizzativa della impresa, per cui in questa categoria possono rientrare non solo i lavoratori a domicilio o conto terzisti che svolgono l a propria attività i n luoghi non identificabili come sede di impresa, ma, secondo lo stesso criterio, anche g l i ambulanti, gli intermediari, le piccole attività professionali ecc. Inoltre, nel caso dell’agricoltura, nelle posizioni irregolari, sono comprese le attività regolari di durata inferiore ai 180 giorni. Le unità di lavoro dei non dichiarati (persone che pur non definendosi occupate dichiarano d i aver effettuato ore di lavoro nella settimana di riferimento) costituiscono la parte decisamente più sommersa o perché molto informale e di conseguenza non riconosciuta dal rispondente (sia nel censimento della popolazione sia nell’indagine sulle forze di lavoro) o perché volontariamente elusa. Per quanto riguarda gli stranieri n o n residenti, l’aggregato comprende solo coloro che, con permesso d i soggiorno scaduto o come clandestini (senza permesso di soggiorno), svolgono attività i n modo volontariamente sommerso.

Le doppie posizioni lavorative sono infine quelle di chi svolge più attività in sedi diverse di impresa; si tratta in prevalenza di lavoratori autonomi (titolari di più imprese o unità locali) ma anche tra i dipendenti è possibile trovare questa tipologia (nel lavoro domestico, ad esempio, ma anche nel lavoro turistico, nelle costruzioni, nei trasporti). In sintesi, l’area del lavoro non regolare, letto nelle unità d i lavoro, copre

molta parte di quei lavori che o sono al margine della regolarità normativa o dichiaratamente sommersi o molto informali.

La revisione della metodologia ISTAT

Come precedentemente indicato, l’ISTAT ha rivisto definizioni, classificazioni e con esse l a metodologia di calcolo delle ULA, sulla base del nuovo SEC 95. I dettagli circa l a nuova procedura sono stati comunicati recentemente in alcuni lavori scientifici (Baldassarini 2000 e Calzaroni 2000), ma finora non sono stati ancora comunicati secondo i consueti canali d i diffusione dell’Istituto. Inoltre i risultati pubblicati a oggi non hanno ancora la ricchezza informativa dei precedenti. Infatti finora ISTAT ha pubblicato le ULA col seguente dettaglio: a livello nazionale con 50 branche settoriali (la nuova classificazione per branca non è però confrontabile con la vecchia, vedi punto 5 d i seguito) con l a distinzione per dipendenti e indipendenti; a livello regionale con u n dettaglio settoriale minore (24 branche) sempre suddivise indipendenti e indipendenti. In entrambi i casi quindi n o n è stata ancora fornita alcuna distinzione per categoria lavorativa. In questo contesto d i sostanziale novità e allo stesso tempo di carenza informativa si è comunque voluto tentare una stima che potrà essere successivamente rivista alla luce dei nuovi dati disponibili. Tornando adesso alle questioni più strettamente metodologiche, il core della nuova procedura ISTAT è per sommi capi analogo a quello precedentemente descritto e si basa ancora sul confronto CP – CIS; tuttavia le novità introdotte sono numerose.

L’occupazione del sommerso (3°parte)

Per i soli lavoratori dipendenti (per i quali è verosimile una discordanza fra la dichiarazione CP, fornita dal lavoratore, e quella del CIS, data dal datore di lavoro) l’ISTAT, nella procedura di costruzione delle U L A a livello regionale, utilizza un metodo di correzione della classificazione delle attività economiche del CP detto “metodo delle filiere”. Tale metodo è stato adattato e applicato dall’IRPET a livello di comune. Nell’ultima versione dell’algoritmo IRPET sono stati implementati alcuni controlli ulteriori per tenere in esplicita considerazione alcuni vincoli alle stime locali derivanti da quelle regionali d i fonte ISTAT.

3. Stima delle PL regolari, irregolari, plurime nei settori extra-agricoli: una volta armonizzati e resi comparabili C P e CIS, le differenze che si continuano a riscontrare a livello di singola ateco “cessano d i avere aspetto di discrepanza statistica e assumono significato economico” (ISTAT 1991 ). Su questa base è possibile stimare le diverse posizioni lavorative mediante opportune differenze fra aggregati del CP (corretto) e del CIS. Confrontando i l CP e i l CIS per singola classe ateco e singolo luogo si possono verificare due casi: CP>CIS

L’ ISTAT pubblicato a livello nazionale compete a ciascun comune. Una volta fatto questo, combinando le matrici comune x etnia (CE) e ateco x etnia (AE) si arriva a quantificare come P L degli S T R d i ciascun comune si ripartiscono fra le diverse ateco. A questa metodologia fa eccezione i l dato relativo alla branca dei trasporti marittimi che deve essere stimato a parte.

7. Passaggio da PL a ULA: le cinque tipologie di posizioni lavorative, calcolate per dipendenti e indipendenti a livello di singola ateco a 5 cifre, vengono riportate alle 37 branche della contabilità e, attraverso opportuni coefficienti di riduzione calcolati dall’ISTAT a livello nazionale, sono trasformate i n ULA.

8. Stima per gli anni successivi al 1991: per quanto riguarda gli anni successivi al 1991, u n a stima a livello locale sembra difficilmente percorribile, stante l a mancanza d i informazioni a livello subregionale sufficientemente affidabili. Tuttavia la disponibilità del censimento intermedio 1996 rende possibile una nuova stima delle U L A per tale anno, stima che c on qualche accorgimento può essere estrapolata al 1997.

Le tipologie lavorative

Le diverse modalità d i partecipazione al lavoro rappresentate dalle cinque tipologie di U L A possono essere lette nel modo seguente. La regolarità va intesa come svolgimento d i attività p r i n c i p a l i o uniche degli occupati dipendenti regolarmente iscritti nei l i b r i paga delle imprese e degli indipendenti che svolgono l a loro attività i n luoghi d i lavoro identificabili come tali; nell’agricoltura sono comprese i n questa categoria solamente le posizioni lavorative dei salariati fissi con contratto superiore a 180 giornate e degli indipendenti c on analogo impegno di lavoro. Come si comprende la regolarità è intesa esclusivamente (con l’eccezione dell’agricoltura che introduce il tempo) in senso normativo-contrattuale, per c u i i n questa categoria sono comprese sia le posizioni lavorative degli stranieri regolarizzati, ma anche di tutti coloro che svolgono attività parziale, temporanea, stagionale o con contratti d i formazione.

Il gioco pericoloso degli hedge fund sul debito greco (2°parte)

Non si rendono conto della minaccia, gli europei ci esclude dalla zona euro se questo va! ” Si tratta di un dato di fatto, fin dalla costituzione del governo di coalizione, tre mesi fa, c’è un rilassamento visibile. Premier Lucas Papademos , sostenuta dai partiti socialisti, conservatori e destra estrema, difficili da motivare i suoi ministri a realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l’ Unione Europea (UE). La politica interna si è riaffermato. All’interno PASOK, il partito socialista, la battaglia per la tenuta di George Papandreou è stato lanciato dopo la caduta dell’ex primo ministro. Sei ministri del governo tra cui Evangelos Venizelos , ministro delle Finanze, sono in gara. A destra, la Nuova Democrazia rifiuta di adottare nuove misure di austerità, prima delle elezioni generali. “La maggior parte dei dipartimenti si sono trasformate in uffici elettorali, è contro-produttivo. Il Primo Ministro deve essere definitivamente ristabilire l’ordine tra i suoi 49 ministri che stanno uccidendo “, dice un consigliere del governo.

E ‘stato chiesto la sospensione Venerdì, i negoziati con la Grecia da parte della lobby bancaria IIF globale per cancellare 100 miliardi del debito, che ha alimentato i timori di insormontabili differenze tra le due parti. “Le discussioni sono Naturalmente, ci ha aiutato a raggiungere un certo punto, siamo vicini ad un accordo, ma è necessario riflettere ulteriormente su alcuni punti, “ha detto Lucas Papademos. Secondo il Ministero delle Finanze, negoziati devono riprendere il Mercoledì. Primo ministro greco a malapena sollevare i suoi ministri per realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale e l’Unione europea. “I politici greci bisogno di uno psichiatra, è protesta molto urgenti Takis economista Bratsos.

Posticipati elezioni politiche di aprile

Annunciato per il 19 febbraio le elezioni sono state rinviate al mese di aprile per dare il tempo del governo di concludere il PSI (coinvolgimento del settore privato). Questo è quello di convincere le banche e fondi di partecipazione assicurativa ai titoli di stato greci ad accettare una riduzione del 50% del loro debito. Tale accordo dovrebbe alleviare il debito greco di 100 miliardi di euro. Si potrebbe venire entro dieci giorni. Il Ministero delle finanze greco ha anche arruolato i servizi di un’agenzia di pubblicità Euro RSCG di Parigi-incaricato Lazard consiglia ad Atene per rassicurare le scadenze della riduzione del debito greco. La questione è se questo sarà sufficiente per sollevare il paese dello spettro di un default controllato nel mese di marzo. Il successo del ISP deve permettere alla Grecia di avviare i negoziati per il pagamento del nuovo prestito di 130 miliardi di euro nell’ottobre 2011 concesse alla fine per il paese. Questo importo permetterà di ottenere il rimborso di € 14.4 miliardi di buoni del Tesoro con scadenza il 20 marzo. Troika, gli ispettori della UE, la Banca centrale europea (BCE) e il FMI sono tornati ad Atene il prossimo Lunedi. Per superare il ritardo nelle riforme, il governo sta promuovendo un nuovo salario inferiore. Uno spazio ulteriore verso il basso tra sindacati e datori di lavoro. Gli scioperi e le manifestazioni dovrebbero riprendere dal 17 gennaio.

Il gioco pericoloso degli hedge fund sul debito greco

Questo è un momento decisivo nella storia finanziaria che vivremo. Si tratta degli ultimi negoziati per salvare la Grecia dalla bancarotta. Le istituzioni internazionali si sono impegnati a prestare 130 miliardi di euro alla Grecia per migliorare le sue finanze. In cambio, il paese deve negoziare per ristrutturare il suo debito con i creditori. In particolare, il presidente greco Lucas Papademos e il suo team si incontreranno di nuovo con i creditori per raggiungere un accordo. Seguace di autosuggestione, il presidente ellenica ha detto l’emittente televisiva americana CNBC si è detto fiducioso di un accordo per la obteir. L’ultima ipotesi è che una riduzione volontaria del 50% del debito. Dopo aver esitato, le banche eventualmente essere soddisfatto. Secondo l’ultimo scenario in voga nei media americani, le scuole riceveranno il 15% in contanti e il resto in nuovo debito. Ma questo sistema non è adatto per alcuni hedge funds. Greedy, pretendono di essere pagato per intero alla data di scadenza marzo. Essi sottolineano il fatto che la Banca centrale europea verrà pagato per intero. Se non si raggiunge un accordo con questi fondi, possono attivare i CDS. Questi prodotti consentono al possessore di ricevere l’intero valore di un debito in caso di default, dietro pagamento di un premio assicurativo. Questo è dove il fondo fa male. Nel 2008, questi sono i pagamenti di CDS legati alla Lehman Brothers che avevano causato una ferita in molti mercati: azioni, obbligazioni, materie prime. La Federal Reserve è stata costretta a intervenire con urgenza. In Grecia, le operazioni di sgombero delle case CDS capire l’esposizione totale dei CDS greci a 70,5 miliardi. Tra i venditori sono banche ellenica. Rumors delle istituzioni francesi, ma non possono essere verificate perché i CDS sono spente voci di bilancio. Da parte sua, l’organismo professionale parla derivati di $ 3,7 miliardi in quanto tiene conto delle garanzie fornite dai venditori. Il problema è che se la Grecia non riesce, il valore di molti titoli offerti in garanzia potrebbe cadere. Per i mercati, si deve a tutti i costi evitare questo effetto domino. Primo ministro greco Lucas Papademos si è detto “fiducioso” la conclusione “on time” di un accordo con i creditori privati della Grecia per la cancellazione di una parte del suo debito, in un’intervista con la catena televisiva americana NBC in onda oggi. “C’è una pausa nelle discussioni, ma sono fiducioso (in fatto) continueranno e che noi raggiungere un accordo in tempo, che verranno concordati”, ha detto Lucas Papademos. E ‘stato chiesto la sospensione Venerdì, i negoziati con la Grecia da parte della lobby bancaria IIF globale per cancellare 100 miliardi del debito, che ha alimentato i timori di insormontabili differenze tra le due parti.

“Le discussioni sono Naturalmente, ci ha aiutato a raggiungere un certo punto, siamo vicini ad un accordo, ma è necessario riflettere ulteriormente su alcuni punti, “ha detto Lucas Papademos. Secondo il Ministero delle Finanze, negoziati devono riprendere il Mercoledì. Primo ministro greco a malapena sollevare i suoi ministri per realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale e l’Unione europea. “I politici greci bisogno di uno psichiatra, è protesta molto urgenti Takis economista Bratsos.

Grecia mette sotto pressione i suoi creditori pubblici

Soffia un vento di speranza timida intorno ai negoziati sulla ristrutturazione del debito greco. Dopo essere stato bruscamente interrompere la scorsa settimana , i colloqui tra la Grecia ei suoi creditori privati, in presenza di Charles Dallara, direttore del settore bancario hall IIF, potrebbe portare questo fine settimana, assicura il ministero delle Finanze greco. Questo anticipo, significativo, avrebbe permesso alla Grecia di ridurre un terzo del suo debito (350 miliardi di euro), per garantire il pagamento di maturità di 14,5 miliardi di euro il 20 marzo e ad aspirare il rilascio del nuovo pacchetto di aiuti di € 130.000.000.000 promesso dall’Unione europea. Per avere successo, le banche, fondi di investimento e compagnie di assicurazione devono accettare volontariamente delisting almeno il 50% i loro legami attuali, e alla sottoscrizione di nuove obbligazioni con scadenza da 20 a 30 anni. Le condizioni di questa ultima operazione è appunto l’ostacolo tra la Grecia e creditori privati. Quest’ultimo, sotto la pressione di fondi di investimento, in particolare, alla ricerca di un ritorno di nuovi titoli al 5% quando Atene non può superare il tasso di interesse del 4,5%. Il governo greco, “tutte le possibilità sono considerati. La questione tasso cedolare è quella che si concentra maggiormente l’attenzione, ma questo non è l’unico “, afferma non essere al Ministero delle Finanze.

La Grecia intende in particolare una riduzione di valore superiore al 50% della quota di creditori privati per rendere il debito sostenibile. In Francia, il Prudential Autorità di controllo (ACP), Constable del settore finanziario, avrebbe chiesto alle istituzioni di coprire la loro straordinaria debito sovrano greco oltre il 60% registrato nel loro conti del terzo trimestre. In caso di fallimento delle trattative o se il contributo del settore privato nel quadro di uno scambio volontario di debito rivelata insufficiente, la Grecia potrebbe optare per una legge che costringe gli investitori alle perdite della spalla. “Si tornerà con un fallimento automaticamente e destabilizzare l’area dell’euro. Le conseguenze saranno ancora disordinato “, dice Anna Orologa, analista economico.coupon è uno che si concentra maggiormente l’attenzione, ma questo non è l’unico “, afferma non essere al Ministero delle Finanze. La Grecia intende in particolare una riduzione di valore superiore al 50% della quota di creditori privati per rendere il debito sostenibile. In Francia, il Prudential Autorità di controllo (ACP), Constable del settore finanziario, avrebbe chiesto alle istituzioni di coprire la loro straordinaria debito sovrano greco oltre il 60% registrato nel loro conti del terzo trimestre. In caso di fallimento delle trattative o se il contributo del settore privato nel quadro di uno scambio volontario di debito rivelata insufficiente, la Grecia potrebbe optare per una legge che costringe gli investitori alle perdite della spalla. “Si tornerà con un fallimento automaticamente e destabilizzare l’area dell’euro. Le conseguenze saranno ancora disordinato “, dice Anna Orologa, analista economico.Grecia, lo rende un gioco nuovo e inizia a mettere pressione sui suoi creditori pubblici, vale a dire gli stati della zona euro e dal FMI. Il Primo Ministro Loukas Papademos ha suggerito che la mancanza di accordo con i creditori privati, gli Stati membri della moneta unica sarebbe stato costretto a rilasciare più fondi per evitare il fallimento e un effetto domino in tutta l’area dell’euro . ”

Wd Bill di energia nucleare in Germania (2°parte)

Ma soprattutto, E.ON ha un vero disastro sul Reno, annunciando di ristrutturazione che potrebbe interessare fino a 11.000 persone su un totale di 79.000. Per giustificare sia la decisione e “il forte deterioramento dei risultati”, afferma l’azienda prima fase di decisione del cancelliere Angela Merkel l’energia nucleare. Questa importante riforma decisa dopo il disastro di Fukushima è già efficace nei sette reattori più vecchi del paese, tra cui due direttamente gestite da E.ON e due di cui è azionista – hanno smesso di lavorare per diverse settimane. Questa settimana, uno dopo l’altro, i due giganti, E.ON e RWE, hanno formalizzato una grave contro-finanziario. Il primo, in particolare, l’pubblicato Mercoledì è stata la prima perdita trimestrale netta nella sua storia , per un totale di 1,4 miliardi di euro. Da parte sua, RWE ha registrato una perdita di 229 milioni di euro nel secondo trimestre , contro un utile di 486 milioni nel 2010. Le due aziende sono state costrette a rivedere le loro previsioni per l’intero anno. “Questo spostamento deciso da Berlino si presenta con un completo disallineamento tra gli interessi di tali società ed enti pubblici. Il governo ignora obiettivi industriali di questi gruppi “, ha detto Stanley Nahon, manager in società di consulenza Booz & Company. Per questi ultimi, il dramma sociale avanti perché “se la toglie solo E.ON 10.000 posti di lavoro, significa una cifra di quasi 50.000 per l’intero settore in Germania.”

Rinegoziazione del contratto di lavoro con Gazprom

L’energia nucleare non è l’unico problema difficile di compagnie energetiche tedesche. Il problema di gas è anche molto acuto. E.ON e RWE, come parte dei loro contratti di fornitura a lungo termine, continuano ad acquistare questa fonte di energia per importi di elevati prezzi del gas sul mercato è crollato. Una situazione dovuta in particolare allo sviluppo della produzione di gas di scisto negli Stati Uniti, che ha sconvolto una parte del commercio di gas. Ancora una volta, E.ON è il più esposto attraverso i suoi scambi molto importanti con Gazprom. Angela Merkel una graduale abolizione del nucleare entro il 2022: 8 reattori 17 sono già stati arrestati. Lo scorso settembre, Siemens ha quindi deciso di voltare pagina del nucleare , con l’abbandono di tecnologie specifiche per questo settore. Prima di lui, l’utility tedesca RWE aveva anche calcolato il costo della produzione dell’atomo, a “soli” 250 a 300 miliardi di euro. Da un’economia industriale ad un altro, l’enorme discrepanza si spiega con il metodo.

Certamente il numero di tentativi tedeschi di rinegoziare con il suo partner russo ma le discussioni stanno lottando per avere successo. In generale, tutto il gas europeo stanno subendo un forte deprezzamento delle loro vendite, con un margine di manovra tenue. Come E.ON ha emergere da questa crisi? “Il gruppo dovrà riorientare le sue attività ampiamente. Essa affronta in particolare affidamento sul gas a ciclo combinato e sulle energie rinnovabili, ma questi due rami sono investimenti ad alta intensità. Riducendo la sua forza lavoro al cuore, E.ON spera di riconquistare la flessibilità “, spiega Stanley Nahon. Nel frattempo, il tempo sembra lontano quando si esce con forza E.ON a conquistare l’Europa. In Francia, il gruppo tedesco è presente attraverso l’Azienda Elettrica Nazionale termica (SNET) – Francia divenne E.ON, società controllata al 100% acquistata dalla spagnola Endesa.

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