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La mafia macchia il nord Italia

Storie di mafia sono spesso entusiasmanti, ma questo non lo è. Questa è una storia piuttosto ordinaria. Nessun morto, nessun denaro in gioco capoccia eccessive o con voce rauca o teste di cavalli tra le lenzuola di seta. Solo un tipo di 60 anni, politico di professione che succede ad entrare in contatto con la ‘ndrangheta , la potente mafia calabrese, la più pericolosa del mondo per comprare una manciata di voti a breve di essere eletto consigliere Regione Lombardia nel 2010. In linea di principio, l’azienda è facile, moltiplicazione semplice: se un voto costa 50 euro, per un totale di 4000 200.000 euro. Un tocateja, senza entrate, una stretta di mano e se hai visto non mi ricordo. Ma la storia si complica al punto che l’arresto, Mercoledì scorso, il direttore Domenico Zambetti, il Popolo della Libertà, il partito di Silvio Berlusconi , già fare un prima e dopo nella politica del Nord Italia . La fine dell’innocenza. Una forza mantenuto benda innocenza. Catturare Zambetti, alias Mimmo , si verifica Mercoledì mattina, poche ore dopo un apparentemente più grave anche in relazione alla politica e la mafia. Governo di Mario Monti ha deciso di sciogliere il Comune di Reggio Calabria (186.000 abitanti, l’Italia meridionale) armato di 250 pagine del rapporto, in cui è chiaro che la ‘ndrangheta controlla aziende municipalizzate, degli appalti pubblici di lavori, di raccolta dei rifiuti, lo studio legale e alla gestione dei beni confiscati alla stessa mafia calabrese. Nonostante la gravità della misura e la sua storica cognome, mai prima d’ora si era sciolto un provinciale infiltrazioni mafiose del capitale, anche se un certo numero di persone-, i fatti non sono solo insistere su una condizione accettata.

Nel Sud Italia, i gruppi mafiosi (la camorra napoletana, il siciliano Cosa Nostra, la ‘Ndrangheta calabrese e anche la Sacra Corona Unita pugliese), si parla di uno contro uno stato, egli contesta il controllo delle città e cittadini. Ma il Nord …. Il Nord sembra essere diversa. Nelle parole di Umberto Eco , Milano è sempre stato considerato “il centro della cultura, sede delle grandi case editrici, centro di produzione del mondo, non è una città bianca ordini accettati anche il Vaticano”. In un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica in seguito all’arresto di voto direttore Domenizo Zambetti acquisto dalla ‘ndrangheta, Umberto Eco aggiunge: “Il Milan, che non voleva prendere ordini da Roma ladro [l’insulto preferito Lega Nord], si è piegato a prendere ordini da il peggio del profondo sud. ” Nelle registrazioni ottenute dai Carabinieri, si è dimostrato che non solo paga Zambetti mafiosa calabrese religiosamente € 200.000 concordati da 4.000 voti, ma la ‘ndrangheta fa il suo ostaggio. Il politico corrotto è costretto a mettere in un organo ufficiale della figlia di Eugenio capo Costantino, di rinnovare la licenza della sorella del parrucchiere, di assegnare un alloggio pubblico per l’amante e, naturalmente, per fare fare appalti pubblici a favore della ‘ndrangheta. La ricerca porta in primo piano senza fine lurido dettagli-disprezzo e superiorità alla mafia politica comincia a piangere, ma soprattutto la mancanza di risposta alle minacce ambientali e la corruzione diffusa.

Invitato al compleanno del ‘Duce’ (2°parte)

Molti di loro indossavano camicie nere come i Camurati poi. E mentre i quattro negozi che vendono souvenir che popolano la strada principale di Predappio. La cinghia che dice “Boia chi Molla” (“Verdugo che danno up”) per la ricetta che mangia ruba anche il paese con la camicia in dubbio, pasta, tutti possono essere la sua memoria, con il suo dono tema amichevole. E chiunque dicendo che questi venditori incitano alla violenza. Non importa che per vendere i pipistrelli. Perché, come ha spiegato Pompignoli, capo di uno dei negozi, la ragione è divertente: “Sono per il baseball.” “E chi rompere la testa della lattina”, dice un cliente che ha appena acquistato un pipistrello nero. Anche se coloro che fastidio può anche essere mandato in esilio, così come Mussolini e come suggerito da un altro acquirente, Massimo Bellaudi, 41 e lunghi capelli grigi, “se si tocca le palle.” Alla fine della giornata, a giudicare da quanto detto in queste parti non, una soluzione doveva essere così sgradevole. “E ‘stata una vacanza,” difende Domenico Morosini, proprietario di Villa Mussolini, una fattoria che apparteneva al Duce e dove molti radunati ieri dopo la manifestazione per nutrire i loro corpi a sangue italiano. In realtà, ci sono altri modi in cui storici, a quanto pare, sono sbagliate.

Le leggi razziali e la partecipazione alla seconda guerra mondiale dalla Germania nazista, sono stati “colpa di Hitler.” E la dittatura di Mussolini era un “liberale”. Governo Poco a che fare con la vista Renato Moro, professore di Storia Contemporanea presso l’Università RomaTre: “Il fascismo usato la violenza come arma di lotta ed è stato un regime dittatoriale che ha abolito le libertà civili”. Quasi niente, andiamo. Storia con la S maiuscola è anche ciò che avrebbe sindaco di sinistra Predappio, Giorgio Frassineti. Il presidente cerca di trasformare la città in un centro culturale dove si studia il regime “, senza far finta che non esistesse.” Afferma Frassineti che ha cercato di chiudere i negozi di souvenir, afferrando il reato di apologia del fascismo che prevede la Costituzione italiana. Basta non visitare la cripta, senza leader. Fornisce per il rituale che il segno fedeli un libro e dire ciao alla tomba del Duce . Poi, quattro uomini che circondano la tomba sono messi in guardia. E così fino a che non passano decine di manifestanti. Ma dice che i giudici lo ignorò e che le sue mani sono legate. “Il potere lo ho, ma ti manca uova”, dice Barbara Brunelli comunque. Questa donna di 40 anni simboleggia il lato di Predappio: una città dove la maggior parte sopportare il fastidio di una minoranza. “E ‘triste per l’immagine di Predappio”, riassume Brunelli. Anche se forse la sintesi migliore è quella del sindaco: “Predappio è una città di contraddizioni enormi.” Una città in cui vive Frassineti propri sopra alcuni negozi fascisti dove questi stabilimenti occupano la via Giacomo Matteotti, deputato dopo una vittima del regime, dove un altro sacerdote, nero, ricorda in una Messa di “fratello di Mussolini.” E dove c’è un gelato, come Benito, del resto, conosce bene.

Obama: “Quando la Spagna chiarisce il salvataggio, i mercati si calmeranno”

Il presidente Usa ha detto che “la Spagna sa che è importante per ridurre il peso del debito sovrano” e che l’Europa è decisa ad adottare con urgenza. Barack Obama il Martedì espresso la fiducia che, nei prossimi giorni, i leader europei hanno reso pubblici i dettagli precisi di uno sforzo ambizioso per ripristinare la stabilità finanziaria in Europa e riconquistare la fiducia dei mercati. “La soluzione dei problemi dell’Europa non è facile,” ha ammesso il presidente degli Stati Uniti, ma “il senso di urgenza tra i leader è chiaro. Quello che dobbiamo fare è combinare quel senso di urgenza con gli strumenti disponibili e unirsi a loro in tempestivamente per rassicurare i mercati “(Video 22:00 minuti), ha detto Obama, che ha detto che” quello che ci manca sono i dettagli esatti e il percorso particolare da prendere. “” Quando i mercati vedere questi dettagli specifici , si riprenderà la calma “, ha previsto Obama fermato l’esempio spagnolo:.” Nei prossimi giorni, la Spagna valuterà i dettagli della vostra richiesta di sostegno finanziario (…) “per fornire chiarezza per rassicurare i mercati sulla strada, l’importo e struttura di supporto per passare “(minuto 4:10 del video del suo discorso). Obama rivolta verso l’Europa la maggior parte della conferenza stampa che si è concluso il G-20 tenutasi per due giorni a Los Cabos, che dimostra che questo è stato il tema principale di questo incontro. In tale contesto, egli ha fatto riferimento per tre volte in Spagna, due di loro a insistere che il governo spagnolo deciderà presto come si procederà per salvare le loro banche e come questo influenzerà debito sovrano.

“La Spagna capisce che è importante per ridurre il peso del debito sovrano”, ha detto, ma ha precisato che la situazione nel paese a causa di “problemi di speculazione e di altro genere nel settore privato, non debito pubblico” (20:00 minuti .) “Quando la Spagna chiarire esattamente come si intende utilizzare gli euro per ricapitalizzare il sistema bancario”, ha detto, “e come le autorità hanno il sostegno di altri paesi europei e che le risorse sono disponibili, tutto ciò che rimane è quello di specificare e indicare la strada. Quando vedete i mercati, che possono aiutare a costruire la fiducia e per invertire la sua psicologia “(minuto 22:30). Il presidente degli Stati Uniti ha incontrato anche i leader di tutti i paesi dell’area dell’euro presenti al vertice (Germania, Francia, Italia e Spagna, più il Regno Unito) e ha parlato privatamente ieri con il cancelliere tedesco Angela Merkel, ha detto che “Gli europei sono determinati ad agire rapidamente per promuovere la crescita e la creazione di posti di lavoro”. “L’Europa ha messo in chiaro che capisce la sfida che affronta e prenderà le misure necessarie”, ha detto. A suo parere, che servono a “superare la febbre” causato dalla crisi e lanciare “un nuovo ciclo positivo” per l’economia. Ha ammesso anche che gli sviluppi in Europa “avrà un impatto elettorale in America. ” Obama ha anche incontrato il presidente cinese Hu Jintao, che oltre agli effetti della crisi europea, ha discusso le alternative per fermare il bagno di sangue in Siria. Ha riconosciuto che, al momento, la Russia e la Cina non corrisponde al resto della comunità internazionale circa le soluzioni necessarie per la Siria, ma ha aggiunto che tutti condividono la preoccupazione circa la gravità della situazione e sono pronti ad agire per evitare una guerra civile.

Gli altri 267.000 milioni di mosse della Fed per rilanciare l’economia degli Stati Uniti

Riviste al ribasso le sue previsioni di crescita (sarà 2,15%) e l’aumento della disoccupazione (al 8,2%). Due giorni di riunione della Federal Reserve (Fed) condizionato dalla tensione sui mercati dalla crisi in Europa e debole economia statunitense. La decisione dell’autorità monetaria statunitense di incertezza è quello di continuare con Operation Twist (obbligazioni di pronti contro termine) fino alla fine dell’anno, lo strumento non convenzionale che consente di vendere debito nel breve e medio termine per acquistare lunghe lettere e di tenere basso le prospettive tasso di interesse. Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha insistito sul fatto che la banca centrale americana è disposta a prendere “ulteriore stimolo” per sostenere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro se necessario.

La Federal Reserve ha inoltre proceduto a rivedere al ribasso le sue previsioni di crescita e l’aumento della disoccupazione . Il tasso di espansione dell’economia statunitense quest’anno sarà di circa 2,15% contro il 2,6% previsto in aprile. Entro il 2013 la crescita sarà rimbalzare al 2,5% e poi al 3,2% nel 2014. La prospettiva della disoccupazione, nel frattempo, c’è di peggio. Ora, parlando di un tasso di disoccupazione del 8,1% quest’anno, invece del 7,9% che si è verificato nel mese di aprile. Per coloro che si avvicinano al 7,75% e inferiore al 7,35% nel 2014. Nel frattempo, l’inflazione si muove sotto il 2%, dando spazio per mantenere la sua strategia monetaria. Intenzione di Bernanke è ancora di mantenere i tassi eccezionalmente basso fino alla fine del 2014. Il riacquisto di obbligazioni proprie annunciato prima nuove proiezioni, consente da un lato, tenere la prospettiva di tassi di interesse più bassi senza compromettere l’inflazione, e, dall’altro, di continuare a sostenere l’economia senza la banca centrale deve giocare il suo bilancio di circa 2900 miliardi dollari (2,2 miliardi di euro). Il meccanismo, che deve mobilitare 400.000 milioni (316.000 milioni), scade alla fine di questo mese. Con l’aumento può mobilitare 267.000 milioni (212.000 milioni) .

Ma un uso prolungato potrebbe essere insufficiente per spezzare la spirale al ribasso in corso. L’istituto guidato da Ben Bernanke sono volute settimane per preparare il terreno. I dati posti di lavoro possono seduto male, per la sua debolezza. La fiducia dei consumatori scende anche con l’avvicinarsi dell’estate e così la produzione industriale. In questo contesto, Goldman Sachs prevede che la Fed avrebbe potuto fare di più già questa settimana per sostenere la crescita economica con una variazione della torsione a guardare il mercato immobiliare. Estensione Benanke attesa del funzionamento di incoraggiamento dare un ulteriore impulso per l’economia. Ma lui insiste sul fatto che la politica monetaria non dovrebbe essere visto come la panacea per risolvere i problemi di oggi è il suo modo di chiedere alla Casa Bianca e il Congresso anche fare la loro parte per adottare politiche per stimolare l’attività economica e la generazione di posti di lavoro. Wall Street è stata gran parte della mattinata in attesa dubbi sulla decisione, ma lo stock è andato nel verde poco dopo aver appreso della decisione della Federal Reserve.

Fonte: el pais

Il gioco pericoloso degli hedge fund sul debito greco (2°parte)

Non si rendono conto della minaccia, gli europei ci esclude dalla zona euro se questo va! ” Si tratta di un dato di fatto, fin dalla costituzione del governo di coalizione, tre mesi fa, c’è un rilassamento visibile. Premier Lucas Papademos , sostenuta dai partiti socialisti, conservatori e destra estrema, difficili da motivare i suoi ministri a realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e l’ Unione Europea (UE). La politica interna si è riaffermato. All’interno PASOK, il partito socialista, la battaglia per la tenuta di George Papandreou è stato lanciato dopo la caduta dell’ex primo ministro. Sei ministri del governo tra cui Evangelos Venizelos , ministro delle Finanze, sono in gara. A destra, la Nuova Democrazia rifiuta di adottare nuove misure di austerità, prima delle elezioni generali. “La maggior parte dei dipartimenti si sono trasformate in uffici elettorali, è contro-produttivo. Il Primo Ministro deve essere definitivamente ristabilire l’ordine tra i suoi 49 ministri che stanno uccidendo “, dice un consigliere del governo.

E ‘stato chiesto la sospensione Venerdì, i negoziati con la Grecia da parte della lobby bancaria IIF globale per cancellare 100 miliardi del debito, che ha alimentato i timori di insormontabili differenze tra le due parti. “Le discussioni sono Naturalmente, ci ha aiutato a raggiungere un certo punto, siamo vicini ad un accordo, ma è necessario riflettere ulteriormente su alcuni punti, “ha detto Lucas Papademos. Secondo il Ministero delle Finanze, negoziati devono riprendere il Mercoledì. Primo ministro greco a malapena sollevare i suoi ministri per realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale e l’Unione europea. “I politici greci bisogno di uno psichiatra, è protesta molto urgenti Takis economista Bratsos.

Posticipati elezioni politiche di aprile

Annunciato per il 19 febbraio le elezioni sono state rinviate al mese di aprile per dare il tempo del governo di concludere il PSI (coinvolgimento del settore privato). Questo è quello di convincere le banche e fondi di partecipazione assicurativa ai titoli di stato greci ad accettare una riduzione del 50% del loro debito. Tale accordo dovrebbe alleviare il debito greco di 100 miliardi di euro. Si potrebbe venire entro dieci giorni. Il Ministero delle finanze greco ha anche arruolato i servizi di un’agenzia di pubblicità Euro RSCG di Parigi-incaricato Lazard consiglia ad Atene per rassicurare le scadenze della riduzione del debito greco. La questione è se questo sarà sufficiente per sollevare il paese dello spettro di un default controllato nel mese di marzo. Il successo del ISP deve permettere alla Grecia di avviare i negoziati per il pagamento del nuovo prestito di 130 miliardi di euro nell’ottobre 2011 concesse alla fine per il paese. Questo importo permetterà di ottenere il rimborso di € 14.4 miliardi di buoni del Tesoro con scadenza il 20 marzo. Troika, gli ispettori della UE, la Banca centrale europea (BCE) e il FMI sono tornati ad Atene il prossimo Lunedi. Per superare il ritardo nelle riforme, il governo sta promuovendo un nuovo salario inferiore. Uno spazio ulteriore verso il basso tra sindacati e datori di lavoro. Gli scioperi e le manifestazioni dovrebbero riprendere dal 17 gennaio.

Il gioco pericoloso degli hedge fund sul debito greco

Questo è un momento decisivo nella storia finanziaria che vivremo. Si tratta degli ultimi negoziati per salvare la Grecia dalla bancarotta. Le istituzioni internazionali si sono impegnati a prestare 130 miliardi di euro alla Grecia per migliorare le sue finanze. In cambio, il paese deve negoziare per ristrutturare il suo debito con i creditori. In particolare, il presidente greco Lucas Papademos e il suo team si incontreranno di nuovo con i creditori per raggiungere un accordo. Seguace di autosuggestione, il presidente ellenica ha detto l’emittente televisiva americana CNBC si è detto fiducioso di un accordo per la obteir. L’ultima ipotesi è che una riduzione volontaria del 50% del debito. Dopo aver esitato, le banche eventualmente essere soddisfatto. Secondo l’ultimo scenario in voga nei media americani, le scuole riceveranno il 15% in contanti e il resto in nuovo debito. Ma questo sistema non è adatto per alcuni hedge funds. Greedy, pretendono di essere pagato per intero alla data di scadenza marzo. Essi sottolineano il fatto che la Banca centrale europea verrà pagato per intero. Se non si raggiunge un accordo con questi fondi, possono attivare i CDS. Questi prodotti consentono al possessore di ricevere l’intero valore di un debito in caso di default, dietro pagamento di un premio assicurativo. Questo è dove il fondo fa male. Nel 2008, questi sono i pagamenti di CDS legati alla Lehman Brothers che avevano causato una ferita in molti mercati: azioni, obbligazioni, materie prime. La Federal Reserve è stata costretta a intervenire con urgenza. In Grecia, le operazioni di sgombero delle case CDS capire l’esposizione totale dei CDS greci a 70,5 miliardi. Tra i venditori sono banche ellenica. Rumors delle istituzioni francesi, ma non possono essere verificate perché i CDS sono spente voci di bilancio. Da parte sua, l’organismo professionale parla derivati di $ 3,7 miliardi in quanto tiene conto delle garanzie fornite dai venditori. Il problema è che se la Grecia non riesce, il valore di molti titoli offerti in garanzia potrebbe cadere. Per i mercati, si deve a tutti i costi evitare questo effetto domino. Primo ministro greco Lucas Papademos si è detto “fiducioso” la conclusione “on time” di un accordo con i creditori privati della Grecia per la cancellazione di una parte del suo debito, in un’intervista con la catena televisiva americana NBC in onda oggi. “C’è una pausa nelle discussioni, ma sono fiducioso (in fatto) continueranno e che noi raggiungere un accordo in tempo, che verranno concordati”, ha detto Lucas Papademos. E ‘stato chiesto la sospensione Venerdì, i negoziati con la Grecia da parte della lobby bancaria IIF globale per cancellare 100 miliardi del debito, che ha alimentato i timori di insormontabili differenze tra le due parti.

“Le discussioni sono Naturalmente, ci ha aiutato a raggiungere un certo punto, siamo vicini ad un accordo, ma è necessario riflettere ulteriormente su alcuni punti, “ha detto Lucas Papademos. Secondo il Ministero delle Finanze, negoziati devono riprendere il Mercoledì. Primo ministro greco a malapena sollevare i suoi ministri per realizzare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale e l’Unione europea. “I politici greci bisogno di uno psichiatra, è protesta molto urgenti Takis economista Bratsos.

Il “gigantismo” delle opere pubbliche

Dopo gli anni sessanta la De ha cambiato la città, il rapporto con la campagna, ha costruito un nuovo rapporto di direzione subalterna dello sviluppo, ha partecipato alla fondazione di una nuova borghesia urbana affaristica e speculativa legata all’edilizia, e alle opere pubbliche, di nuovi ceti professionali di mediatori in grado di accedere ai canali dell’erogazione di sussidi, di nuovi imprenditori privati finanziati dal denaro pubblico. Si è cosi sviluppata quella società di mediatori che, come hanno dimostrato sia pure con ottiche e criteri diversi le analisi di Banfield, Graziano, Schneider, Tarrow, Pugliese, Reyneri, Gribaudi, Catanzaro, ecc., ha intessuto una trama istituzionalizzata di rapporti fra centro e periferia fondata sul controllo e l’erogazione dei flussi finanziari. La città meridionale democristiana ha imposto la sua egemonia alla campagna, ma allo stesso tempo si è disposta alla dipendenza gerarchica e funzionale dai grandi centri del potere statale e dai gruppi monopolistici del nord. E tuttavia dentro questo magma indistinto, dentro questo processo distruttivo di risorse umane e naturali si sono venute producendo nuove tensioni. Una nuova intellettualità si è venuta formando sul terreno della diffusione delle conoscenze tecniche e di nuove figure professionali, della scolarizzazione di grandi masse di giovani, di alcune aree di sviluppo contadino, di ristretti nuclei di operai specializzati.

Lo sviluppo e la stabilizzazione di questa complessa trama di istituti e di rapporti (attraverso cui progressivamente l’autonomia delle forze produttive e delle energie creative della società siciliana viene assorbita dal sistema di potere) determina indubbiamente una lunga fase di crescita, sia pure distorta, e un rivoluzionamento dei rapporti sociali, portando larghe masse e vasti strati sociali a un rapporto moderno con i consumi e i valori della società industriale.

Tuttavia, ciò non consente di nascondere la portata sconvolgente e la valenza contraddittoria di tali processi, i costi sociali, umani ed economici: dall’esodo di massa dalle campagne verso le città (e dal meridione verso il nord) alle conseguenze sociali e politiche del tipo di soluzione data alla questione agraria e contadina con le leggi di riforma; dalla crescita caotica delle città meridionali agli effetti negativi che sul tessuto produttivo ha avuto un certo genere di investimenti.

Il gigantismo delle opere pubbliche, delle infrastrutture e dei complessi chimici e siderurgici non solo non ha provocato effetti di induzione (per la mancanza di legami con la struttura economica delle zone di intervento), ma ha anche indebolito la già esile industria manifatturiera meridionale, che, priva di adeguati e consistenti interventi statali di sostegno, ha finito con il subire la pesante concorrenza dell’industria settentrionale. Così come effetti pesantemente negativi ha subito l’agricoltura meridionale in conseguenza della politica agraria della Cee e di una politica regionale, che non ha mai puntato né a sviluppare una consistente rete di industrie di trasformazione né alla costruzione di momenti consortili e cooperativi per la commercializzazione dei prodotti agricoli. Ciò che costringe ancora oggi l’agricoltura a subire le condizioni inique che le vengono imposte dai settori privati e speculativi (non diverse, del resto, da quelle che le impone a monte il potere di mercato di alcuni settori dell’industria manifatturiera, in particolar modo chimica).

Controllo ed erogazione delle risorse finanziarie

Tutta l’esperienza dell’intervento diretto in economia realizzato dalla regione siciliana suggerisce l’ipotesi che si sia attuato un originale modello di compresenza e integrazione tra capitale pubblico e capitale privato, tra imprenditoria locale e gruppi nazionali per un determinato tipo di sfruttamento delle risorse locali. In altri termini, attraverso la contestuale presenza dell’intervento statale centralizzato e dell’intervento regionale attuato attraverso la gestione diretta di attività economica e di un autonomo sistema di incentivi si è potuta realizzare una saldatura fra gli interessi locali dei gruppi economici e gli interessi nazionali delle forze economiche dominanti, e una ripartizione di compiti e di ruoli tra le frazioni della De deputate al controllo e alla erogazione delle risorse finanziarie regionali e le frazioni legate ai canali nazionali e capaci di mediare il rapporto fra le nuove forme di imprenditoria espressa dalla borghesia locale e il capitale pubblico.

Decisivo per questo assetto, che consente allo stesso tempo l’unificazione del meccanismo di sviluppo e l’articolazione degli interessi e della forma della loro organizzazione nel blocco dominante, è la estrema differenziazione degli strumenti e la segmentazione dell’apparato dell’intervento pubblico statale e regionale (basta anche qui ricordare la molteplicità di enti con compiti di intervento diretto o con funzioni di trasferimenti alle imprese e alle famiglie che fanno capo agli assessorati regionali, secondo un modello che riproduce lo schema dei ministeri statali e delle amministrazioni parallele).

I caratteri distorsivi di questo modello si riflettono potentemente sulla forma che assume la modernizzazione della città meridionale. Nelle città del centro-nord la modernizzazione si realizza attraverso un’immediata comunicazione fra cultura industriale, politica e società. A l contrario, la modernizzazione delle città meridionali è del tutto estrinseca e sovrapposta attraverso la mediazione dirigistico – statalista (es. Cassa per i l Mezzogiorno) e la riorganizzazione corporativa dei ceti dominanti. Nelle città meridionali la congestione non appare legata allo sviluppo, la modernizzazione non appare collegata all’industrializzazione. La dipendenza dal capitale si manifesta in modo indiretto: la città meridionale della borghesia possidente diventa negli anni cinquanta e sessanta « luogo di transito dove l’ondata di fondo dell’emigrazione meridionale, che parte dalla campagna, sosta e riceve, a spese della collettività, una certa qualificazione scolastica o attitudinale a un lavoro extra – agricolo ». E allo stesso tempo luogo privilegiato per trasformare la rendita agraria in rendita fondiaria (edilizia speculativa, ecc.) e per spremere i redditi dei cittadini a vantaggio dell’industria del nord mediante l’imposizione di modelli di consumo distorti e improduttivi. È su questo terreno che attecchisce e si allarga il sistema dei rapporti clientelari e di uso delle istituzioni e degli apparati amministrativi in reazione di mediazione fra classi dominanti e potere pubblico (gli tomenti vanno dal credito speciale alle licenze edilizie, alle « concessioni » delle opere pubbliche…). La città meridionale assume i l volto della città clientelare e subalterna, priva di società civile, i cui connotati si definiscono essenzialmente in modo negativo: l’assenza di una reale funzione dirigente e organizzatrice (città senza centro, senza identità), la incapacità di realizzare un’effettiva omogeneizzazione sociale (decomposizione  di ogni istituzione civile, disgregazione e atomizzazione sociale) e la compressione dei processi dinamici di mutamento (con la conseguente frustrazione, l’ostilità, la rabbia, la delusione che si volgono verso lo Stato, il potere centrale, il nord, i sindacati operai, ecc.).

Spesa pubblica e flussi finanziari

Il comando della spesa pubblica e dei flussi finanziari diventa un momento centrale per i l governo della composizione sociale. Dal 1961 in poi, infatti, pur non trascurando e iniziative di piccole dimensioni, la finanziaria concentrò i suoi maggiori impegni per investimenti in collaborazione con l’Eni operazione Anic-Gela), con la Fiat (operazione Sicil-Fiat per il montaggio a Trapani di pezzi fabbricati a Torino), e soprattutto con la Montecatini. Significativa anche la politica dell’Irfis, i cui sono andati in gran parte ad alimentare poche iniziative di grandi dimensioni prese in Sicilia dai gruppi oligopolistici del nord (ad esempio, dalla Montecatini nell’area di Siracusa). Mentre contemporaneamente si realizza una notevole penetrazione dei gruppi monopolistici italiani ed esteri nei settori più attivi (chimica e petrolio): la Gulf italiana a Ragusa; la Capizzi Spa e la Lercara Spa (controllate dalla Gulf e dalla Montecatini) in provincia di Agrigento e Caltanissetta; la Raisom Spa, raffineria oli minerali (legata alla Esso Standard Italiana) e Siracusa, l’Eni a Ragusa, dopo l’abbandono dei pozzi da parte della Gulf.

Nell’ipotesi vincente si realizza, insomma, un terreno di incontro e saldatura che unifica, attraverso la manovra congiunta di strumenti regionali e nazionali, una parte degli interessi e delle forze imprenditoriali siciliane e i grandi gruppi del capitale pubblico e privato del centro-nord. Omologazione, modernizzazione e

unificazione nazionale erano i punti di forza del modello di sviluppo che si veniva delineando. Dentro di esso c’erano le condizioni per un profondo stravolgimento dei rapporti sociali, delle condizioni di vita delle popolazioni siciliane, ma anche lo spazio per processi di crescita e riclassificazione di forze produttive, all’interno di una ben definita divisione dei compiti. Basta annotare alcuni di questi fatti e di questi processi.

a) L’industrializzazione accelerata operata dai grandi gruppi con la relativa concentrazione di insediamenti industriali in alcune aree dà la sensazione di una Sicilia finalmente inserita nel moderno processo di sviluppo, ma nello stesso tempo crea occasioni per occupazione massiccia e consente nuove possibilità di crescita economica per parti consistenti della borghesia cittadina professionale e proprietaria di aree urbane.

b) L’edilizia e il commercio, in particolare, permettono di concentrare le borghesie locali sull’uso delle risorse siciliane. Il capitale pubblico e le istituzioni attraverso le quali fluiscono le risorse divengono strumenti diretti di organizzazione del consenso e del processo di accumulazione. Si pensi al ruolo della Cassa nella formazione delle grandi strutture finanziarie legate alle infrastrutture; all’uso degli incentivi per lo sviluppo dell’azienda agraria capitalistica e di fasce di aziende contadine nelle zone collinari; alla politica di salvataggio di aziende decotte cui è relegata l’Espi; alla presenza diretta delle imprese a partecipazione statale e ai grandi gruppi nei settori strategici della chimica e del petrolio. Il capitale pubblico assume un ruolo decisivo quale garante del rapporto fra impresa e banche nazionali e fra imprese siciliane e gruppi finanziari del nord. c) Si assiste anche alla riclassificazione di una parte del blocco rurale che dà luogo, grazie alla disponibilità di risorse e di danaro a basso costo, unitamente alla creazione di una vasta rete di infrastrutture, alla formazione di moderne aziende capitalistiche nel quadro di un’agricoltura trasformata capace di tenere il passo dei mercati internazionali.

d) Le localizzazioni industriali, lo sviluppo edilizio, il commercio, e le concentrazioni finanziarie determinano a loro volta grandi spostamenti di massa che spingono alla costituzione di grandi agglomerati urbani, favorendo cosi la crescita delle attività terziarie specie nelle pili grosse città siciliane dove la dilatazione e moltiplicazione degli apparati dei servizi pubblici, di intermediazione finanziaria e gestione dei trasferimenti, creano le condizioni per uno sviluppo massiccio del pubblico impiego.

Interventi importanti

Nel 1991 vengono promulgate, la legge 266/1991 e la legge 381/1991. Attraverso queste norme vengono disciplinati i rapporti tra l’amministrazione pubblica e due nuove forme organizzative: rispettivamente l’organizzazione di volontariato e la cooperativa sociale. Successivamente il D.Lgs. 460/1997 introduce un regime unificato concedendo benefìci fiscali a tutte le organizzazioni non-profit, indipendentemente dal loro statuto giuridico. Alcuni anni dopo la legge nazionale 328/2000 riconosce il terzo settore come partner privilegiato dell’amministrazione pubblica per la programmazione e la gestione delle politiche sociali. La normativa non attribuisce al terzo settore un ruolo puramente complementare bensì una posizione di protagonista di pari importanza sul piano delle regole formali rispetto agli enti pubblici. La legge 328/2000 istituisce quindi, un sistema di “welfare mix” fondato proprio sul riconoscimento delle organizzazioni non-profit e del loro ruolo paritario rispetto a quello delle istituzioni pubbliche. La normativa introdotta a partire dagli anni ’90 pone le premesse per una stretta collaborazione tra terzo settore e istituzioni pubbliche nella progettazione degli interventi nel sociale e nella definizione delle politiche assistenziali.

Nasce la cosiddetta “coprogettazione” che prevede inoltre l’allocazione delle risorse finanziarie pubbliche. Si possono individuare tre livelli di coprogettazione:

• Il livello strategico riguarda la definizione delle politiche assistenziali nel medio/lungo periodo;

• Il livello organizzativo riguarda l’organizzazione dei servizi e la scelta degli strumenti da impiegare per il perseguimento degli obiettivi prefissati;

• Il livello operativo che permette di valutare le interazioni fra responsabili ed operatori, pubblici e privati, nella fase di erogazione dei servizi. La coprogettazione strategica ha presentato una scarsa efficacia. Ciò è da imputare principalmente all’incapacità degli enti locali di sviluppare un’attività di programmazione strategica. Questa incapacità deriva da un lato da una carente formazione professionale e tecnica del personale responsabile e dall’altro dalla mancanza di risorse, sia in termini di tempo che in termini finanziari, da investire in queste attività. La scarsità delle risorse è un problema che coinvolge maggiormente le organizzazioni di terzo settore di modeste dimensioni. Le associazioni grandi e strutturate sembrano, invece, possedere risorse adeguate e una buona capacità progettuale. Sul piano della coprogettazione operativa risultano essere assai diffuse le azioni di coordinamento fra operatori pubblici e privati che si occupano dello stesso campo. Per quanto la presenza delle associazioni non-profit nella gestione e realizzazione di progetti sia stata massiccia, il sistema della coprogettazione ha incontrato diversi ostacoli dovuti alla carente comunicazione tra enti locali e terzo settore. Tale comunicazione, facilmente realizzabile nel breve periodo, diventa difficile da mantenere nel lungo periodo. Anche i rapporti finanziari tra terzo settore e pubblica amministrazione hanno conosciuto, nel tempo, notevoli mutamenti (come conseguenza dei meccanismi di delega operati in favore del terzo per l’erogazione delle prestazioni sociali). Negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno dato in affidamento alle organizzazioni non-profit la gestione di parti molto consistenti sia dei nuovi servizi che di quelli da sempre erogati dagli enti pubblici. Si tratta di una testimonianza forte della rilevanza acquisita oggi dal terzo settore, in quanto attore nella definizione delle politiche sociali e locali. La presenza delle organizzazioni non-profit è diventata dominante nell’ attuazione delle politiche sociali che tradizionalmente hanno rappresentato un campo privilegiato ed esclusivo di operatività delle istituzioni pubbliche (anziani, portatori di handicap e minori …).

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