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Investimenti borsa

La prima cosa che dobbiamo sapere per investire in borsa è che è facile da fare e che chiunque può farlo. La seconda cosa da sapere è che non esiste un “modo perfetto” di investire nel mercato azionario. Purtroppo non c’è neanche un attivo perfetto o un  prodotto di investimento da scegliere.

Le migliori scelte di investimenti in borsa sono quelle con le quali abbiamo dimestichezza o con quelle che vediamo più compatibili con i nostri obiettivi. Detto questo è vero che scegliere i nostri strumenti per investire risulta più facile con un certo grado di educazione finanziara ma anche senza è importante una volta lanciati, mantenere la pratica e continuare a migliorare nel tempo.

Come far crescere i nostri investimenti? È parallelo alla nostra conoscenza di come investire. Avviarsi è semplice ed è come si impara a risparmiare più soldi, espandere e diversificare i tipi di investimenti che avremo.

Nella sua forma più semplice, ecco i passaggi necessari per investire nel mercato azionario:

  • risparmiare denaro
  • creare una strategia
  • aprire un conto in attivi finanziari
  • avere un conto fondo d’investimento
  • selezionare e acquistare azioni o fondi mutuo
  • risparmiare più soldi
  • investire in azioni e fondi
  • mantenere l’educazione finanziaria
  • occasionalmente riequilibrare il portafoglio

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    Resistenza

    Una resistenza è il concetto opposto al supporto nelle grafiche d’analisi tecnica. La resistenza è una zona immaginaria tracciata da una linea al di sopra del livello di prezzo corrente. In questa zona si prevede un’offerta superiore alla domanda e dunque un movimento ribassista dei prezzi. Se i prezzi battono la resistenza il valore si comporta in modo molto positivo perché “batte le stime”. La linea orizzontale della resistenza si trova sempre al di sopra del prezzo corrente (linea altalenante) e ancora più in su del supporto, che tutti i casi si trova graficamente al di sotto della linea del prezzo. La resistenza ha le stesse funzioni che il supporto, delimitare lo spazio di volatilità del prezzo di un valore o titolo. Quando con la resistenza l’investitore trovava la cura all’ansietà originata da una possibile perdita senza limite o una flessione durissima dei suoi attivi, la resistenza invece delimita l’utopia del guadagno assoluto.  Ricordiamo che il supporto e la resistenza segnalati nelle grafiche sono zone approssimative e non un limite fisso. Inoltre ogni analista può stabilire quelle zone a piacimento originando libertà di opinione sul mercato.

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    Come guadagnare soldi in Borsa?

    Soprattutto bisogna sapere come non perderli. Questa la risposta degli analisti di Financialred.com -che abbiamo incontrato alla fiera della Borsa Spagnola a Madrid (Bolsalia)- quando gli viene chiesto di spiegare il metodo per guadagnare soldi in Borsa . Nessun consiglio ottimista dunque, da parte degli analisti spagnoli; il terrore di questi giorni che si è sparso sui mercati finanziari europei ha colpito duramente i PIIGS e la Spagna è nel mirino di “tutte le agenzie di rating” dice Luis Ortiz de Zarate -autore di diversi libri su analisi tecnica e modelli d’ investimento in borsa- che ci consiglia di allontanarci dai mercati finanziari spagnoli al meno per un periodo. Secondo questo illustre analista spagnolo l’Ibex non è proprio da considerare come una fonte di guadagno nel breve termine, tutt’altro, “sarà soltanto fonte di guadagno per i ribassisti e neanche più di tanto, perché l’indice iberico subirà forti pressioni nel breve termine dal punto di vista fondamentale e le analisi degli esperti possono soltanto prevedere una parte della figura” aggiunge Ortiz de Zarate. Per la maggior parte degli investitori sarebbe pericoloso entrare in questo momento.

    Nel video vediamo una delle conferenze tenute a Bolsalia da uno degli esperti della rete di Financialred. L’analista spiega agli investitori che il metodo per guadagnare soldi è un metodo statistico (elaborato personalmente da ogni analista indipendente) che ci permette di calcolare le perdite e non i guadagni. Cioè un calcolo matematico per prevedere quali saranno le perdite probabili e ridurne il peso in portafoglio. Una prospettiva utile per investire in momenti di forte volatilità.

    Parlare di Borsa

    Ebbene, come tanti blog abbiamo commesso il solito errore di scrivere di economia parlare di Borsa, mercati, e quant’altro senza pensare ad un vero e proprio dizionario finanziario che spieghi meglio determinati termini tecnici che spesso ci mettono k.o. Però prima di addentrarci in innumerevoli tecnicismi da capogiro, pensiamo ad una domanda semplice ma efficace: com’è nata la Borsa? Ecco allora a voi, un po’ di storia.La fondazione delle Borse si fa risalire secondo alcuni al Collegium Mercatorum dei Romani nel V sec. a.C.; altri invece affermano che la Borsa, quale è oggi generalmente intesa, ha avuto origine nel XV sec. nelle città mercantili delle Fiandre, della Francia, della Germania e dell’Italia.

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    Dato il continuo aumentare delle corporazioni di arti e mestieri e delle connesse attività produttive e commerciali, i mercanti e i banchieri sentirono il bisogno di riunirsi a intervalli regolari e in luoghi prefissati, per svolgere i loro affari. Si ritiene che il termine derivi dalla denominazione di una famiglia di banchieri di Bruges, i Van de Bursen, i quali svolgevano il commercio del denaro in un palazzo il cui frontone era ornato dal loro stemma raffigurante tre borse.

    Nel 1487 la città di Anversa, succeduta a Bruges come centro di traffici, fondò la prima Borsa dell’Europa occidentale e diventò la più importante città europea per il commercio del denaro; nel 1561 ad Amsterdam fu fondata una Borsa che sostituì quella di Anversa e che si dedicò sia alle contrattazioni di merci sia a quelle di valori. A Londra Thomas Gresham aveva fondato nella City, sin dalla seconda metà del XVI sec., il Royal Exchange che nel 1773 assunse il nome attuale di Stock Exchange.

    In seguito furono costituite numerose Borse nelle principali città europee: nel 1685 fu fondata la Borsa di Berlino, nel 1699 quella di Basilea, nel 1762 quella di Vienna, nel 1792 quella di New York, meglio conosciuta sotto il nome di Wall Street dal nome della strada in cui si trova; nel 1801 quella di Bruxelles, nel 1808 quella di Milano, nel 1821 quella di Roma, nel 1831 quella di Madrid, nel 1850 quella di Ginevra, e in seguito quelle di Genova, Torino e di altre città italiane.

    Le Borse hanno anche favorito la rapida mobilizzazione dei capitali e la loro concentrazione in imprese sempre più importanti nel campo nazionale e internazionale. Hanno così  reso possibile il grande sviluppo del capitalismo commerciale e industriale e dell’attività economica europea a partire dal XVI sec. Durante il XIX sec. e più ancora nel XX le Borse, in particolare quelle di Londra, New York e Parigi per la loro importanza finanziaria, svolsero la funzione di catalizzatori dell’economia mondiale, a ciò facilitate dai più perfezionati mezzi di trasporto e di comunicazione, dai più rapidi ed efficienti strumenti di informazione e di esecuzione degli ordini, dal più diffuso uso dei magazzini generali di deposito e delle sovvenzioni creditizie sulle fedi di deposito e note di pegno (warrants), dalla maggiore funzionalità delle banche e dalla creazione delle stanze di compensazione, nonché da una più completa e aggiornata legislazione che disciplina tutta la materia e dal coordinato e pieno riconoscimento degli usi di Borsa, cioè di norme speciali di rilevante importanza formale e sostanziale, sempre osservate, integrative delle norme di legge e aventi eguale obbligatorietà.

    Borsa

    Rappresentano il proseguimento logico e nel tempo, in forma moderna e continuativa, delle grandi fiere ed esposizioni periodiche che si tenevano nei secoli precedenti. Vi vengono trattati beni di forte produzione e di largo consumo (metalli, carbone, petrolio, gomma, cereali, caffè, zucchero, semi oleosi, vini, lana, cotone, seta, ecc.) in quantitativi tipici denominati lotti su campione o su denominazione univoca della specie preventivamente determinata, con notevole possibilità di trasmissibilità nel tempo e nello spazio.

    Le contrattazioni si intendono a termine (cioè a scadenza fissa), sono svolte da personale autorizzato (commissionari o mediatori) e sono vincolate a condizioni particolari e a schemi tipici che regolano il mercato. La pluralità delle contrattazioni dà luogo alla formazione di prezzi medi utilizzati per la compilazione del listino che assume funzione ufficiale e quindi vincolante, per ogni riferimento di giusto prezzo nelle transazioni fuori Borsa e nelle piazze circostanti, nelle controversie, nelle liquidazioni coatte. I rapidi mezzi di comunicazione e la pubblicità che viene data a questi listini ufficiali permettono, con opportune operazioni di arbitraggio da parte della speculazione, di ottenere un quasi generale allineamento o livellamento dei prezzi su scala mondiale. La sola Borsa merci esistente in Italia, intendendo come tale un istituto funzionante analogamente alle Borse valori, è quella di Milano. In altre città quali Genova, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, ecc. si svolgono rilevazioni di prezzi e contrattazioni senza che si abbiano però le limitazioni e le garanzie offerte dall’istituzione delle Borse ufficiali.

    Fiat, giù a Piazza Affari (-3,4%) dopo la presentazione del piano e i conti trimestrali

    Dopo l’addio alla presidenza Fiat di Luca Cordero di Montezemolo il lingotto presenta i conti trimestrali. Un risultato “ottimo” secondo il mercato visto che le azioni Fiat continuano il rally. La compagnia ha ottenuto infatti un risultato prossimo al pareggio con perdite pari a 21 milioni di euro e ricavi pari a 12,9 miliardi di euro. Un aumento, quello dei ricavi, che a confronto con un anno fa segna un ottimista +14,7%.

    Stiamo raggiungendo gli obiettivi del 2010” conferma Fiat che prevede un utile, a fine anno, di 1,2 miliardi contro i 5 miliardi di indebitamento che il lingotto si trascina dietro dopo la crisi. Tuttavia, anche se il nuovo piano industriale potrebbe portare ad uno scorporo del comparto auto preparandolo per l’era dell’automobile post crisis, Segio Marchionne non ha ancora pronunciato la data esatta di questo avvenimento. Intanto le borse che premiavano ieri il piano industriale della Fiat con un +9% nel prezzo delle azioni quotate a Paizza Affari (Ftsemib All Share) lasciano oggi calare di nuovo il titolo dopo il rally.

    Montezemolo passa il timone a John Elkann. Foto: larazon.com

    Montezemolo passa il timone a John Elkann. Foto: larazon.com

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