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Assegni familiari 2012

A causa dell’aumento del costo della vita, gli importi da data da Comuni, come assegni familiari e l’assegno di maternità sono state aumentate. Per quest’anno, 324,79 euro al mese sarà dato come indennità di maternità per cinque mesi ai nuovi disoccupati italiano o madre cittadini comunitari. Madri immigrate extracomunitari hanno diritto all’indennità di maternità se sono titolari dei permessi di soggiorno a lungo termine CE (Carta di Soggiorno). Al fine di beneficiare di indennità di maternità di quest’anno, l’indicatore di situazione finanziaria (ISE) per le famiglie con almeno cinque membri di cui almeno tre figli minorenni pari a 33,857,51 euro. L’indicatore di situazione finanziaria (ISE) viene calcolato gratuitamente dai istituti di beneficenza (Patronati). La domanda di assegno di maternità deve essere presentata al Comune locale di residenza entro sei mesi dal parto. Allo stesso tempo, quest’anno, 135,43 euro sarà dato per 13 mesi come assegni familiari alle famiglie nucleari.

Solo italiani e degli altri cittadini europei hanno diritto agli assegni familiari. Al fine di beneficiare di assegni familiari di quest’anno, l’indicatore di situazione finanziaria (ISE) per le famiglie con almeno cinque membri di cui almeno tre figli minorenni pari a 24,377,39 euro. La domanda deve essere presentata al Comune locale di residenza entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Se si desidera trasferirsi in Italia con la famiglia, a seconda del tipo di contratto di lavoro si è sotto, si può essere diritto alle prestazioni familiari, quali gli assegni familiari, maternità / congedo parentale e crediti d’imposta. Inoltre, quando si va a lavorare si può contare su un sistema di cura dei bambini fin dalla prima infanzia. Arrangiamenti, servizi e programmi possono essere diversi a Trieste o Udine. Essere informati che alcuni Comuni, Province o Regioni in grado di fornire prestazioni familiari supplementari (cioè il cosiddetto ‘bonus bebè’). Per ulteriori informazioni, si prega di contattare i servizi di assistenza sociale della città in cui vivete. Possono essere richiesti sia dalle persone che lavorano (sia ai lavoratori autonomi e con contratti cosiddetti ‘parasubordinati’ di lavoro) e quelle che ricevono benefici di sicurezza sociale (ad esempio la disoccupazione, in congedo di maternità o di malattia, pensionati, ecc.) L’importo dipende dal numero dei familiari e il reddito familiare (ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che include il richiedente, la sua / il suo coniuge, figli o allo stesso modo, di età inferiore ai 18 anni o senza limiti di età se disabilitato. Indennità di maternità copre l’assistenza medica, off permessi retribuiti e le prestazioni in denaro. Durante la gravidanza, le lavoratrici possono beneficiare di assistenza medica e cure prenatali (ad esempio trattamenti specialistici, visite di prevenzione dei rischi) fornito gratuitamente in carico del Servizio Sanitario Nazionale Italiano (SSN). Inoltre i lavoratori di sesso femminile hanno diritto a permessi retribuiti off (permessi retribuiti) per le visite prenatali e check-up durante le ore lavorative. La legge italiana prevede un periodo di sospensione obbligatoria e facoltativa (Periodo di astensione obbligatoria e facoltativa o di congedo parentale) di attività lavorativa da una madre lavoratrice o il padre. Astensione obbligatoria (Periodo di astensione obbligatoria) inizia due mesi prima della data di consegna prevista e termina tre mesi dopo la data di consegna effettiva. Astensione facoltativa dal lavoro (Periodo di astensione facoltativa o congedo parentale) copre un periodo di 6 mesi durante il primo anno del bambino della vita.

Assegni familiari 2012

L’assegno per il nucleo familiare è uno strumento finanziario previsto dall’ordinamento dello stato italiano che ha lo scopo di sostenere i nuclei familiari di persone che, essendo dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, versano in condizione di disagio economico appartenendo a delle fasce di reddito molto basse.

Adesso, vediamo quali sono le persone che hanno il diritto di percepire tali assegni.

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Innanzitutto, tali assegni toccano a tutti i soggetti che prestano un’attività di lavoro subordinato dietro la direzione di un datore di lavoro. Sono titolare del diritto di percepire tale assegno, anche i disoccupati che periodicamente ricevono l’indennità di disoccupazione, ma anche tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, ma anche chi vige nella condizione di precariato come i lavoratori in mobilità, ma anche i pensionati, le donne in maternità ed i lavoratori in malattia. Affinché i soggetti indicati prima possano esercitare il diritto a percepire l’assegno familiare, è di fondamentale importanza che non vengano superati alcuni rilevanti parametri di reddito, fissati ogni anno dalle norme vigenti nel nostro ordinamento del lavoro e delle politiche sociali. Per il riconoscimento del diritto a percepire l’assegno, bisogna tenere in considerazione tutti i redditi che sono assoggettati al regime di imposta dell’Irpef di tutti i membri che fanno parte del nucleo familiare, a cui va aggiunto il valore dei beni immobili di proprietà, i redditi che sono assoggettati ad un regime di tassazione separata, la pensione e l’assegno sociale e altri proventi previsti dalla legge che disciplina la materia. Secondo quest’ultima i componenti del nucleo familiare sono i seguenti soggetti: persone appartenenti al nucleo familiare come il coniuge ,i figli minori di 18 anni, i maggiorenni inabili, i familiare che risiedono in uno paese straniero che è in rapporto di reciprocità con il nostro paese. Nei nuclei familiari costituiti da oltre 4 figli viene riconosciuto il diritto a percepire un assegno al nucleo familiare che vale sia se si hanno figli maggiorenni fino a 21 anni che studiano o sono apprendisti.2692116512

Non vengono presi in considerazione i redditi che derivano da rendite vitalizie Inail, indennità da accompagnamento, indennità a portatori di handicap visivo oppure uditiva, i TFR, ma anche gli arretrati delle integrazioni salariali. Altra cosa da dire è che la maggior parte del reddito prodotto dal nucleo familiare (circa il 70%), deve essere prodotto da lavoro subordinato o da pensione che è stata liquidata a carico dei fondi dei lavoratori subordinati. Ma chi paga questo assegno?

I lavoratori che prestano un’attività di lavoro subordinato dietro la direzione di un datore di lavoro pubblico oppure prinvato, ricevono direttamente dal proprio datore gli assegni al momento del pagamento dello stipendio. In un secondo momento l’INPS provvederà al rimborso delle somme che sono state corrisposte ai lavori dal datore di lavoro. Vi sono delle categorie speciali di soggetti che ricevono direttamente dall’Istituto Nazione di Previdenza Sociale: agricoltori, badanti, dipendenti, soggetti che versano in condizione di disoccupazione.

Nel caso in cui ci siano dei figli divorziati, dei figli naturali riconosciuti dai tutti e due i coniugi, vi è la necessità di un’autorizzazione che deve essere concessa dall’INPS che poi dovrà essere consegnata al datore di lavoro.

Assegni familiari 2011

L’assegno familiare è una delle più importanti indennità di natura economica che sono percepite dalle famiglie di soggetti che prestano un’attività di lavoro subordinato e che presentano una situazione reddituale complessivamente molto bassa.

Tale prestazione è disciplinata dalla legge italiana che regola la materia. Infatti, ai lavoratori dipendenti spetta una prestazione che varia, al variare di determinati parametri, come ad esempio il numero dei membri del nucleo familiare.

Questo è composto dai:

  • Coniugi
  • Figli naturali o adottivi di età inferiore ai diciotto anni
  • Figli di età compresa tra i diciotto e ventuno anni se stanno svolgendo un’attività di apprendistato o sono studenti universitari.
  • I figli che hanno raggiunto la maggiore età e che si trovano in uno stato di incapacità permanente (come ad esempio i soggetti portatori di handicap perpetuo).assegni_familiari_Inps_2011_tabelle

Ciò è rilevante per le famiglie numerose, dove vi sono almeno quattro figli. Solitamente tale indennità è percepita ogni mese dalle famiglie italiane, ma potrebbe essere altresì corrisposta quotidianamente.

I soggetti beneficiari sono:

– Tutti i soggetti che svolgono un’attività di lavoro subordinato in Italia e stranieri che lavorano per conto di aziende che hanno sede legale Italia.
– Tutti i lavoratori che fanno parte della gestione separata Inps che paghino ai quali si applica un’aliquota pari al 26,72 per cento.
– I soggetti titolari di prestazioni previdenziali
– Tutti i soggetti pensionati ex lavoratori subordinati.

Al fine di percepire l’indennità bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • occorre possedere un Reddito familiare composto come minimo dal 70% da redditi che derivano da attività di lavoro subordinato o equivalente;
  • non devono essere oltrepassati i limiti di reddito attesi.

Per quanto concerne l’entità delle somme erogate:

Queste variano secondo la situazione reddituale soggettiva del lavoratore, quantificata in conformità a differenti parametri, influiscono sulla determinazione dell’entità della prestazione sia la composizione del nucleo familiare che tutti i redditi da esso percepiti. La domanda, se si è lavoratori dipendenti, bisogna presentare la domanda al proprio datore di lavoro, che si occuperà di corrispondere l’assegno mensilmente attraverso la busta paga. Altri soggetti che svolgono un’attività di collaborazione dovranno presentare la domanda all’Istituto di Previdenza Sociale italiano.

Tabella livelli reddituali per l’assegno per il nucleo familiare 2010 – 2011

I seguenti sono alcuni esempi, per dare un’idea di massima, perchè l’importo esatto viene calcolato in base alla fascia specifica di appartenenza che varia ogni 105,68 euro.-
Nuclei familiari con entrambi i genitori, senza figli, assenza di inabili.-

  • Reddito familiare annuo da euro 00.000,00 a euro 12.485,63 = euro 46,48
  • Reddito familiare annuo da euro 12.485,64 a euro 15.606,37 = euro 36,15
  • Reddito familiare unnuo da euro 15.606,38 a euro 18.727,09 = euro 25,82
  • Reddito familiare annuo da euro 18.727,10 a euro 21.846,59 = euro 10,33
  • Reddito familiare annuo da euro 21.846,60 non spettano assegni familiari.

Un altro esempio è la seguente tabella, la tabella è per nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore, in cui non siano presenti componenti inabili, e vengono riportati solo alcuni esempi, per dare un’idea di massima, perchè l’importo esatto viene calcolato in base alla fascia specifica di appartenenza che varia ogni 105,68 euro.


Assegno familiare: A chi tocca?

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L’assegno per il nucleo familiare viene erogato per soccorrere le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono costituito da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime fissate dalla legge.

A chi spetta:

Gli assegni familiari spettano ai lavoratori subordinati in attività, ai disoccupati indennizzati, ai lavoratori in cassa integrazione, ai lavoratori in mobilità, ai lavoratori in malattia o in maternità e ai pensionati ex lavoratori dipendenti; spetta pure ai lavoratori con contratto a termine. Per averne diritto è indispensabile che il reddito familiare non oltrepassi determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge; è costituito da quello del richiedente e di tutte le persone che costituiscono il nucleo familiare, generato nell’anno solare antecedente; decorre dal I° luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

INPS

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L’INPS, acronimo di Istituto Nazionale Previdenza Sociale, è il più grande ed il più importante Ente pensionistico d’Italia, al quale sono iscritti la grande maggioranza dei lavoratori dipendenti, sia del settore privato, sia di quello pubblico, ma anche tantissimi lavoratori autonomi non iscritti ad altre casse previdenziali.

Questo istituto, oltre ad erogare le pensioni in base all’anzianità ed all’ammontare dei contributi versati, eroga anche tutta una serie di prestazioni assistenziali a favore di tutti coloro che rientrano nella gestione di quello che viene comunemente definito come il welfare, il cosiddetto “stato sociale“.

Da un lato l’Inps eroga le pensioni di anzianità, quelle di vecchiaia, quelle per inabilità al lavoro e quelle retrocesse ai superstiti attraverso il meccanismo della reversibilità, mentre dall’altro paga gli assegni sociali, quelli per le invalidità civili e le pensioni minime.

In caso di malattia, infortunio, licenziamento, situazioni che momentaneamente o definitivamente interrompono l’attività lavorativa, l’indennità viene riconosciuta dall’INPS ai lavoratori al fine di prolungare il reddito se le condizioni lo richiedono.

L’INPS trova la sua ragion d’essere nell’ART. 38 della Costituzione, che riconosce ai lavoratori il diritto di disporre di mezzi adeguati al loro sostentamento, in caso di vecchiaia, invalidità, disoccupazione involontaria (licenziamento).

La Costituzione prevede anche che ogni cittadino sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale e in questo senso c’è proprio una lista di categorie protette (invalidi civili, vedove, orfani, ecc.) cui l’Ente di previdenza può destinare i fondi relativi alla sussistenza.

In conclusione, nel caso di un lavoratore privato, i contributi all’INPS li paga il Datore di lavoro ( compresi gli assegni familiari). Le ultime riforme hanno introdotto la possibilità di “Ricongiunzione” che consiste nel cumulare tutta la contribuzione anche se si proviene da sistemi contributivi diversi (diversi lavori in cui si è versato contributi a fini pensionistici).

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