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Richiesta assegni familiari

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L’assegno familiare spetta a tutti i soggetti che prestano un’attività di lavoro subordinato dietro la direzione di un datore di lavoro. Sono titolare del diritto di percepire questo assegno, pure i disoccupati che a intervalli di tempo ricevono l’indennità di disoccupazione, ma anche tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, ma anche chi si trova nella situazione di precariato come i lavoratori in mobilità, ma altresì i pensionati, le donne in periodo dell’allattamento ed i lavoratori in malattia. Perché tali soggetti indicati prima possano essere messi nelle condizioni di esercitare il diritto a ricevere l’assegno familiare, è di basilare rilevanza che non vengano oltrepassati alcuni importanti misure di reddito, stabilite ogni anno dalle regole vigenti nel nostro ordinamento del lavoro e delle politiche sociali. Di solito, vi è un periodo ben preciso dell’anno in cui va presentata ed un termine che di anno in anno viene fissato dalla legge. Questo era possibile fino al 1° luglio di quest’anno.

Al fine di conseguire il pagamento dell’assegno è necessario presentare la domanda usando l’appropriato modello preparato dall’Inps, che è altresì trovabile presso gli sportelli dell’ Istituto Nazionale di Previdenza e su internet alla voce “moduli”. La domanda va al datore di lavoro nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa subordinato di tipo non agricola, ovvero alla sede Istituto Nazionale di Previdenza che opera nel territorio di residenza del richiedente. A partire dal 1° luglio 2011, vi è stata una rivalutazione dei parametri per il pagamento dell’assegno per i differenti tipi di nuclei familiari. L’ammontare che tocca al lavoratore non rappresenta reddito e, appunto per questo, non subisce ritenute di nessun tipo. Di solito vengono presi in considerazione tutti i redditi che confluiscono nel nucleo familiare, anche quelli dei figli che hanno raggiunto la maggiore età. Al fine di ottenere l’assegno si deve raggiungere almeno al 70% del reddito di lavoro che contribuisce a formare il reddito dell’intero nucleo familiare.

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Nel momento in cui, invece, più del 30% del reddito fosse composto da altri tipi (ad esempio: lavoro autonomo, percezione di canoni di locazione, ecc.), non si avrebbe più il diritto a percepire L’assegno per il nucleo familiare. Nel nostro paese è anche accaduto che aventi diritto non abbiano percepito l’assegno familiare, in quanto spesso accade che si faccia confusione con altre normative che riguardano altre materie come ad esempio quella delle detrazioni fiscali per i componenti del proprio nucleo familiare che si ha a carico. Adesso, invece, vediamo da dove è possibile ottenere il modulo che consente al lavoratore dipendente di ottenere l’assegno per i familiari a carico. Dal sito internet dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiana( INPS ), è possibile fare il download del documento che vi interessa.

Nelle famiglie che sono composte da oltre 4 figli viene riconosciuto il diritto a prendere un assegno al nucleo familiare che ha lo stesso valore sia se si hanno figli adulti fino a 21 anni che sono all’università o stanno frequentando dei corsi per la formazione sia coloro i quali hanno sottoscritto un contratto di apprendistato con il loro datore di lavoro sotto la cui direzione prestano un’attività di lavoro subordinato.

Domanda assegni familiari

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Affinché i lavoratori subordinati, sia operai che impiegati pubblici o privati, possano avere il diritto a percepire l’assegno familiare, è di basilare rilevanza che non vengano oltrepassati alcuni importanti parametri di reddito, fissati ogni anno dalle regole che si trovano nell’ordinamento del lavoro del nostro paese. Per il riconoscimento del diritto a percepire l’assegno, occorre prendere in considerazione tutti i redditi da lavoro per i quali i contribuenti sono tenuti a pagare ogni anno l’Irpef di tutti i componenti che appartengono al nucleo familiare, a cui va annesso il valore dei beni immobiliari, dei redditi che sono che fanno parte del regime di imposizione fiscale separata, la pensione e l’assegno sociale ed altre entrate che sono fissate dalla legge che regola la materia in questione. Secondo quest’ultima, i componenti del nucleo familiare sono i seguenti soggetti: persone facenti parte del nucleo familiare come il coniuge ,i figli che non hanno raggiunto la maggiore età, gli adulti incapaci, i familiari che sono residente in uno stato diverso da quello italiano e che è si trova in un rapporto di corrispondenza biunivoca con il nostro stato.

Nelle famiglie che sono composte da oltre 4 figli viene riconosciuto il diritto a prendere un assegno al nucleo familiare che ha lo stesso valore sia se si hanno figli adulti fino a 21 anni che sono all’università o stanno frequentando dei corsi per la formazione sia coloro i quali hanno sottoscritto un contratto di apprendistato con il loro datore di lavoro sotto la cui direzione prestano un’attività di lavoro subordinato.

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Non sono tenuti in considerazione i redditi che vengono prodotti da rendite vitalizie Inail, pensioni di accompagnamento, pensione che viene mensilmente erogata in favore di portatori di handicap in qunto cechi o affetti da problemi di natura uditiva, i TFR ed altre entrate previste dalla legge. Altra cosa da dire è che una buona parte del reddito generato dal nucleo familiare (che non deve essere inferiore al 70%), deve essere generato da lavoro subordinato o da pensione che è stata liquidata a carico dei fondi dei lavoratori dipendenti. Per poter ottenere in modulo con cui si fa la richiesta al proprio datore di lavoro di ottenere gli assegni per i familiari a carico si scarica facilmente andando sul sito web dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiana( INPS ), ed in modo molto semplice gli interessati possono eseguire il download del documento in questione. Di solito, vi è un periodo ben preciso dell’anno in cui va presentata ed un termine che di anno in anno viene fissato dalla legge. Questo era possibile fino al 1° luglio di quest’anno.

Al fine di ottenere il pagamento dell’assegno occorre presentare la domanda usando l’appropriato modello preparato dall’Inps, che trovate anche reperibile presso gli sportelli dell’ Istituto Nazionale di Previdenza e su internet alla voce “moduli”. La domanda va al datore di lavoro nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa subordinato di tipo non agricola, ovvero alla sede Istituto Nazionale di Previdenza che opera nel territorio di residenza del richiedente.

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