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Analisi di una politica che non ha prodotto nulla

Dopo una campagna elettorale all’insegna della bassezza morale e culturale, degna del peggior reality show, si sono finalmente svolte le elezioni politiche nazionali. I dati sulla percentuale dei votanti parla chiaro:

1′ 83.6% degli aventi diritto si è recato alle urne con la volontà di contare davvero qualcosa nella vita politica del nostro Paese. Molti elettori, sia di destra che di sinistra, si aspettavano comunque una vittoria schiacciante di uno schieramento sull’altro. Ma così non è stato. L’Unione ha vinto le elezioni, ma per una manciata di voti. Che cosa è successo? Perché un’Italia spaccata nettamente in due? Sono diversi i motivi. Prodi non è riuscito a convincere del tutto i cosiddetti indecisi, il cui voto è spesso determinante. L’Unione non ha saputo dimostrare molta credibilità, poiché racchiude in sé partiti molto diversi fra loro e con obbiettivi spesso opposti. Resta il fatto che la Casa delle Libertà ha condotto negli ultimi mesi una campagna elettorale all’insegna delle menzogne, delle false promesse e del populismo a buon mercato.

Il nostro Premier “corrotto,frivolo e sboccato”(così lo ha definito il quotidiano nazionale spagnolo El Pais) ha tentato con tutte le sue forze di aggrapparsi ad una nave che affondava, sparando proposte da abile venditore quale egli è. Un esempio è stata l’abolizione dell’ICI e delle tasse sui rifiuti urbani che, se approvate, avrebbero sottratto milioni di euro alle casse già povere dei Comuni, con pochi risultati a livello pratico. La campagna del centro destra è poi continuata all’insegna dell’infangamento dell’avversario politico: lo spauracchio diffuso da Tremonti riguardo la volontà dell’Unione di tassare BOT e CCT e di aumentare tutte le tasse in maniera indiscriminata. Tutte menzogne, certo, smentite dai leaders del centro sinistra, ma che hanno fatto ugualmente breccia nel “ventre molle” della nostra società, la società della scarsa cultura e della dipendenza dalla televisione.

Sicuramente, però, anche l’Unione ha delle grosse responsabilità riguardo lo scarso vantaggio riportato sulla CdL. Non ha portato avanti una campagna elettorale incisiva come quella del centro destra e soprattutto non ha saputo dare risposte chiare riguardo il tema “tasse”. Così si possono spiegare i larghi consensi ricevuti dalla Casa delle Libertà. Resta il fatto, però, che l’Unione ha vinto queste elezioni, con una vittoria sì risicata, ma pur sempre una vittoria. Che cosa è successo? Perché un’Italia spaccata nettamente in due? Sono diversi i motivi. Prodi non è riuscito a convincere del tutto i cosiddetti indecisi, il cui voto è spesso determinante. L’Unione dovrà perciò dimostrare all’Italia di potere risollevare la condizione disastrosa in cui si trova il Paese. Dovrà dimostrare di riuscire a mantenere uniti i partiti al suo interno portando avanti gli impegni presi con gli elettori e rispettando i punti del suo programma. Dovrà dimostrare di potere creare uno Stato sociale reale e potere garantire un benessere più diffuso. Dovrà dimostrare che un’ Italia migliore è ancora possibile. «L’italia è una repubblica fondata sul lavoro divisa in due» questa sembra essere la prima considerazione che vien fuori guardando i risultati dell’appuntamento elettorale del 9 e 10 aprile scorsi. Con una più attenta analisi riusciamo a contare il risicatissimo vantaggio di una delle due coalizioni. Risultato: vince l’Unione di Romano Prodi. Come Come?! qui urge un breve riassunto.

Democrazia e popolo

Questa frase riecheggia nel tempo e a distanza di molti armi sono state recepite da uri gruppo di ragazzi a cui dobbiamo dire grazie per riuscire a fare qualcosa che tutti vorremmo e dovremmo fare, ma per vari motivi non facciamo. Questi ragazzi hanno create uri movimento che si chiama “addiopizz0” e il 29 giugno 2004 hanno fatto svegliare Palermo invasa da migliaia di adesivi con su scritto “UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO E’ UN POPOLO SENZA DIGNITA”’. Una frase dura che ha scosso tanta gente. L’0pera di questi ragazzi é andata avanti scuotendo la coscienza dapprima dei siciliani consumatori e poi dei siciliani imprenditori. Quest’opera ha portato più di 7000 persone a sottoscrivere il manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo e 104 imprenditori a dire no al pizzo. Questa lista d’ imprenditori “puliti” é stata pubblicata il 2 maggio 2006 (www.addiopizzo.org). A questi 104 coraggiosi sono pronti ad aggiungersene altri. Cari colleghi questa gente non aspetta che il nostro aiuto, Promuoviamo queste iniziative. Promuoviamo gli acquisti intelligenti. Siamo noi a dover far di tutto per cambiare la Sicilia. Siamo noi che stiamo studiando per diventare la futura classe dirigente di questa terra. E siamo noi che non dobbiamo commettere gli stessi errori fatti dalle attuali classi dirigenti. Non dobbiamo rassegnarci questa contiguità, a questa realtà. L’amore per la nostra terra ci obbliga voltare pagina e riportare la Sicilia ai fasti di un tempo quando non eravamo conosciuti nel mondo per la mafia ma per l’arte, la letteratura, la scienza, per l’archeologia. Colleghi si puo dare di più per la nostra terra. Tanta gente lo ha fatto, tanta gente lo fa

come questi ragazzi di addio pizzo. Ma dobbiamo essere sempre Viva in Sicilia. Si é parlato molto in questi giorni della questione femminile e della necessità di garantire a questa categoria una piena rappresentanza all’interno del parlamento italiano. Le ragioni di questo acceso dibattito sono le difficoltà riscontrate da parte delle donne nell’accedere a cariche dirigenziali e di governo. Il tema e molto delicato e coinvolge l’intero assetto istituzionale e l’idea stessa che si ha della democrazia. Inconsapevolmente o consapevolmente si e tirato fuori dai cassetti una questione plurisecolare che segna il confine fra democrazia liberale e democrazia socialista, o se si vuole giacobina. Da una parte vi la considerazione del cittadino come entità astratta,e perciò i rappresentanti del popolo sono entità astratte, scelti in base a criteri di merito e non in base alla loro appartenenza a questa o a quell’altra categoria;dall’altra vi l’idea di uguaglianza sostanziale che prevede l’intervento diretto dello stato nel rimuovere gli ostacoli che i singoli individui riscontrano nel loro vissuto quotidiano. Seguendo questa seconda linea interpretativa si sono stabilite le cosiddette quote r0sa,che stabiliscono tassativamente il numero delle donne da eleggere e da nominare in Parlamento. L’intervent0 del legislatore e in linea con i dettami della costituzione (art.3 ,comma 2), e trova una sua ulteriore doverosa giustificazione nella considerazione che molte donne che si sono distinte per merito, talento, competenza e professionalità, stentano a raggiungere gli alti gradi nella scala gerarchica e dirigenziale per un connaturato pregiudizio sulla loro presunta inferiorità e incapacità.

Cose di casa nostra (Politica Italiana)

Naturalmente il fatto che sia indagato non presuppone la sua colpevolezza, ma sarebbe impensabile in qualsiasi altro Stato europeo che un rappresentante delle istituzioni possa essere sospettato di avere favori un’0rganizzazione criminale che da sempre agisce in opposizione allo Stato. All’interno dell’UDC dieci deputati regionali su diciassette sono indagati per quel concorso esterno in associazione mafiosa che in Sicilia e diventato un reato tristemente frequente all’interno della classe politica (fonte La Repubblica del 25 novembre 2005). Nonostante ciò alle elezioni del 2001 l’UDC ha ottenuto il 15% di voti in Sicilia, tre volte in più che nel resto d’Italia. Finché non ci renderemo conto che non é così, normale essere rappresentati da genere sospettata di avere rapporti con la mafia, non possiamo sperare che le cose nella nostra regione cambino. Finché non spezzeremo la corda che ci lega da decenni ad una mentalità omertosa e clientelare non possiamo aspettarci niente di positivo per il nostro futuro. Per questo é importante la candidatura di Rita Borsellino, una donna da tredici anni impegnata attivamente nella lotta all’illegalità contro la mafia, che rappresenterebbe finalmente una boccata d’aria fresca all’interno di una politica sempre più corrotta. Ho incontrato la candidata dell’Unione durante un comizio elettorale in un paese siciliano e questa di seguito l’intervista da me realizzata. Quando e perché ha deciso di entrare in politica? Ho iniziato ad ottobre dell’armo scorso, dopo aver visto la grande partecipazione della Sicilia alle primarie, terza regione per affluenza dopo Emilia e Toscana. Non mi ero mai occupata prima di politica, da giovane non ho mai partecipato a manifestazioni o proteste. Sono scmpre stata vicina alla gente, ma in un altro modo (Rita Borsellino é stata dal 1995 presidente di Libera, associazione di Don Ciotti n.d.R), Ho assistito allo sbando del centro sinistra durante la ricerca di chi candida a re, vedi la parentesi Pippo Baudo.

Cosi quando mi hanno chiesto:<< perché non ci provi tu?> ho accettato. Quanto ha influenzato la sua scelta la figura di suo fratello? Come risponde a chi Paccusdi stare strumentalizzando il i suo nome per Hui politici? A chi mi accusa di stare strumentalizzando neanche rispondo, rispondo a te. La figura di mio fratello mi ha influenzata da sempre, ma interiormente, come persona. Io sono una Borsellino – questo é il mio cognome, la mia famiglia, la mia storia. Non ho mai nominato mio fratello in tutta la campagna elettorale, e come hai visto sono stati loro a farne un’ ossessione. La sua morte mi ha cambiata profondamente, ho perso un fratello ho avuto distrutta la mia casa, ma la scelta di candidarmi non può essere ridotta a questo.

degli effetti sulle regioni? La devolution porterà solo danni alla Sicilia perché la lascerà sola con i suoi problemi. E una legge che ci porterà indietro di secoli. La cosa che fa riflettere e che quei famosi 61 deputati siciliani in parlamento, che in cinque anni non hanno fatto una singola legge a favore della loro regione, hanno approvato questa vergogna che probabilmente non sarebbe passata se loro si fossero opposti. Alle ultime elezioni la Sicilia si é riconfermata roccaforte della destra.

Un comunista al Quirinale

Napolitano e il primo comunista presidente della repubblica. Ma come mai un esponente importante del Pci, partito che era il grande partito comunista d’occidente, che ha rappresentato una fetta non indifferente d’Italiani (fino al 35%) ha solo ora occupato una carica cosi importante? C’e da fare una breve analisi storica di quello che e stato il vecchio Pci: ha contribuito massicciamente alla stesura del- la costituzione italiana che e tra le migliori del mondo, da sempre ha combattuto battaglie per la difesa dei diritti sociali e dei diritti dei lavoratori e delle classi più deboli e molte di queste battaglie le ha vinte. Dobbiamo al partito comunista l’evoluzione culturale della nostra nazione perché da sempre e stato quello che é andato contro il vecchiume. L’unico problema del partito comunista italiano e che era dichiaratamente ed apertamente comunista…

Questo fattore che lo legava indissolubilmente all’Urss ha dettato tutto cio che e stato detto: che era un partito antisistema (tesi negata anche da Giovarmi Sartori, uno dei massimi politologi al mondo), che se avesse preso il potere avrebbe fatto dell’Italia uno stato sovietico, che avrebbe ridotto le liberta ..,. Tutto questo condito dalle varie storie sui divoratori di bambini ed altro ancora. Adesso un comunista e presidente della Camera dei deputati, un altro e presidente della repubblica, un sindacalista e presidente del Senato. Ma dove siamo a Cuba? No, siamo in un paese che finalmente nel 2006 ha deciso di svoltare, di aprire la porta delle istituzioni a chi non e democristiano. Siamo davanti alla di una frattura che ha accompagnato tutta la storia repubblicana. ll centro-destra che e in minoranza nulla ha potuto contro tutto questo. Se siamo arrivati a questo modo il cavalier Silvio Berlusconi. I due governi di centrosinistra (1996 e ora 2006) sono sempre iniziati dopo i disastri di Berlusconi. Poi è toccato al governo Prodi e al presidente Napolitano dimostrare quanto vale la sinistra Italiana. Intanto siamo entrati in un nuova fase storica della politica italiana e della vecchia fase trasformista ancora non se sente minimamente la mancanza. Mancano ormai pochi giorni alle elezioni in Sicilia, che stabiliamo chi dovrà governarci per i prossimi cinque anni. Un’elezione che racchiude in sé molte novità: per la prima volta sarà candidata una donna alla presidenza della Regione, Rita Borsellino, per altro scelta attraverso il metodo delle primarie, da poco sperimentato in Italia. Altro elemento di novità é la scissione avvenuta all’intem0 della coalizione di centro destra, che vede il “separatista”. Nello Musumeci come terzo candidato contro Cuffaro e Borsellino, facendo temere, 0 sperare, in una dispersione di voti all’interno dell’elettorato di destra. Elemento presente nel corso di tutta la campagna elettorale e stata la contrapposizione tra Rita Borsellino e Salvatore Cuffaro, una contrapposizione che riguarda ciò che sono: lei alla prima esperienza in politica, ma con un passato di lotta alla mafia alle spalle, lui Presidente uscente della Regione, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Una contrapposizione strabusata e forse un po’ semplicistica, se la si considera come una lotta tra bene e male. Ma il rischio é quello di assuefarsi a ciò che si dice sul nostro Presidente, rimanendo indifferenti a un fatto sostanziale che dovrebbe sconcertarci: il Presidente della Regione e indagato per avere avuto rapporti con Cosa Nostra.

Le funzioni dello stato (3°parte)

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La Costituzione all’art. 97, nella sezione riguardante la pubblica amministrazione, pone una riserva di legge in materia di organizzazione al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialità problema dell’organizzazione viene generalmente affrontato partendo dalla teoria dell’organo che è una derivazione della teoria dello Stato. non è un rapporto diretto come nella rappresentanza, ma un rapporto mediato dall’organo. Quindi non possiamo identificare l’organo con la

persona fisica che ne è titolare. Si sono visti allora gli organi come “istituzione” che attuano la volontà dell’ente e a cui sono preposti gli individui (S. Romano). Ma dietro queste definizioni vi è la visione dello Stato vista nella sua unità. Venuta meno questa sua unitarietà quale sarà la sua relazione con gli organi e degli organi fra di loro? La complessità delle relazioni giuridiche tra gli organi è ormai così evidente che per superarla bisogna ricorrere a minuziose discipline procedimentali che stabiliscono i rapporti tra i vari uffici.

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Dietro il problema dell’organo sta il tema dello Stato di cui non si può dire più se sia un Ente o un aggregato di figure giuridiche soggettive (Giannini); i significati del termine Stato sono così numerosi (ne sono

stati contati 145 nel 1931), da non essere utilizzabili. Oltretutto non è più necessario ancorarsi ad un potere superiore sovrano, perché la sovranità è rimessa al popolo (art. 1 cost.), e negli ordinamenti a sovranità popolare si deve ammettere una molteplicità di centri di potere (pluralismo). In genere l’organizzazione viene in essere allorché viene individuata una funzione (ad es. l’esigenza dello sviluppo del meridione, per cui erano necessari interventi statali straordinari nel campo delle opere pubbliche e dell’agricoltura impose la nascita di un apparato amministrativo, Cassa per i l Mezzogiorno dotata di personalità giuridica

e di mezzi finanziari). Una funzione viene in evidenza e la disciplina che ne consegue viene distribuita e organizzata tra diversi uffici. Gli uffici pubblici sono così numerosi da rendere difficile una classificazione esaustiva. Uffici necessari sono quelli stabiliti da una norma di legge, se invece la potestà di istituirlo è lasciata all’apparato stesso, che può crearlo o meno, si è in presenza di uffici non necessari.

Vi è poi la distinzione in relazione alla durata in ordinari e straordinari. Quelli ordinari sono permanenti, i secondi sono a termine, cosi la Cassa per il Mezzogiorno, molte commissioni ministeriali. Il rischio degli uffici ordinari è quello che durino fino a che una legge apposita non ne dichiari la fine (negli USA sunset laws 1. tramonto). A termine sono pure le amministrazioni per obiettivi o di scopo. In relazione all’area in cui operano, gli uffici possono essere centrali, periferici, locali e misti. Centrali sono i ministeri che operano a Roma, periferici gli uffici dipendenti da quelli centrali ma posti in periferia (Provveditorato agli Studi rispetto al Ministero Pubblica Istruzione). Sono locali gli uffici di amministrazioni autonome, posti in periferia: regioni, comuni, provincie. Gli uffici misti hanno sede centrale, ma rappresentano anche interessi locali (C.E.R. Comitato per l’edilizia residenziale). In relazione alle strutture gli uffici possono essere semplici o complessi: il ministero è un ufficio,complesso.

Le lacrime della credibilità

Il grido di Elsa Fornero ministro annunciando i tagli effettuati per gli italiani consapevoli della situazione e ha anche aperto una nuova era nella politica. Il Ministro del Lavoro italiano, Elsa Fornero, non può trattenere le lacrime durante l’annuncio delle misure di aggiustamento. Fornero, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, ha detto che i tagli sollevato quando ha cominciato a piangere sulla parola “sacrificio”. Poi, Monti ha preso la parola e disse: “Commuoveti, ma correggimi”. Il ministro non piangere, ma pianse. E le sue lacrime non intenzionale il gesto sincero di dolore, tracciare una linea tra il prima e dopo. Prima le lacrime del ministro Elsa Fornero , forse gli italiani come gli spagnoli, come i francesi, non erano pienamente consapevoli che, per superare la crisi, sarà necessario fare sacrifici. io lo so. elsa-fornero_990859tE ‘stato detto, a cuore aperto, la signora Fornero, docente di Economia presso l’Università del Piemonte, fondatore della CERP (una politica di prestigio europeo di ricerca e delle pensioni di sicurezza sociale), una donna che a 63 anni non mai sentito la tentazione della politica fino al suo paese a un passo, gli chiese. Pertanto, ci sono le lacrime di una bella igienista dentale che ha esaltato Silvio Berlusconi alla parte superiore del cambiamento di politica potrebbe non sapere perché. È il dolore di chi, dalla conoscenza, ha intravisto l’oscurità del tunnel e questa volta Domenica sera, dopo molte ore di lavoro, forse dare un volto a uno di quei pensionati che conosce così bene e che, da ora a causa della crisi maledetta, si complicano la vita di nuovo. Le lacrime del ministro del Lavoro, letto alla luce della stampa italiana anche segnare un altro confine. Che di credibilità. Non è la credibilità in Europa e dei banchieri che era quella usata dal presidente Giorgio Napolitano a scendere al potere di Silvio Berlusconi e mettere in atto le tecnocrate Mario Monti. No. La credibilità dei cittadini nei confronti della politica così screditata in Italia, Spagna e Francia, da coloro che sono diventati uno stile di vita e di servizio. “I tecnici hanno anche un’anima” è la prima frase di analisi di Filippo Ceccarelli sulla copertina di La Repubblica. C’è la scoperta. E c’è un’altra frontiera: Oltre la tempesta della crisi, il Governo di Monti ha la possibilità di inoculare i politici della necessità di stabilire un rapporto sincero con i cittadini, e cittadini la possibilità di credere in la politica. Finora, solo Pier Luigi Bersani, il leader del Partito democratico di sinistra sembra aver capito che si può costruire un altro italiano di questo detriti.

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Dalla terra della politica, tanto tempo dissanguato via da chi ha solo usato a suo piacimento, può ancora essere fruttuoso e utile. Le lacrime del ministro Fornero-away in imbarazzo lei e il suo governo, venite all’acqua il futuro. Sacrifici con equità La foto del ministro italiano del Lavoro, Elsa Fornero, riconoscendo il “dolore psicologico” che ha detto ai giornalisti piangono a causa delle impostazioni, delle funzionalità l’immagine di una politica sensibile e umano, che non vengono utilizzati. L’opposto dei volti duri e l’aria di compiacenza con la quale stiamo annunciando qui i tagli. Messo a guardare altrove per la loro politica economica sarebbe auspicabile guardare Monti Mariano Rajoy, invece di Cameron. Tutti i sacrifici posa inevitabile, ma l’italiano proclama la sua distribuzione “abbastanza”. “Abbiamo bisogno di conciliare il rigore delle misure e l’equità.” “Faremo sacrifici,” il presidente Napolitano rivettato, “ma l’Italia divisa. Hai bisogno di conciliare il rigore delle misure e l’equità.”

Fonte: http://www.elpais.com

Mario Monti, economista filo-europeo per il salvataggio

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Berlusconi ha presentato Monti a Bruxelles come “indipendenti” dei candidati nel 1994 a rappresentare l’Italia presso la Commissione europea. Il commissario europeo per dieci anni responsabile del Mercato interno e concorrenza, Mario Monti, appare agli occhi degli italiani come l’uomo della situazione. In piena tempesta monetaria , nel bel mezzo di uno scontro senza precedenti con il resto d’Europa, preoccupati per il contagio della terza economia della Grecia nel continente, Mario Monti appare agli occhi degli italiani come l’uomo per il lavoro . Se ci riesce Silvio Berlusconi come primo ministro, egli non avrà bisogno di partecipare ai suoi colleghi europei, o inviare il vostro curriculum a Bruxelles.

Dopo essere stato Commissario per dieci anni, responsabile del mercato interno dal 1994 al 1999 e al Concorso fino a novembre 2004. In questa veste egli aveva inflitto una multa enorme di 497 milioni a Microsoft, il gigante guidato da Bill Gates, per violazione delle leggi antitrust europee. La sua parola d’ordine è già un programma di governo, “Giù con i privilegi”.

Austero e discreto

Silvio Berlusconi conosce e rispetta. Fu lui che lo presentò a Bruxelles come “indipendenti” dei candidati nel 1994 per rappresentare l’ Italia alla Commissione europea. Egli ritiene che ora appuntamento “inevitabile” a Palazzo Chigi e trasmessa a mezzo telegramma il suo “congratulazioni” per la sua nomina fresca al rango di senatore a vita. “Si dimostra i meriti molto importanti che si sono guadagnati nello sviluppo scientifico e sociale.” Aggiunta di una frase che poteva passare per un cavaliere: “. Vi auguro un proficuo lavoro nell’interesse del Paese”Altri commenti sono all’unisono. Gianfranco Fini, il presidente della Camera dei Deputati, Mario Monti vede “diritto umano” per ripristinare la credibilità d’Italia e la fiducia dei mercati. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, era un compagno di viaggio, la stima e rispetto.

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Luigi Bersani, il leader del Partito Democratico (PD), il treno principale a sinistra, applaude: “Una scelta eccellente che arricchiranno il Parlamento”, ha detto dopo aver appreso è stato nominato senatore a vita. Bella soddisfazione elevato per l’economista con i gesuiti e ha scrupolosamente conservato tutta la sua vita lontano dalla politica. Nato nel marzo 1943 a Varese (Lombardia), il feticcio città leader della Lega Umberto Bossi, ha studiato affari in generale l’Università Bocconi di Milano (dove divenne Presidente del Consiglio di Amministrazione nel 1994). Ha completato la sua formazione a Yale, negli Stati Uniti, sotto la guida del futuro economista premio Nobel James Tobin, prima di tornare ad insegnare in Italia. Mario Monti è un uomo austero, discreto sulla sua vita privata, senza connessione noti per l’establishment politico. “Ci sarà un lavoro enorme da fare”, ha spiegato questa settimana. Ridare fiducia ai mercati comporta l’adozione di riforme dolorose che l’Italia dodge anni, la riforma del codice del lavoro obsoleti, la riprogettazione della questione delle pensioni, quali Bruxelles chiede ancora una volta, l’introduzione di nuove regole per la mobilità sociale, la liberalizzazione dei commerci, il varo di una riforma fiscale e, soprattutto, il rilievo di enorme peso dell’apparato statale, che impoverisce gravemente il bilancio Italia. Un work in progress, è di redigere immediatamente. «Monti è l’unico che può farlo”, dice l’ex presidente del consiglio e presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo.

Italia: fine di un’epoca per Silvio Berlusconi

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Il primo ministro italiano ha presentato le sue dimissioni al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha accettato. Un nuovo governo potrebbe essere formato Domenica. Lo script è stato seguito. Sabato, Silvio Berlusconi è andato al Quirinale a Roma circa 21 ore quando ha presentato le sue dimissioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , ha detto la presidenza in un comunicato. Immediatamente, Napolitano ha iniziato le consultazioni per il prossimo governo. In precedenza, l’ormai ex primo ministro italiano ha presieduto il suo ultimo incontro governo e ringraziato il suo governo, in seguito al voto dei membri che hanno adottato la legge come previsto austerità richiesto dall’Unione Europea . In un’atmosfera carica, i parlamentari hanno votato con 380 voti testo, 26 contrari e due astensioni. Il principale partito di opposizione, il Partito Democratico, non hanno votato per non impedire l’adozione di questi passaggi cruciali. “Oggi cala il sipario su una pagina lunga e dolorosa della nostra storia”, ha detto Dario Franceschini, deputato del Partito Democratico, principale partito di opposizione.

Silvio Berlusconi ha partecipato alla fine del dibattito. Ospitato da manifestazioni di gioia dai suoi alleati nel recinto del Parlamento, non ha parlato. All’esterno, diverse centinaia di manifestanti si erano riuniti con grida di “dimissioni, dimissioni”. Tricolore italiano sbandieratori, sfoggiava alcuni cartelli “bye-bye Silvio!”. “Ciao, e soprattutto non tornare!” Lanciato uno dei partecipanti. Fischiato alla fine del mobile e al suo arrivo al Palazzo del Quirinale, Silvio Berlusconi si è detto “rattristato” per questa ricezione.

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Accusato di aver minato la credibilità del suo paese

Dimissioni di Silvio Berlusconi è un evento importante per l’Italia e l’Europa: dal 1994, ha condotto per tre volte il governo (1994-1995, 2001-2006 e dal 2008 ). Alle 75 e avendo un profondo impatto sulla politica italiana 17 anni, il magnate dei media è accusato di aver minato la credibilità del suo paese. La perdita della maggioranza del Martedì Casa precipitato la sua caduta. Il ritiro di Silvio Berlusconi apre la strada alla formazione di un governo di ampia rappresentanza che avrebbe portato l’ex commissario europeo Mario Monti, attuale Presidente dell’Università Bocconi di Milano e Presidente Onorario della Bruegel cerchio, un economico europeo think-tank. È stato nominato senatore a vita Mercoledì dal Presidente della Repubblica, un decreto inaspettato spianato la strada per la sua nomina a capo del governo. Il corso accelerato di politica italiana è stata guidata da Giorgio Napolitano e legislatori in risposta alla pressione dei mercati questa settimana che ha portato i tassi sui titoli di Stato italiani a livelli che si affacciano sul 7% carta per dieci anni, la soglia che ha visto l’Irlanda e il Portogallo a proposito di cercare l’assistenza della UE. Lo scenario di un sfratto Berlusconi ha alleviato le tensioni in programma nel fine settimana.

Un compito arduo per il nuovo governo

Giorgio Napolitano è stato sostenuto da molti dei suoi omologhi europei e il direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che ha salutato Sabato il “significativo progresso” politiche in Italia. Christine Lagarde ha già soprannominato Mario Monti: “Ho grande considerazione e grande rispetto per lui. Penso che questo è un uomo di grande qualità con la quale ho sempre avuto un dialogo sia successo e molto caldo, “ha detto. Nicolas Sarkozy da parte sua espresso la sua “piena fiducia nell’azione forte ed efficace del capo dello Stato italiano” e lo condusse il suo “pieno sostegno”.

Monti ha l’approvazione definitiva della Camera dei Deputati

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Il primo ministro italiano ottiene 556 voti a favore e 61 contro il paese .- dice andrà avanti, anche se “quasi impossibile” e che la sua priorità è la situazione nella zona euro. La Camera dei Deputati italiana ha approvato oggi il voto finale di fiducia per il nuovo governo italiano composto interamente da tecnocrati e presieduto dall’ex commissario europeo Mario Monti, che è anche ministro delle Finanze. Con 556 voti a favore e 61 contrari, il parlamentare Casa ha dato impulso al nuovo Esecutivo si accinge ad avviare il difficile cammino per raggiungere l’Italia dalla grave crisi economica in cui si trova. Il fiammeggiante primo ministro italiano, Mario Monti , ha detto che la Camera dei Deputati che l’Italia lascerà la crisi del debito, anche se è “quasi impossibile”. L’economista, nominato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per attuare le riforme dell’Unione europea e lasciarsi alle spalle la battuta d’arresto economica che ha scosso il paese, ha avvertito, tuttavia, che durante il suo mandato dovrà prendere decisioni “a tutti piacevoli né facile “. L’ex capo del governo, Silvio Berlusconi , ha dato la sua approvazione al nuovo governo e ha detto che prenderà le redini d’Italia fino al 2013. Come per il Senato, la Lega Nord , il partner del governo Berlusconi, è stato l’unico partito ad opporsi alla creazione di oggi della Giunta, creato in un tempo record di meno di una settimana per cercare di restituire ai mercati fiducia nelle finanze pubbliche in Italia. Il Primo Ministro ha chiesto alle forze politiche che non danno al dirigente stesso un “blind trust, ma vigili”, ha aggiunto: “Siamo qui con umiltà, spirito di servizio e di applicazione del contributo attivo e critico a tutti voi “.

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Nel suo discorso, interrotto molte volte dagli applausi dal pavimento, ha voluto anche fugare i critici che accusano suo Gabinetto per rappresentare il “hard power” e “conflitto di interessi”, dicendo che “sono false di pura fantasia, offensivo fazioni “e che tutta la sua squadra lavorerà per il bene del paese. Monti si riferiva principalmente alla critica l’elezione di Corrado Passera , amministratore delegato exconsejero Intensa Sanpaolo Bank, un’entità con azioni di società come Telecom e Alitalia e ha assunto il portafoglio potente dei Lavori Pubblici, Infrastrutture e dei Trasporti e delle Telecomunicazioni. Monti ha anche annunciato di aver fissato per Martedì prossimo un incontro con i rappresentanti delle istituzioni europee a Bruxelles e non mancherà di tenere un incontro il Mercoledì, “tre” con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, con il quale ha parlato ieri pomeriggio per telefono. Da questo momento – ha detto Monti, l’Italia sarà parte “definitivamente” incontri che continuano a Francia e Germania per risolvere i problemi della zona euro. Oltre a soddisfare con Merkel e Sarkozy, primo ministro italiano è prevista per Martedì un incontro con il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso, a Bruxelles. “La priorità, almeno per me, è la situazione nella zona euro. Pertanto, sarò a Bruxelles il Martedì a pranzo con Barroso. Poi mi incontrerò con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy”, ha dichiarato Monti in una conferenza stampa dopo il voto parlamentare. Ha ricordato che la proposta di Eurobond stesso ha contribuito, come il suo predecessore al ministero dell’Economia, Giulio Tremonti, nel rapporto di maggio 2010 inviata al Presidente della Commissione europea.

Fonte: el pais.com

IL GOVERNO MONTI

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Il primo ministro ha iniziato il suo discorso prima della plenaria del Senato a ore 1. In campo, Monti ha dichiarato che “l’Europa sta affrontando il suo periodo più difficile dopo la guerra”, in linea con la dichiarazione di Angela Merkel questa settimana. Ha anche detto che “il futuro dell’euro dipende da ciò che si fa l’Italia nelle prossime settimane”. Monti ha messo in chiaro che il problema principale in Italia è la sua incapacità di dimostrare una capacità di crescita. “La mancanza di crescita ha annullato i sacrifici” fatti finora per ridurre il deficit. Il primo ministro ha descritto il suo governo come “sforzo nazionale” per affrontare una situazione di “estrema urgenza”. All’inizio del suo discorso, Monti ha voluto rivendicare il ruolo della politica e ha detto che in ogni caso la sua nomina e il profilo del governo significa la supremazia dell’arte dalla politica per affrontare i problemi. Dopo aver presentato il programma, ci sarà una discussione tra i gruppi e il voto è atteso dalle 20.30.

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Venerdì scorso, la Camera dei Rappresentanti ha tenuto una sessione al Senato anche con un voto di fiducia. Questo voto è l’investitura dal potere legislativo, dopo il Mercoledì prestato giuramento i nuovi ministri. I politici devono ora ratificare il nuovo governo, sia a sinistra ea destra, sono stati messi da parte per farne un gruppo di tecnocrati che cercano di stabilizzare la situazione economica. Nove uomini e tre donne di prestigio ed esperienza, il più giovane è di 55 anni nel mondo bancario, l’amministrazione universitaria o diplomazia. Monti si riserva il Ministero dell’Economia. Il superminister Corrado Passera, 57 anni, fino a poco tempo amministratore delegato della potente banca Intesa San Paolo, guiderà un grande ministero che integra lo Sviluppo, Lavori Pubblici e Trasporti. Anche il nuovo capo del governo ha voluto sottolineare espressamente che le donne italiane, denigrato da Silvio Berlusconi – d’ora in poi un ruolo importante di affidare i portafogli degli Interni, della Giustizia e del Lavoro e l’uguaglianza. Mario Monti ha inoltre nominato cinque ministri senza portafoglio. Dopo essere stato allontanato in crisi, da adesso fino al 2013, si prevede che i senatori e deputati eletti nel 2008 rafforzano votare per le misure economiche, alcune delle quali necessariamente hard-che il governo metterà a punto tecniche. Oggi studenti e sindacati hanno protestato oggi in 60 città italiane contro la crisi economica ei tagli favore del diritto all’istruzione. A Milano, Torino, Palermo e Roma, i manifestanti si sono scontrati con la polizia che li ha impedito di continuare la marcia, nel caso di capitale ha cercato di raggiungere il Senato dove i senatori Monti ha rischiato il suo programma di governo. A Milano, un gruppo di diverse centinaia di studenti, secondo la Reuters, ha detto in mattinata contro “il governo dei banchieri ‘di recente formazione. La protesta ha portato a scontri con la polizia quando i manifestanti ha cercato di avvicinarsi al quartier generale dell’associazione bancaria italiana, AGI, e l’ Università Bocconi, che si è formata l’élite finanziaria italiana ed è diventato un simbolo il potere dei tecnocrati.

Fonte: http://internacional.elpais.com

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