Il diritto, la storia e lo stato (2°parte)
Pubblicato da Salvatore - 19/02/12 12:02:31 pm
Oggetto di critica ad un certo punto diviene la società francese con i suoi costumi e i suoi usi, l’autore sostiene che i suoi concittadini riportano tutto alla moda, è questo il metro con cui giudicano quanto si fa nelle altre nazioni, tutto ciò che è straniero è ridicolo agli occhi di un francese ma solo per ciò che concerne le bagattelle, invece per il resto l’aristocrazia ammette che gli altri popoli sono più il popolo a trovarsi in una netta posizione di dominio, in quanto è sovrano e per un principe sarebbe un delitto di lesa maestà fare guerra ai propri sudditi, del resto, anche il Corano dice che bisogna sottomettersi ai potenti, precetto che è impossibile non osservarlo.
Usbek critica i legislatori europei, che per la maggior parte si sono rivelati uomini limitati e che non sono stati all’altezza del compito che è stato affidato loro, essendosi accaniti su dettagli inutili e persi sui particolari, tipico della mentalità di chi ha una visione molto ristretta della realtà e che non potrà assumere una dimensione generale. Spesso i legislatori hanno usato una lingua diversa da quella volgare, rendendo impossibile la comprensione e l’osservanza delle leggi, inoltre spesso hanno abolito senza necessità le leggi preesistenti e di conseguenza hanno provocato nei popoli disordini a causa dei cambiamenti insignificanti. A volte, è necessario cambiare le leggi, ma il caso costituisce l’eccezione e non la regola, il legislatore a tal punto deve procedere con mano assai cauta, usando tutte le precauzioni che necessitano. Spesso i legislatori si sono fatti guidare più dalla ragione che dall’equità naturale, e le loro leggi, di conseguenza sono risultate troppo dure. Le leggi vanno osservate e considerate come coscienza pubblica alla quale la coscienza dei privati deve conformarsi. Rhedi in una lettera a Rica, parla della storia e delle origini delle repubbliche, una forma di governo sconosciuta per il persiano, e dice che i primi governi a noi noti erano le monarchie, solo per caso e col trascorrere dei secoli si trasformarono le repubbliche, prendendo come esempio la Grecia che dopo un diluvio fu abitata da un popolo nuovo e che in seguito si formò una tirannia dei principi che venne sostituita dalle repubblicheche nacquero dalle rovine di tanti regni rendendo fiorente la Grecia. La Grecia mantenne la sua libertà a lungo, trovarono alleati in Asia Minore, e costituirono colonie libere che usarono contro gli attacchi dei re persiani. La Grecia popolò l’Italia, la Spagna, forse anche la Gallia, le colonie greche hanno mantenuto lo spirito di libertà tipico del loro colonizzatore. Anche i popoli della Germania e del Nord erano libere, se sono stati trasformati in tirannie è perché i capi degli eserciti sono stati scambiati per re. L’Asia e l’Africa, sono sempre state controllate da regni dispotici, ad eccezione della repubblica di Cartagine che insieme a Roma costituivano le due potenze che si sono divise il mondo. L’espansione dell’Impero Romano sarebbe stata una fortuna per il mondo, se non ci fossero state distinzioni tra popolo romano e popolo vinto; se si fosse conferita una minore autorità ai governatori delle province e se le leggi contro la tirannia fossero state osservate.
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Data di pubblicazione: February 19, 2012
Categorie: Diritto e società
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Comenti por horny — February 20, 2012 #