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Economia e commercio

Una seconda fattispecie, ben distinta dalla precedente è, per La, quella del contoterzismo che riguarda l’artigiano, l’operaio industriale o la piccola impresa e che può avere carattere strutturale o può invece essere tipico dei momenti d i start up per diventare poi diseconomico nei momenti di consolidamento produttivo; comunque sia si tratta dell’altra faccia del lavoro legale: u n doppio, o un’ombra che i n qualche modo ne consente la sopravvivenza. Infine l’ultima forma è quella della criminalità organizzata dove i l lavoro nero è eretto a sistema di mercato creatore di ricchezza e di impieghi clandestini.

Infine possiamo segnalare distinzioni d i lavoro sommerso che fanno riferimento alle categorie sociali che vengono coinvolte e che disegnano problematiche occupazionali e sociali profondamente diverse. Un significato assume infatti il sommerso per quelle persone, soprattutto giovani, che si trovano in una fase d’ingresso nel mercato del lavoro; senso ben diverso ha invece quando forme di lavoro in parte o completamente irregolari coinvolgono una popolazione adulta, soprattutto donne, che altrimenti non troverebbero altra opportunità lavorativa. Una volta giunti a una definizione condivisibile e condivisa (come quella fornita dallo SNA) di ciò che è da intendersi con lavoro sommerso, il problema della sua identificazione nella realtà e quindi della sua quantificazione e qualificazione non è tuttavia completamente risolto.

Identificare significa infatti riconoscere o individuare in base a una sufficiente quantità di elementi probanti. Secondo il dizionario della lingua italiana, sommerso è ciò che è completamente ricoperto dalle acque. Sappiamo tuttavia bene come sia difficile identificare in modo chiaro e preciso qualcosa che si trova completamente immerso nell’acqua; quand’anche la profondità a cui si trova è tale da lasciare intravedere l’oggetto, ne potremo avere un’idea approssimativa ma mai un’immagine fedele.          Per ottenerla esistono due soluzioni possibili: o ci immergiamo dotati di una maschera da sub che ci consente una visione chiara ma molto limitata per quanto riguarda l’ampiezza dello spettro visivo, o cerchiamo di abbassare il livello dell’acqua facendo emergere ciò che è sommerso. Uscendo dal mare delle metafore e tornando al lavoro, queste due operazioni (immergersi con una maschera da sub o abbassare il livello dell’acqua) corrispondono ad altrettante possibilità che abbiamo per arrivare a misurare e, più in generale a conoscere, tale fenomeno: in un caso, attraverso indagini dirette si può arrivare ad avere una visione realistica e dettagliata, ma circoscritta e non generalizzabile del lavoro sommerso; nell’altro caso, attraverso metodologie indirette si può tentare di far abbassare il livello dell’acqua e lasciare che, dalla manipolazione di dati di carattere macroeconomico, emerga almeno parzialmente ciò che normalmente è sommerso. Prima di passare in rassegna alcuni esempi di entrambe queste possibili metodologie, va tuttavia ricordato che, vista la già citata particolare natura del fenomeno analizzato, come sostengono Shneider e Enste (Shneider, Enste 2000) stimare l’economia sommersa può essere considerato come il compito nello svolgere il quale la pervicacia e la passione scientifica di conoscere l’inconoscibile raggiungono il loro apice. Va inoltre tenuto presente che, come è stato messo in evidenza dalla letteratura, se è indubbiamente importante poter stimare la presenza di lavoro sommerso presente in uno stato, in una regione o in un determinato contesto territoriale, assai più importante risulta capire le ragioni che stanno alla base di tale presenza e gli aspetti dinamici che la caratterizzano.

Economia aziendale

Una definizione è il complesso degli elementi volti a caratterizzare e circoscrivere un’entità sul piano concettuale. Se qualsiasi fenomeno prima di essere analizzato necessita di essere definito, tale necessità diventa assolutamente imprescindibile nel caso del lavoro non regolare. Proprio perché abbiamo a che fare con qualcosa che, per sua natura, non è immediatamente evidente (dal momento che le persone coinvolte in queste attività non desiderano essere identificate e le attività sono costituite proprio per sfuggire alla registrazione e all’identificazione) è ancora più necessario chiarire a cosa ci riferiamo quando parliamo di lavoro sommerso. Che esista una notevole opacità intorno a questo concetto lo si ricava dalla molteplicità delle espressioni utilizzate per identificarlo. Proporne un catalogo non rientra negli obiettivi di questo lavoro, tuttavia, richiamarne alcuni tentando di sistemarli e proporne una qualche classificazione, oltre a fare un po’ di chiarezza ci può aiutare a comprendere tutte le sfumature con le quali questo fenomeno si presenta nella realtà. Scorrendo la letteratura scientifica, e specialmente quella di carattere sociologico, scopriamo l’esistenza di una vasta serie di espressioni che tendono ad associare queste forme di lavoro non regolare all’aggettivo nero (lavoro nero, al nero, in nero). Si tratta di un aggettivo che rimanda al contempo a ciò che sfugge alla vista (in tal senso vanno lette anche le espressione utilizzate di lavoro clandestino, occulto, nascosto) e a qualcosa di connotato negativamente. La denominazione di lavoro nero sembra tuttavia inappropriata, non solo perché generica ma per due ordini differenti di motivi. In primo luogo non sempre siamo di fronte a forme di lavoro che, per quanto difficilmente quantificabili, sono completamente occulte o clandestine; in secondo luogo l’idea di un lavoro nero rimanda naturalmente alla contrapposizione con un lavoro bianco, contrapposizione questa che non dà conto di (la vasta gamma di grigi rappresentata da quelle tipologie sone non autorizzate, sia la produzione di beni e servizi la cui vendita,distribuzione e possesso sono proibiti dalla legge. In questo ultimo caso esiste illegalità in senso stretto in quanto ci si riferisce ad atti d i violazione della legge penale.

Economia informale. Fa riferimento a unità istituzionali produttive caratterizzate da un basso livello di organizzazione; poca o nessuna divisione tra lavoro e capitale; relazioni d i lavoro basate per lo più sull’occupazione occasionale, parentale o relazioni personali o sociali i n contrapposizione ai contratti informali. Le attività informali non vengono necessariamente svolte per evadere le tasse o altri contributi sociali e quindi non sono da includere nel sommerso economico.

3. Economia sommersa. Indica tutta quella produzione legale di cui la pubblica amministrazione non ha conoscenza per diverse ragioni (evasione fiscale; evasione dei contributi sociali); non osservanza d i regole dettate dalla legge relativamente a: salario minimo, numero di ore lavorate, sicurezza sul lavoro ecc.; mancato rispetto delle norme amministrative e mancata compilazione dei questionari statistici o d i altri moduli amministrativi. Nell’ambito di tale definizione viene quindi ricompreso sia il sommerso economico, che ha come fine quello di evadere o eludere le norme vigenti d i tipo fiscale e/o in materia di lavoro allo scopo di ridurre i costi di produzione, sia il sommerso statistico, quello derivante cioè dalla mancata rilevazione causata da difficoltà di varia natura a carico vuoi delle unità produttive vuoi degli enti preposti.

Economia aziendale

L’economia aziendale è quella branca dell’economia che si occupa di elaborare teorie e conoscenze utili al fine di ottenere una buona gestione economica dell’impresa o dell’azienda in questione. In pratica, si tratta del sempreverde imperativo “massimizzare gli utili”. L’economia aziendale è una delle più antiche e più studiate scienze economiche, ed addirittura una delle più rilevanti all’interno delle cosiddette scienze umane e sociali.

economia aziendale

Esistono due visioni di fondo nella prospettiva economica aziendale: la visione microeconomica e l’approccio macroeconomico. In che cosa differiscono queste due famiglie? Il punto di vista microeconomico si occupa dell’analisi delle imprese e delle aziende partendo da un approccio di tipo micro, ovvero si considerano le varie possibilità di scelta da parte di un singolo consumatore o di una singola categoria di beni. E’ una buona scelta porre in vendita quel determinato articolo a quel prezzo? E’ un prezzo di mercato?

Invece la prospettiva macroeconomica si basa su una visione sistemica: quanto potranno ottenere una serie di imprese da una vendita di un numero x di oggetti ad un prezzo y? Si valuta l’insieme della tipologia di imprese presenti sul mercato e si valuta quante di esse potranno realmente sopravvivere, o quante ne potranno nascere nel caso ci sia spazio all’interno del mercato per nuove aziende. Si tratta di un argomento di studio tra i più gettonati anche per chi, finito il liceo, desidera ottenere l’indomani una posizione lavorativa sicura e il più possibile stabile e redditizia. Anche se tutte queste certezze sono state messe a dura prova dalla crisi mondiale che ha travolto anche l’Europa e il nostro paese.

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