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Atti vietati sulle strade e segnaletica

Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato:

– danneggiare le opere e gli impianti che ad esse appartengono;

– creare situazioni di pericolo per la c i r c o l a z i o n e;

– danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica;

– impedire il libero deflusso delle acque;

– far circolare bestiame (eccetto nelle strade locali, osservando le

norme previste);

– gettare o depositare rifiuti o spargere fango con le ruote dei veicoli

provenienti da a c c e s s i e diramazioni;

– gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.

Sanzioni

Per inosservanza dei provvedimenti di sospensione della circolazione sono creviste sanzioni amministrative pecuniarie (v. Tabella); se la violazione è commessa da conducente di veicolo per trasposto di cose viene applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 1 a 4 mesi e della carta di circolazione per lo stesso periodo. Per violazioni dei divieti relativi alle strade sono previste sanzioni amministrative pecuniarie unitamente alla sanzione amministrativa accessoria del ripristino dei luoghi a proprie spese.

LA SEGNALETICA STRADALE

La segnaletica stradale comprende i seguenti gruppi:

– segnali verticali;

– segnali orizzontali;

– segnali luminosi;

– segnali ed attrezzature complementari.

Segnali verticali

I segnali verticali si dividono nelle categorie sottoindicate.

– Segnali di pericolo.

– Segnali di prescrizione: comprendono i segnali di precedenza, i segnali di divieto e di obbligo.

– Segnali di indicazione.

I segnali verticali possono essere muniti di pannelli integrativi che contengono iscrizioni sintetiche e semplici simboli al fine di aggiungere ulteriori informazioni esplicative al segnale, se necessario. Gli utenti della strada devono osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale, anche se in difformità con le altre regole di circolazione. Le prescrizioni dei segnali semaforici (esclusa quella lampeggiante gialla di pericolo) prevalgono su quelle date a mezzo dei segnali verticali e orizzontali che regolano la precedenza. Le prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali. In ogni caso le prescrizioni date mediante segnalazioni degli agenti del traffico annullano ogni altra prescrizione data a mezzo della segnaletica stradale o delle norme di circolazione. In caso di urgenza o di necessità è ammessa la collocazione temporanea di segnali stradali le cui prescrizioni devono essere rispettate dagli utenti, anche se in contrasto con altre regole della circolazione.

I segnali verticali possono essere realizzati “a messaggio variabile” in modo da visualizzare di volta in volta messaggi diversi, per preavvisare i conducenti delle condizioni della strada e della circolazione.

Qualora due o più segnali compaiano su un unico pannello segnaletico, tale pannello viene denominato segnale composito; il colore di fondo è bianco (o giallo, nel caso si tratti di segnale temporaneo).

I segnali verticali vengono installati sul lato destro della strada; possono essere ripetuti sul lato sinistro o su isole spartitraffico o al di sopra della carreggiata, quando necessario.

Segnali di pericolo segnali di pericolo preavvisano l’esistenza di pericoli, ne indicano la natura e impongono ai conducenti di tenere un comportamento prudente. Vengono installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un conducente che osservi le normali regole di prudenza segnali di pericolo hanno forma di triangolo equilatero con vertice diretto verso l’alto ed hanno colore di fondo bianco e bordo rosso.

Regolamentazione della circolazione

La circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di cose può essere vietata fuori dei centri abitati nei giorni festivi o in particolari altri giorni.

La circolazione di tutte o alcune categorie di utenti può essere sospesa  temporaneamente s i a nei centri abitati che fuori di e s s i:

– per motivi di sicurezza pubblica;

– per motivi inerenti la s i c u r e z z a della circolazione;

– per motivi di tutela della salute;

– per esigenze di carattere militare.

Gli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati, e i comuni, all’interno di essi, possono regolare la c i r c o l a z i o n e mediante i prescritti segnali. I comuni possono subordinare l ‘ ingresso o la circolazione dei veicoli a motore all’interno delle zone a traffico limitato a n c h e al pagamento di una somma.

Atti vietati sulle strade – art. 15

Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato:

– danneggiare le opere e gli impianti che ad esse appartengono;

– creare situazioni di pericolo per la c i r c o l a z i o n e;

– danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica;

– impedire il libero deflusso delle acque;

– far circolare bestiame (eccetto nelle strade locali, osservando le

norme previste);

– gettare o depositare rifiuti o spargere fango con le ruote dei veicoli

provenienti da a c c e s s i e diramazioni;

– gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.

Sanzioni

Per inosservanza dei provvedimenti di sospensione della circolazione sono previste sanzioni amministrative pecuniarie (v. Tabella); se la violazione è commessa da conducente di veicolo per trasposto di cose viene applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 1 a 4 mesi e della carta di circolazione per lo stesso periodo. Per violazioni dei divieti relativi alle strade sono previste sanzioni amministrative pecuniarie unitamente alla sanzione amministrativa accessoria del ripristino dei luoghi a proprie spese. ZONA DI PRESELEZIONE: tratto di carreggiata, opportunamente segnalato, in cui è consentito il cambio di c o r s i a , affinché i veicoli possano incanalarsi nelle corsie specializzate.

Regolamentazione della circolazione – artt. 5 – 7

La c i r c o l a z i o n e dei veicoli adibiti al trasporto di c o s e può essere vietata fuori dei centri abitati nei giorni festivi o in particolari altri giorni. La circolazione di tutte o alcune categorie di utenti può essere sospesa temporaneamente s i a nei centri abitati che fuori di essi:

– per motivi di s i c u r e z z a pubblica;

– per motivi inerenti la s i c u r e z z a della circolazione;

– per motivi di tutela della salute;

– per esigenze di carattere militare.

Gli enti proprietari delle strade, fuori dei centri abitati, e i comuni, a l l’interno di essi, possono regolare la c i r c o l a z i o n e mediante i prescritti segnali. I comuni possono subordinare l ‘ ingresso o la circolazione dei veicoli a motore all’interno delle zone a traffico limitato anche al pagamento di una somma.

Il diritto, la storia e lo stato (2°parte)

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Oggetto di critica ad un certo punto diviene la società francese con i suoi costumi e i suoi usi, l’autore sostiene che i suoi concittadini riportano tutto alla moda, è questo il metro con cui giudicano quanto si fa nelle altre nazioni, tutto ciò che è straniero è ridicolo agli occhi di un francese ma solo per ciò che concerne le bagattelle, invece per il resto l’aristocrazia ammette che gli altri popoli sono più il popolo a trovarsi in una netta posizione di dominio, in quanto è sovrano e per un principe sarebbe un delitto di lesa maestà fare guerra ai propri sudditi, del resto, anche il Corano dice che bisogna sottomettersi ai potenti, precetto che è impossibile non osservarlo. 476-665-largeUsbek critica i legislatori europei, che per la maggior parte si sono rivelati uomini limitati e che non sono stati all’altezza del compito che è stato affidato loro, essendosi accaniti su dettagli inutili e persi sui particolari, tipico della mentalità di chi ha una visione molto ristretta della realtà e che non potrà assumere una dimensione generale. Spesso i legislatori hanno usato una lingua diversa da quella volgare, rendendo impossibile la comprensione e l’osservanza delle leggi, inoltre spesso hanno abolito senza necessità le leggi preesistenti e di conseguenza hanno provocato nei popoli disordini a causa dei cambiamenti insignificanti. A volte, è necessario cambiare le leggi, ma il caso costituisce l’eccezione e non la regola, il legislatore a tal punto deve procedere con mano assai cauta, usando tutte le precauzioni che necessitano. Spesso i legislatori si sono fatti guidare più dalla ragione che dall’equità naturale, e le loro leggi, di conseguenza sono risultate troppo dure. Le leggi vanno osservate e considerate come coscienza pubblica alla quale la coscienza dei privati deve conformarsi. Rhedi in una lettera a Rica, parla della storia e delle origini delle repubbliche, una forma di governo sconosciuta per il persiano, e dice che i primi governi a noi noti erano le monarchie, solo per caso e col trascorrere dei secoli si trasformarono le repubbliche, prendendo come esempio la Grecia che dopo un diluvio fu abitata da un popolo nuovo e che in seguito si formò una tirannia dei principi che venne sostituita dalle repubblicheche nacquero dalle rovine di tanti regni rendendo fiorente la Grecia. La Grecia mantenne la sua libertà a lungo, trovarono alleati in Asia Minore, e costituirono colonie libere che usarono contro gli attacchi dei re persiani. La Grecia popolò l’Italia, la Spagna, forse anche la Gallia, le colonie greche hanno mantenuto lo spirito di libertà tipico del loro colonizzatore. Anche i popoli della Germania e del Nord erano libere, se sono stati trasformati in tirannie è perché i capi degli eserciti sono stati scambiati per re. L’Asia e l’Africa, sono sempre state controllate da regni dispotici, ad eccezione della repubblica di Cartagine che insieme a Roma costituivano le due potenze che si sono divise il mondo. L’espansione dell’Impero Romano sarebbe stata una fortuna per il mondo, se non ci fossero state distinzioni tra popolo romano e popolo vinto; se si fosse conferita una minore autorità ai governatori delle province e se le leggi contro la tirannia fossero state osservate.

Il diritto, la storia e lo stato

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Il diritto pubblico viene definito come la scienza che insegna ai principi fino a che punto possono violare la giustizia, senza ledere i propri interessi, secondo l’autore il potere illimitato dei sultani non produce un numero maggiore di vittime di ingiustizie di questa arte ignobile, quale è il diritto pubblico che vuol piegare la giustizia. Oggetto di critica ad un certo punto diviene la società francese con i suoi costumi e i suoi usi, l’autore sostiene che i suoi concittadini riportano tutto alla moda, è questo il metro con cui giudicano quanto si fa nelle altre nazioni, tutto ciò che è straniero è ridicolo agli occhi di un francese ma solo per ciò che concerne le bagattelle, invece per il resto l’aristocrazia ammette che gli altri popoli sono piùmomento della morte, fu conosciuta più tardi: è il caso di / miei pensieri, pubblicati nel 1899, delle Note di viaggio e delle Lettere, alcune delle quali apparvero addirittura nel 1941. Romanzo epistolare scritto nel 1721, presenta i caratteri consueti a molte opere appartenenti al primo illuminismo. È una satira violenta dei costumi francesi, analizzati dal punto di vista di due viaggiatori persiani. I sarcasmi delle lettere non risparmiano né le istituzioni, né gli uomini del tempo. I personaggi, Usbek (Montesquieu) e Rica, essendo stranieri, vedono la Francia in modo distaccato, criticando vita e costumi di una società cattolica e assolutistica. Con la figura di Luigi XIV, Montesquieu vuole colpire il regime monarchico, delineando la sua concezione politica in netto contrasto con l’assolutismo di Thomas Hobbes (1588-1679). Per ciò che trattano, le lettere preannunciano lo spirito critico proprio dello “Spirito delle Leggi”, volto ad analizzare le caratteristiche, appunto, dello “spirito” che accomuna tutte le leggi umane. Lo stile di quest’opera è contraddistinto da due mode letterarie allora in voga: la descrizione di tipo documentaristico dei paesi stranieri e le impressioni di stranieri ignoranti sugli usi e costumi della società occidentale. libros2In una lettera Montesquieu per bocca dei suoi personaggi parla di Luigi XIV monarca assolutista che tanto fece parlare di sé e che alla sua morte ciascuno ha pensato di trarre vantaggi da tale mutamento. L’attuale re, pronipote di Luigi XIV ha solo cinque anni ed un suo zio divenne reggente del regno. Il re defunto aveva lasciato un testamento che limitava l’autorità del reggente, ma questo abile principe ha fatto annullare le disposizioni del monarca, le istituzioni parlamentari hanno ceduto al tempo che distrugge tutto, alla corruzione dei costumi. Inoltre l’autore sempre per bocca del persiano Usbek parla del diritto pubblico e riconosce che l’Europa è più avanti dell’ Asia, in quanto questo è noto soltanto nel primo continente. Il diritto pubblico viene definito come la scienza che insegna ai principi fino a che punto possono violare la giustizia, senza ledere i propri interessi, secondo l’autore il potere illimitato dei sultani non produce un numero maggiore di vittime di ingiustizie di questa arte ignobile, quale è il diritto pubblico che vuol piegare la giustizia per la realizzazione di interessi particolari di una cerchia ristretta di individui.

L’Europa vieta gli operatori Internet filtro per impedire il download illegale

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La sentenza ha ritenuto che se un giudice ordina che istituiscono sistemi di questo tipo viola i diritti fondamentali dei clienti, quali la protezione dei dati o la libertà di ricevere e diffondere informazioni e libertà di impresa. La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGE) ha stabilito oggi, il giudizio è disponibile a questo collegamento , che è illegale per un giudice di ordinare un operatore di telecomunicazioni per eseguire un controllo generale dei dati trasmessi sulla sua rete per evitare scariche file illegali protetti da copyright. La sentenza assicura che l’istituzione di questo tipo di sistema di filtraggio viola i diritti fondamentali dei clienti, come la protezione dei dati o la libertà di ricevere e diffondere informazioni, e viola anche la libertà di impresa. La sentenza nasce da una controversia tra Scarlet , un fornitore di accesso a Internet, e Sabam , una società di gestione dei diritti d’autore belga. Nel 2004, Sabam ha riferito che gli utenti Internet che hanno utilizzato i servizi di Scarlet scaricato su Internet senza autorizzazione e senza pagare royalties, opere contenute nel suo catalogo attraverso reti peer to peer . Su richiesta della Sabam, il presidente del tribunale di Bruxelles ha ordinato, sotto pena di ammenda, Scarlet porre fine a tali violazioni, impedendo qualsiasi spedizione o ricezione da parte dei clienti, attraverso un programma peer to peer , file elettronica per riprodurre opere protette da copyright. Scarlet si voltò verso la Corte d’appello di Bruxelles, sostenendo che l’ingiunzione non era conforme con il diritto comunitario, poiché in realtà ha imposto un obbligo generale di sorveglianza delle comunicazioni sulla rete, che era incompatibile con la direttiva sul commercio elettronico ei diritti fondamentali. VeroProgrammatoreGiudici belgi guardò la valigia verso l’UE. Nella sentenza la Corte afferma che “l’ingiunzione è ordinato da un sistema di filtraggio comporta il monitoraggio, nell’interesse dei detentori del copyright, tutti realizzati in formato elettronico delle comunicazioni provider di accesso Internet della rete supervisione colpita è anche illimitata nel tempo. ” Pertanto, “l’ingiunzione comporterebbe una violazione sostanziale della libera impresa di Scarlet, dal momento che avrebbe costretto lui a stabilire un sistema informatico complesso, costoso, sempre ed esclusivamente a loro spese”, ha detto la sentenza. “D’altra parte, gli effetti del provvedimento non sarebbe limitato a Scarlet, in quanto il sistema di filtraggio può anche violare i diritti fondamentali dei propri clienti, vale a dire il loro diritto alla protezione dei dati personali e libertà di ricevere e diffondere informazioni, i diritti che sono tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea “, ha sottolineato la Corte. Inoltre, essa “potrebbe minare la libertà di informazione, in quanto si corre il rischio che un tale sistema non distingue sufficientemente tra contenuti legali e illegali, in modo che la proprietà potrebbe causare il blocco di contenuto legale delle comunicazioni”. Pertanto, la sentenza conclude che questo sistema di filtraggio “non rispetta l’obbligo di garantire un giusto equilibrio tra, da un lato, i diritti di proprietà intellettuale e, dall’altro, la libertà di impresa, il diritto alla protezione dei dati e la libertà personale, di ricevere o di comunicare informazioni “.

Fonte: http://economia.elpais.com

La disciplina del regime pubblico

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Il personale vede trasformata la sua disciplina da un regime di pubblico impiego ad una regolamentazione di diritto comune. Il regime dei controlli si modifica con l’attenuazione dei controlli preventivi sugli atti dei Comuni, Regioni e Stato, mentre si moltiplicano i vincoli comunitari all’amministrazione nazionale. In sostanza a più di un secolo dall’unificazione l’amministrazione italiana si è talmente ampliata e modificata che si stenta a riconoscerne tratti comuni. I ministeri sono cresciuti, la dirigenza amministrativa si è staccata dalla direzione politica, gli enti pubblici hanno assunto un peso tale da contrastare quello statale, l’Unione europea non è più un sistema sovrapposto, ma strettamente integrato con quello nazionale.

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La periferia ha assunto un ruolo predominante, al Nord tramite la vitalità dei poteri locali mentre al Sud la sua presenza viene avvertita soltanto attraverso la forte rappresentanza nel pubblico impiego e nei vertici amministrativi. Se questo è lo stato delle cose ci si domanderà quale è il concetto che abbiamo oggi della pubblica amministrazione e se esso corrisponde alle definizioni tradizionali che se ne danno. Le accezioni più comuni della amministrazione sono quelle che la vedono sia nella veste di “esecutrice di legge” sia in quella di “cura concreta di interessi pubblici”. Nessuna di queste due definizioni è in fase positiva, ma risale sicuramente a concezioni ideologiche. L’amministrazione posta in esecuzione della legge si riferisce alla tradizionale divisione dei poteri che Montesquieu, temendo gli abusi del potere pubblico, vedeva ordinati in un sistema di controlli e garanzie reciproci. Questa divisione che era anche una equa distribuzione dei poteri è stata interpretata in maniera diversa secondo i periodi storici e gli ordinamenti giuridici (Rivoluzione francese, Inghilterra), ma non si può dire che trovi corrispondenza nella realtà e nel diritto positivo. Attività normativa viene svolta dalla pubblica amministrazione (regolamenti, pianificazioni, etc), funzioni amministrative sono svolte dal Parlamento e dai giudici (Pubblico Ministero). La seconda definizione, secondo cui l’amministrazione è “cura concreta interessi pubblici” deriva strettamente dall’altra per cui vi sarebbe una astratta, posta in essere dal potere legislativo. Queste definizioni hanno come tratto comune quello di cercare di individuare all’interno dei compiti dell’amministrazione una funzione unitaria che possa sintetizzarsi in una unica nozione. Questo è impossibile perchè l’amministrazione consiste in partecipazione e collaborazione all’attività dì governo (i gabinetti dei ministri), regolazione o disciplina (Banca d’Italia, Ministro dell’Industria), erogazione di mezzi finanziari o di servizi (Servizio sanitario nazionale, Inps, scuola). Gli economisti possono oggi cercare un carattere unitario all’amministrazione, intravisto nel fatto che essa gestisce servizi senza un prezzo. Neanche dal punto di vista soggettivo può dirsi che oggi le amministrazioni anno rette da persone giuridiche pubbliche. Gli enti pubblici economici hanno amministrazioni private, i concessionari di servizi pubblici sono per lo più. società per azioni. 1 notai, soggetti privati svolgono un’attività pubblica di certificazione. Uno dei problemi attuali è quello di stabilire i confini delle amministrazioni pubbliche per cui vi sono leggi che le individuano e le sottopongono a norme comuni. Ad es. la 1. 5 agosto 1978 n. 468 con disposizioni su “contabilità generale dello Stato in materia di bilancio”, all’art. 25, definisce settore pubblico, oltre lo Stato, le aziende autonome, le provincie, i comuni e le relative aziende, gli enti portuali, l ‘ ENEL , gli enti pubblici non economici, elencati in tabelle allegate e più volte modificate con decreto.

Legge contro l’omofobia incostituzionale

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La Camera dei Rappresentanti ha votato Martedì a favore di dichiarare incostituzionale una legge contro l’omofobia presentato dal Partito Democratico comprendono l’aggravamento di omofobia nella legge penale. Così, la Camera ha approvato con 293 voti a favore, 250 contrari e 21 astensioni, la questione di incostituzionalità presentate dall’Unione Centro partito, Lega Nord e del partito del Popolo della Libertà sul testo di questo disegno di legge. Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ricordato che “una volta approvato questo problema,” il disegno di legge “è respinto”, ma ha detto che “se avesse potuto votare come deputato avrebbe votato contro approvare il progetto costituzionale”.

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