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Quasi un quarto della popolazione in Italia è a rischio di cadere in povertà.

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La statistica ufficiale dell’istituto rapporto mostra che negli ultimi dieci anni il paese ha “la performance peggiore di crescita tra tutti i paesi dell’Unione europea”. Quasi un quarto della popolazione d’Italia, circa 15 milioni di persone a rischio di cadere nella povertà o esclusione sociale, come rivelato dal rapporto annuale 2010 dell’Istituto Italiano Nazionale di Statistica (Istat) . Lo studio, ha presentato oggi alla Camera bassa italiana, una cifra del 24,7% la percentuale della popolazione d’Italia che “il rischio di vivere la povertà o esclusione sociale”, un valore, l’Istat ha detto, superiore alla media il 23,1% dell’Unione europea (UE). L’Istituto Italiano dice il recupero dell’Italia è “molto modesto” e che il 30,8% dei giovani lavoratori ha un contratto che non è a tempo indeterminato, sia attraverso la collaborazione o con data di completamento, che riguarda più di un milione di persone.

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L’ Italia nell’ultimo decennio (2001-2010) ha dato vita alla peggiore crescita tra tutti i paesi dell’Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro 1,3% nella UE e 1,1% nella zona euro “, dice il rapporto. “Il ritmo di espansione della nostra economia è stata circa la metà della media europea nel periodo 2001-2007 e le distanze si sono ampliate nel corso della crisi attuale. L’Istat ricorda che a metà dello scorso anno, l’economia italiana è cresciuta del 1,3% verso 1,8% nella zona euro e nell’ultimo trimestre del 2011 si è registrato un aumento del 0,1% e dell’ 1% in termini annuali, rispetto al 0,8 e al 2,5% dei paesi dell’unione monetaria.602-408-20110618_072553_2C7F5983

“In Italia l’impatto della crisi sull’occupazione è stato profondo. Nel periodo 2009-2010 il numero degli occupati è diminuito di 532.000 unità,” soprattutto a causa delle 501.000 persone meno giovani con posti di lavoro, dice il rapporto, indicando il settore industriale è stato uno dei più ha accusato la perdita di posti di lavoro. Inoltre, l’Istat rivela che nel 2010 vi erano circa 2,1 milioni di giovani tra i 15 ei 29, che né studio né lavoro, con un incremento di 134.000 unità rispetto al 2009. Il livello di crescita dell’economia italiana è del tutto insoddisfacente. Anche i segnali di ripresa congiunturale dei livelli di attività e domanda di lavoro non sembrano essere abbastanza forti e abbastanza diffusi da assorbire la disoccupazione e l’elevato tasso di inattività. Ciò che ci si augura è che mediante dei provvedimenti seri si possano risolvere i problemi strutturali che affliggono il nostro paese che ha bisogno di incentivi e di importi sproni per avviare un serio percorso di crescita.

Secondo il CEBR l’Italia più a rischio di tutti

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Secondo lavorato dal Centro di Ricerche Economiche e Aziendali (CEBR), la Spagna non sarebbe né un paese a rischio di default (tranne che per un improvviso cambio sfavorevole), ma il paese dell’Unione europea con la peggiore situazione è niente di più e niente di meno che in Italia (all’interno del non ancora caduto), al quale predice già, non sarà in grado di pagare il proprio debito. Questo è un lato allarmante, ma dall’altra piuttosto male, considerata l’importanza d’Italia, nella UE e l’impatto che questo potrebbe avere sul resto dell’Europa. Ci si potrebbe chiedere, perché la Spagna sarà salvata e l’Italia no? La risposta è semplice perché il paese della penisola iberica ha un debito pari al 75% del suo PIL, ed il commercio sta si sta portando avanti il Paese ed è una delle poche cose che stanno aiutando addirittura a crescere, di circa un decimo al mese. D’altra parte l’Italia ha un’economia stagnante e il suo debito attuale è 128% del suo PIL, con una crescita annua del 6%, che è insostenibile.

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Bisogna dire che, la Spagna avrà necessità di un po’ di fortuna, per non cadere in situazioni che fanno registrare l’ago della bilancia dall’altra parte, come potrebbe essere la necessità di un intervento del governo per le banche, un problema che fortunatamente ancora è in grado di evitare. Quando è stato chiesto a fonti di CEBR se la Spagna avrebbe resistito alla caduta dell’ Italia, purtroppo la risposta è stata negativa. L’argomento era che quando il debito obbligazionario di un paese superano il 7% di interesse, la situazione diventa insostenibile. Ricordare che oggi gli interessi delle obbligazioni spagnolo, si trovano nelle vicinanze di 6%, e se un colpo così presto alle stelle. Questo modo si chiude un quadro secondo il CEBR, che si concentra il maggior ottimismo in Irlanda e Spagna, lasciando in dubbio, Italia e Portogallo, e purtroppo molto indietro e probabilmente a breve termine vuoto, in Grecia. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha espresso preoccupazione per la situazione economica, mentre alla Borsa di Milano chiude con perdite per il secondo giorno consecutivo e il debito alzato il loro livello di rischio.

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Il presidente si è incontrato con il governatore della Banca centrale europea e l’ex capo della Banca d’Italia, Mario Draghi, che ha analizzato i risultati dei mercati finanziari. Dopo l’incontro al Presidente della Repubblica Palazzo del Quirinale ha emesso un comunicato in cui Napolitano ha invitato le forze politiche e le “parti sociali” (sindacati e datori di lavoro) a trovare un accordo per rilanciare la crescita economica.

L’Italia batte la Spagna e secondo il mercato è più a rischio

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Per il mercato, la Spagna non è più il paese con più probabilità di seguire le orme della Grecia, Irlanda e Portogallo. Infatti, secondo alcuni esperti, il prossimo nella lista dei candidati al salvataggio è occupato dall’ Italia.Tale modifica delle posizioni non è di certo un sollievo per la Spagna, ma ciò dimostra che l’Italia presenta un andamento sul mercato finanziario non positivo che rende gli investitori più nervosi e con dubbi sul fatto che, in un prossimo futuro ci possano essere delle buone prospettive di crescita se si pensa al pesante debito che supera il 120% del suo PIL, e se sarà in grado di rispettare i piani di consolidamento fiscale.

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Nel corso della settimana passata, il premio di rischio spagnolo ha registrato un nuovo massimo per il terzo giorno di 417 punti. Tuttavia, dopo questo picco, sia sul debito spagnolo che su quello italiano hanno cominciato a farsi sempre più insistenti le voci che la Banca centrale europea, questa volta, volesse comprare il debito dell’ Italia e della Spagna nel mercato secondario, che vengono negoziati una volta emessi i certificati. Dopo i problemi di overflow ad Atene all’inizio del 2010, giustamente, i riflettori sono puntati sui paesi dell’euro che presentano livelli più elevati di deficit. Spagna, con un disavanzo di bilancio di oltre l’11% nel 2009 la spesa associata alle misure di stimolo è venuto dal primo momento nel gruppo delle cosiddette periferiche. Italia, invece, fuggì cadere nel gruppo dei paesi sospettati. Con un deficit e la cifra più bassa del suo ministro dell’economia, Giulio Tremonti, placare i timori del contagio, il governo di Roma ha visto è stata approvata nel maggio dello scorso anno dal suo vicino meridionale in termini di premio al rischio.

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La differenza massima tra i due è stata registrata nel mese di novembre nella debacle irlandese, quando presentava 90 punti base. Tuttavia, dal mese di giugno, la pigrizia del governo italiano ad accettare le riforme, la vergogna di Tremonti per uno scandalo di corruzione che coinvolge uno dei suoi collaboratori più vicini, una scarsa crescita, che si prevede di terminare l’anno con un tentativo di anticipo 1%, leggermente al di sotto delle previsioni spagnolo, ma non regola retrocede nella seconda metà, e il peso del debito hanno collocato il paese al centro del bersaglio dell’attacco degli speculatori insieme alla Spagna. Come è stato sintetizzato in un commento sul suo sito web l’economista americano Nouriel Roubini, l’Italia, la terza più grande economia nell’area dell’euro davanti alla Spagna, “ha perso credibilità e non ha fatto nulla per evitare che il suo debito continuasse a crescere.”

Nicolas Sarkozy è fiducioso verso la BCE e tedeschi ostili verso l’inflazione

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Nelle dichiarazioni rilasciate dal presidente francese Nicolas Sarkozy qualche giorno fa, egli si vede “fiducioso verso l’analisi della BCE che intende mettere le giuste basi per intervenire nei mercati secondari.” Un riferimento che sembra essere rivolto più alla capacità di avviare il Fondo europeo di soccorso e di intervenire con l’acquisto di obbligazioni di paesi con i quali le azioni della banca centrale. In questo senso, si chiede una “piena attuazione” degli accordi raggiunti a Bruxelles il 21 luglio per aumentare il fondo di salvataggio. Ma il governo tedesco contro il programma è riluttante a comprare obbligazioni. Come Weidmann, molti considerano che gli aiuti impediscano riforme strutturali ritenute necessarie per i loro partner fuori dal debito.

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Cioè, l’acquisto di obbligazioni tendono ad alleviare i sintomi della crisi senza fissare le loro cause. D’altra parte, i tedeschi temono che la misura innescata inflazione nei paesi che meglio superare la crisi economica. I politici sono diffidenti nei confronti dell’aumento dei prezzi potrebbe causare un malcontento che si manifesta soprattutto nei sondaggi. Inoltre, molti analisti notano l’avversione “storica” in Germania contro l’aumento dei prezzi. Ricordate come l’iperinflazione degli anni ’20 ha portato a una profonda crisi sociale che ha dato le ali al nazismo. Questo, sembra essere il trauma quintessenza tedesco. L’acquisto di titoli è difficile da inghiottire una rana per il governo della Merkel di centro-destra, dopo il salvataggio bancario per la crisi finanziaria, a malincuore ha accettato un’altra serie di misure impopolari nel paese. A partire dal salvataggio miliardario di Grecia, Irlanda e Portogallo.bce

Inoltre, i mercati potrebbero non essere convinti che Bruxelles e la BCE hanno potere politico e potenza finanziaria per proteggere il pericolo per l’Italia in modo duraturo a meno che non si ottiene una inversione improbabile della disciplina fiscale e della crescita economia. A questo proposito, i critici sottolineano che gli acquisti di obbligazioni da parte della BCE avevano prodotto un effetto calmante temporaneo e non impediscono il successivo salvataggio della Grecia, Irlanda e Portogallo.

“In definitiva riteniamo che la pressione della vendita corrente costringerà la BCE e le EFSF di avere circa la metà dei titoli sono negoziati in Italia e Spagna, circa 850.000 milioni di euro”, gli economisti della Royal Bank of Scotland hanno valutato tenendo conto di una nota di ricerca redatta da Reuters. Uno degli ex economisti della BCE, Tobias Blattner, attualmente al lavoro nel settore privato, ha stimato che la BCE deve pagare alla fine circa 260.000 milioni (60.000 milioni di debiti sia per quello italiano che spagnolo).

Questa enorme quantità di debito dei paesi del Sud Europa nelle mani della BCE potrebbe essere un rischio per l’intera zona dell’ euro e potrebbe causare una reazione politica del Nord Europa.

Bce: qual è l’impatto sui mercato generato dall’acquisto del debito Italiano e Spagnolo?

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Come abbiamo visto in una video conferenza la Bce ha annunciato, qualche settimana fa di intervenire per acquisire il debito pubblico di Italia e Spagna. L’impatto sul mercato di questa operazione è che la BCE richiede di disfarsi degli speculatori che stanno scommettendo contro il debito della Spagna o Italia in attesa che i loro titoli continuino a scendere di prezzo. Infatti, tutto si muove intorno alla redditività e quindi, ai maggiore interessi economici che fanno riferimento all’acquisto dei titoli di debito pubblico dei due paesi. L’azione della Bce tende a prevenire e ad evitare che investitori che speculano sulla situazione debitori dei due paesi, possano acquisire in questo momento poco felice del mercato finanziario, titoli a prezzi stracciati per poi ottenere dei rendimenti di notevole rilevanza quando i due paesi si saranno ripresi anche grazie all’intervento della Bce che invita i paesi a risanare i conti in tempi brevi mediante delle manovre molto pesanti con cui si deve tornare al pareggio di bilancio. Almeno questo è l’impegno assunto dai due Paesi nei confronti della massima istituzione finanziaria europea.

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L’agenzia esaminato “attentamente” la situazione in Spagna e Italia, e apprezzato “gli annunci dei governi” dei due paesi in termini di accelerare i progressi. “L’Eurosistema molto significativo intervenire nel mercato e rispondere in maniera coesa”, ha detto la stessa fonte ha detto a Reuters. Sul tavolo, una spinosa questione malgrado i timori tedeschi: la convenienza della BCE di acquistare obbligazioni italiane per evitare che l’Italia e la Spagna seguano il triste percorso che ha caratterizzato la pista della Grecia, la quale non è più in grado di rendere appetibili propri titoli di debito.

La BCE ha considerato plausibile la possibilità di acquistare obbligazioni italiane da parte della BCE, tanto più che il governo italiano il Venerdì ha annunciato l’inasprimento delle misure di austerità, interpretato come un messaggio per facilitare l’acquisto di obbligazioni. La maggior parte degli analisti e fonti che hanno chiesto l’anonimato ha anche deciso di acquistare obbligazioni spagnole.

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Di fronte all’opposizione manifestata dal presidente della Banca centrale tedesca (Bundesbank), Jens Weidmann, e altri rappresentanti dell’Europa centrale, gli economisti ritengono che l’acquisto delle obbligazioni è una violazione dei trattati dell’Unione Monetaria Europea. Secondo i critici, la BCE è un passo al di fuori dei limiti del suo mandato, a scapito dei loro partner più competitivi, i paesi che hanno gestito male i loro conti.

La BCE è disposta ad acquistare debito se Berlusconi accelera le riforme

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La Banca centrale europea (BCE) mostra dei segni di disponibilità verso il governo italiano e come sappiamo, dopo aver inviato la lettera indicando in che modo bisogna agire per cercare di pareggiare il bilancio entro due anni, questa invita l’Italia ad accelerare il processo di riforme dando vita ad un’azione concreta mediante l’introduzione di un emendamento alla Costituzione che garantisce il pareggio di bilancio, secondo fonti vicine.

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Secondo alcune fonti, questa misura non è invece stata chiesta alla Spagna che, com’è noto, versa in una condizione di crisi non diversa da quella del nostro paese. Infatti, il governo spagnolo ha assicurato alla massima istituzione finanziaria europea di impegnarsi ad accelerare le riforme strutturali di cui il paese necessita al fine di far fronte in modo serio al problema del dissesto finanziario che affligge l’economia interna della penisola iberica. La Banca centrale europea (BCE) aggiunge che i principali leader dell’Unione europea come ad esempio, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi si sia impegnato ad annunciare nuove misure e quindi la BCE potrebbe intervenire nei mercati del debito all’inizio della prossima settimana. “La BCE ha già espresso la volontà di agire. Gli attori del mercato dice la BCE hanno iniziato a chiedere i prezzi dei titoli italiani, ma non hanno comprato nulla”, dice una fonte, che ricorda che la Banca centrale europea non ha negoziato direttamente con i governi.959unione_europea

Inoltre, le fonti regolatrici europee hanno anche riferito che i consulenti tedeschi e Jens Weidmann Jürgen Stark hanno guidato un gruppo di quattro dei membri del consiglio della BCE che si opponeva al rilancio del programma di acquisto di obbligazioni.

Il capo della Bundesbak e Stark, che dirige il dipartimento della BCE sono personalità autorevoli all’interno dell’istituzione bancaria europee, e la sua opposizione alla ripresa del programma dopo 18 settimane di inattività potrebbe frenare qualsiasi impulso ad aumentare gli acquisti e ciò interessa anche le obbligazioni italiane. Nonostante questa opposizione, agente di borsa ha osservato che la BCE ha legami irlandese e portoghese acquistato dopo aver deciso su Giovedì per rilanciare il programma di acquisto di debito. Intanto, sul fronte italiano bisogna dire che vi sono state delle parole di rimprovero da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei confronti del governo di Silvio Berlusconi, il quale è stato pesantemente accusato di aver tenuto celata la situazione di crisi che il paese oramai sta attraversando da diversi mesi.

Economia italiana: Il Procuratore ha sequestrato diversi documenti da parte di Moody e S & P

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La procura di Trani ha sequestrato diversi documenti presso gli uffici delle agenzie di rating Moody e Standard Poor coinvolto in un’indagine in corso da mesi per abuso di informazioni, manipolazione del mercato e insider trading, secondo il ‘Corriere del Mezzogiorno’. I magistrati stanno indagando tre analisti di Standard and Poors e analista di Moody, così come legalmente responsabile per l’Italia di entrambe le agenzie. Inoltre, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha permesso procuratori accesso ai documenti di registrazione delle due agenzie in Italia. Da parte sua, l’agenzia di rating S & P ha detto che la ricerca “non ha alcun fondamento” e ha ricordato che essi difendono “ogni volta che le nostre prestazioni, la nostra reputazione ei nostri analisti”.

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“Nel frattempo, continueremo il nostro solito lavoro consiste nel fornire valutazioni indipendenti sul credito tra Stati sovrani, apprezziamo la nostra metodologia seguenti pubbliche e trasparenti”, ha detto l’agenzia in un comunicato.

IL PROCESSO

La procura di Trani ha aperto due processi, uno per Moody e uno per Standard & Poors, a seguito di due denunce da associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, in relazione alla speculazione che ha avuto luogo nella Borsa di Milano dopo l’uscita di ‘Voto’ in Italia. La prima censura riguarda Moody e si riferiscono al rapporto pubblicato il 6 maggio 2010 con mercati ancora aperti, che ha dichiarato che il sistema bancario italiano, dopo la caduta della Grecia, è stato anche a rischio. La diffusione di questo rapporto ha portato giù il mercato mobiliare italiano. Secondo l’accusa ha detto che il rapporto si basa “su giudizi infondati e saggio”.

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La seconda censura è più recente e Standard & Poors coinvolge in un rapporto pubblicato lo scorso 1 luglio di regolazione sul piano rilasciato dal governo italiano. Come spiegato dal Procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, l’agenzia ha detto giudizi negativi sul piano della regolazione “quando i mercati erano ancora aperte” e anche “prima che ci fosse un testo definitivo” di questo piano. Inoltre, il DPP indagare altri due rapporti emessi da S & P report hanno mostrato il 20 maggio 23, esprimendo un parere negativo sul debito pubblico italiano. Capristo Il procuratore ha dichiarato che in questo rapporto “, l’agenzia ha cambiato il suo parere sul debito pubblico da positivo a negativo”, che ha provocato “immediata reazione” del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che ha detto che questa valutazione è stata “non credibile”. Inoltre, il procuratore ha dichiarato che “questa valutazione ha determinato la vendita del mercato dei titoli bancari e titoli”.

Italia: Riduzione costi politica e lavoro senza vacanza, come segno di voler superare la crisi

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La BCE assicura che con un intervento volto a liberalizzare il mercato e a privatizzare buona parte dei servizi pubblici, l’Italia ben presto riuscirà a raggiungere il pareggio bilancio che dovrà essere centrato con un anno di anticipo. “L’Italia ha bisogno di una liberalizzazione buona come la pioggia di maggio,” ha detto Carlo Secchi, Professore di Economia Pubblica presso l’Università Bocconi di Milano. Secondo Secchi, l’economia italiana è caratterizzata dalla presenza di realtà aziendali e piccoli gruppi di interesse che ostacolano il normale comportamento di mercato. Come gesto di responsabilità, i deputati e senatori non andranno in vacanza, e l’Esecutivo prevede inoltre di tagliare gli stipendi degli eletti e dei sussidi ai partiti. “Tagliare i costi della politica, cioè la burocrazia, le vetture ufficiali e altri eccessi del genere, è un qualcosa che non può cancellare il debito, ma non è solo una misura casuale. “E ‘un segno che vi è la volontà di superare la crisi, “crede Secchi.

“E ‘essenziale che l’Italia conferma gli obiettivi e la portata della salute economica è fondamentale per rafforzare il loro merito creditizio”. Il presidente della Banca centrale europea, il presidente Jean-Claude Trichet, non ha esitato a lanciare un nuovo avvertimento ieri al governo di Silvio Berlusconi. E lo ha fatto al Forum Ambrosetti, che ogni anno all’inizio di settembre, si riunisce a Cernobbio sul fiore e crema dell’economia mondiale. E poi, diversi membri del gabinetto italiano.

Nella tranquilla cittadina sulle rive del Lago di Como, a nord di Milano, Trichet ha alzato il tono dei suoi avvertimenti a Roma, che il Venerdì contribuito ad aumentare la tensione nei mercati finanziari. Il suo discorso, che ha aperto una chiacchierata con il presidente Giorgio Napolitano, si forte e chiaro: e l’Italia sembra ansioso di raggiungere l’equilibrio nel suo bilancio per il 2013, lanciando il suo piano annunciato di regolazione, la BCE potrebbe stancarsi di assistere il governo italiano.

Tremonti e gli interventi mirati su lavoro, economia e sociale

602-0-20110811_051022_29F22F57Gli interventi annunciati dal ministro dell’economia italiana Tremonti, sono sostanzialmente gli aggiornamenti di già contenute nel pacchetto di luglio. Quindi non vi è confusione su come l’esecutivo riuscirà a conseguire l’obiettivo di appiattimento del bilancio di un anno fa.

“Il gabinetto ha approvato una riforma del mercato del lavoro”, ha promesso Tremonti, ripetendo una cosa che richiede diversi anni per l’aria sfuggente. “Abbiamo un importante progetto pronto. Si farà riferimento al sociale e poi al Senato”, ha promesso. Due riforme influenzare la Costituzione: l’obbligo di sviluppare il bilancio con un tasso zero. Un altro, “la madre di tutte le liberalizzazioni”, come definito Tremonti, è quello di cambiare l’articolo 41 a liberalizzare determinate attività professionali regolamentate eccessivamente. Il governo ha già provato nel processo di aggiustamento fiscale approvato meno di un mese fa, ma alla fine cedette alle pressioni dei professionisti.

L’uso di sottoporre le misure anticrisi alla fiducia del parlamento  è una strategia ampiamente utilizzata dai politici italiani per accelerare l’adozione di leggi, in quanto consente di saltare il dibattito e gli emendamenti del Parlamento. Dopo un periodo in Senato, se approvato, il testo andrà alla Camera dei Deputati per la ratifica finale. Il testo adottato dal governi italiano e successive modificazioni esecutivo continui sono stati il ​​bersaglio di critiche da parte, i datori di opposizione e sindacati, in gradi diversi, si consideri che le misure rientrano in gran parte le persone più vulnerabili la società, pur non favorevole alla crescita e all’occupazione.  In questa linea, la CGIL, il più grande del paese, ha chiamato una giornata di sciopero , che ha causato grossi problemi durante il giorno, con gravi perturbazioni ai servizi di trasporto e gli eventi in oltre un centinaio di città, tra cui la più importante il paese come Roma, Napoli, Milano e Torino. La protesta è durata per otto ore , dalle 09.00 alle 17.00 ora locale (07.00-15.00 GMT), quasi un centinaio di città, tra cui la più grande del paese dopo la sua adesione dei due principali dell’opposizione politica, il Partito Democratico (PD) e l’Italia dei Valori (IDV).

Ministero Economia Italiano: calo di rendimento per le obbligazioni di 12 mesi

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In un comunicato emesso il 10 agosto 2011, Il Ministero dell’Economia italiano ha dichiarato che le obbligazioni di un anno per un totale di 6.500 milioni di euro, avranno un rendimento inferiore.

Le prestazioni di questi titoli a dodici mesi pari a 2,959%, dove si registra un calo se si considera che in precedenza si erano attestate al 3,67% nell’ ultima asta tenutasi nel mese di luglio.

In Italia la domanda è quasi raddoppiata, raggiungendo i 12.600 milioni di euro per l’asta dei titoli, dopo l’annuncio di domenica scorsa da parte della Banca centrale europea (BCE), la quale, ha dichiarato che acquisterà i titoli italiani per alleviare la pressione sul suo debito pubblico che com’è noto, ha raggiunto delle proporzioni troppo larghe.Il piano mira a ridurre il deficit del 4% fino alla sua scomparsa che è si stima che si otterrà in due anni, raggiungendo  un valore di 45.000 milioni di euro. Tremonti sa quali sono  cosa i doveri del paese, ma è tra due fuochi: da un lato la pressione da parte dei partner dell’UE e dall’ altra, deve far fronte anche al dissenso interno alla coalizione di governo. Berlusconi non potrebbe aumentare la pressione fiscale, dal momento che si era pubblicamente impegnato con gli italiani  di non farlo. È stata cancellata l’idea contenuta nel piano di austerità che prevedeva un  prelievo di un ulteriore 5% sui redditi superiori a 90.000 € all’anno e il 10% da 150.000. Il cosiddetto “contributo di solidarietà” (cioè, il più ricco sacrificio per il bene del paese in difficoltà) dovrebbe consentire allo Stato di entrare 3.800 milioni di euro.
Il provvedimento è stato sospeso perché ha causato la ribellione contro  Berlusconi in Parlamento. Non è stato ben accolta neanche  l’idea di aumentare l’IVA di un punto percentuale, che sembrava un’alternativa fattibile. L’esecutivo ha dovuto sudare sangue per raggiungere 45.000 milioni previsto anche di mettere l’Italia al sicuro da speculatori.

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