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Decreto anti crisi

Il decreto anti crisi del governo italiano ha racchiuso al suo interno variegatissime norme che talvolta hanno ben poco a che fare con interventi operativi per contrastare la crisi. Si tratta a tutti gli effetti di un ombrello legislativo che copre aree che vanno dal contrasto al gioco d’azzardo a normative sui sacchetti della spesa, o ancora norme riguardanti la regolarizzazione di colf e badanti, normative riguardanti i rimborsi per il caso Alitalia e così via.

Tiepidi gli articoli che si occupano delle normative riguardanti la lotta ai cosiddetti “paradisi fiscali” e alla lotta all’evasione fiscale e all’economia sommersa, o in nero. Fonte di particolare acritudine e critica è stata l’ambigua norma a proposito del cosiddetto “scudo fiscale”. Vediamo in dettaglio di cosa tratta questa controverso articolo del decreto anti crisi. Lo scudo fiscale può essere definito come una “corsia preferenziale” per il rientro dei capitali detenuti all’estero dagli imprenditori italiani in maniera illecita. Sui quali, cioè, non sono state pagate tasse e non sono mai stati dichiarati alla dogana. I capitali, in cambio di un quasi simbolico contributo percentuale da fornire alle casse dello stato del 5% dell’intero importo, in cambio del quale si soprassiede sulla violazione delle norme riguardanti l’espatrio dei capitali, e le conseguenti indagini sull’origine del capitale stesso, e le annesse salatissime multe.

Questa normativa, seppure ha avuto il merito di fornire liquidità e denaro corrente alle casse dello stato per interventi di arginamento riguardanti la perdita di lavoro di numerosissime persone, ha anche sollevato dubbi riguardanti l’eventuale fonte illegale dei capitali stessi. Si è anche rilevato come i capitali rientrati potrebbero essere fonte di riciclaggio da parte di pericolose organizzazioni criminali come mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Deficit publico

Il problema del deficit pubblico in Italia è un problema su cui intere generazioni di governanti (non troppe, data l’età media delle stesse e il ridottissimo intercambio generazionale) si sono scontrate, spesso senza troppi risultati tangibili. Si definisce il deficit publico come la differenza tra entrate e spese nell’anno corrente. Ad esempio, se nel 2009 sono entrati X miliardi di euro e sono stati spesi per vari interventi 2X miliardi di euro, nel 2009 avremmo un deficit di X miliardi di euro. In che cosa si differenza il deficit dal debito? Il debito è una serie consolidata di deficit. Cioè, se i deficit, al posto che essere corretti anno dopo anno si accumulano, questo diviene nel corso del tempo debito pubblico.

Il debito pubblico è la grande piaga del nostro paese, e fino all’inizio degli anni Novanta era in piena esplosione. Era giunto persino a sfiorare il 120% del prodotto nazionale lordo (PNL). Di questo debito, ogni anno, bisogna rendere “servizio agli interessi”, ed è spesso una voce rilevante in un paese fortemente indebitato come il nostro.

Al giorno d’oggi, per fortuna, le spese statali sono sotto controllo, sia a livello nazionale da parte della Corte dei Conti che a livello Europeo, e possiamo dire che anche in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando oggi, il deficit dello stato, pur avendo sforato le condizioni poste dalle direttive europee, è nel contesto attuale pienamente accettabile (recessione significa meno entrate e dunque, anche se le spese restano al livello dell’anno precedente o diminuiscono di poco, il deficit sarà comunque elevato). Il nostro debito resta comunque tra i più alti in Europa e nel mondo, pur non essendo paragonabile al livello d’indebitamento nipponico, in cui debito raggiunge un 180% sul PNL annuo.

Economia aziendale

L’economia aziendale è quella branca dell’economia che si occupa di elaborare teorie e conoscenze utili al fine di ottenere una buona gestione economica dell’impresa o dell’azienda in questione. In pratica, si tratta del sempreverde imperativo “massimizzare gli utili”. L’economia aziendale è una delle più antiche e più studiate scienze economiche, ed addirittura una delle più rilevanti all’interno delle cosiddette scienze umane e sociali.

economia aziendale

Esistono due visioni di fondo nella prospettiva economica aziendale: la visione microeconomica e l’approccio macroeconomico. In che cosa differiscono queste due famiglie? Il punto di vista microeconomico si occupa dell’analisi delle imprese e delle aziende partendo da un approccio di tipo micro, ovvero si considerano le varie possibilità di scelta da parte di un singolo consumatore o di una singola categoria di beni. E’ una buona scelta porre in vendita quel determinato articolo a quel prezzo? E’ un prezzo di mercato?

Invece la prospettiva macroeconomica si basa su una visione sistemica: quanto potranno ottenere una serie di imprese da una vendita di un numero x di oggetti ad un prezzo y? Si valuta l’insieme della tipologia di imprese presenti sul mercato e si valuta quante di esse potranno realmente sopravvivere, o quante ne potranno nascere nel caso ci sia spazio all’interno del mercato per nuove aziende. Si tratta di un argomento di studio tra i più gettonati anche per chi, finito il liceo, desidera ottenere l’indomani una posizione lavorativa sicura e il più possibile stabile e redditizia. Anche se tutte queste certezze sono state messe a dura prova dalla crisi mondiale che ha travolto anche l’Europa e il nostro paese.

Sudafrica 2010 vende televisori

Mentre ci avviciniamo i Mondiali Sudafrica 2010, la percentuale di vendite di televisori cresce all’impazzata. Da quanto spiegano dipendenti di alcuni negozi italiani, l’acquisto di TV è aumentato di quasi un 40 per cento nelle ultime settimane. Il fenomeno delle vendite di televisori non fa comunque eccezione ai livelli di produzione mondiale e i guadagni generati dal mondiale 2010 si fanno sentire praticamente in tutti i settori . I più ricercati sono quelli di ultima tecnologia, anche se i loro prezzi sono di solito i alti, ma i consumatori fanno ricorso a prestiti personali per acquistarne uno. Tra i piu venduti ci sono i televisori che dispongono di tecnologia LED e LCD 3 D. Gli acquisti effettuati da appassionati di sport è sono riusciti a battere il record di vendite lo scorso Natale, quando un solo negozio riuscì a vendere più di 40 televisori in una sola giornata.

La palla del mondialie

La palla del mondialie

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