L’aumento delle tasse potrebbe anche nei confronti dei giocatori

In seguito all’aggravarsi della crisi economica e finanziaria del nostro paese, tutti gli italiani sono stati chiamati a fare dei sacrifici, in quanto entro il 2013 bisogna raggiungere il pareggio di bilancio.

Come sappiamo, sono state decise dal governo italiano delle imposte che gravano sulla condizioni dei più ricchi, e che sono del 5% per chi guadagna oltre 90000 e del 10% per chi guadagna oltre 150000, istituendo in questo modo quella che prende il nome di tassa di “solidarietà”. Pertanto secondo le previsioni normative di tale manovra che molto presto entrerà in vigore, tutti sono tenuti a contribuire, tutti nessun escluso.rimborsi-fiscali-2011-conto-corrente-iban-come-modificare

In realtà, vi è una categoria di “lavoratori” che si oppone e non vuole assolutamente contribuire: quella dei calciatori che giocano nel massimo campionato di calcio. Queste persone, guadagnano tantissimi soldi essendo strapagati per dare un calcio ad un pallone e si rifiutano di pagare una tassa che li colpisce a malapena. Infatti, basti pensare che il peggiore contratto che un giocatore possa firmare in serie A si aggiri intorno ai 300-400 mila euro lordi, questi verrebbe a pagare appena 40 mila euro per due anni.

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Di certo, non s’impoverisce mica se si considera l’enorme volume di affari che si registra nel mondo del calcio dove c’è gente ( non tutti, ma solo i grandi nomi del calcio italiano e non) che riesce a fatturare anche 10-15 milioni di euro l’anno sia dalla società a cui cede i diritti per le proprie prestazioni, sia dagli sponsor che si assicurano la loro presenza nel corso di uno spot pubblicitario. Contro tale opposizione, molto forte è stata la reazione del ministro italiano per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, la possibilità di una pianta dei giocatori in risposta all’applicazione di nuove tariffe.

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“Se continuano a minacciare di scioperare, il governo dovrebbe raddoppiare il contributo di solidarietà”, Calderoli ha detto in una dichiarazione rilasciata all’agenzia Ansa. L’Associazione Italiana Calciatori ‘(AIC) ha comunicato la scorsa settimana che ha bloccato l’avvio del campionato, che era stato fissato per il 27 agosto, se il club non firma il nuovo contratto collettivo di lavoro che era stato concordato tra le parti. Nei contratti collettivi invece si presume che venga inserita anche la clausola che prevede il pagamento del contributo obbligatorio rappresentato dalla tassa di solidarietà da parte di tutti i giocatori che rispondono ai requisiti detti prima. Saremo curiosi di conoscere l’esito finale di una querelle che mi sa che si porterà per le lunghe, in fondo si sa che, quando bisogna pagare le imposte in Italia è sempre così!

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  1. [...] Il 1 ° gennaio 2005 il sistema di indennità personale è stato abolito e il sistema del credito d’imposta è stata restaurata. Dal momento che questo nuovo sistema, gli importi indicati e riassunti nelle tabelle seguenti, possono essere detratte dalle imposte. [...]

    Pingback por Prestiti Personali e tassazione — October 15, 2011 #

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