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INPS

Il campione attuale consiste in tutti gli individui nati il 10 marzo, giugno, settembre e dicembre di ogni anno nel campione che hanno aperto almeno una posizione presso l’INPS. Il nuovo accordo firmato da fRDB e INPS nel 2007 ha proposto un aumento del numero di individui selezionati: il campione comprende tutti gli individui nati in 24 date diverse, ed è quindi probabile che sia 6 volte più grande di quello attuale.

La raccolta dei dati originali è fortemente influenzata dal modo in cui è organizzata l’attività dell’Istituto. Ogni reparto di INPS è dedicata ad una specifica attività, e ciascuna di esse lavora con un archivio specifico. Gli archivi differenti possono essere abbinati con il codice di identificazione personale (PID), un codice fiscale confidentialised che identifica individui.

Vale la pena notare che il pid non identificano in modo univoco osservazioni in ogni archivio, perché i dati vengono registrati da “posizioni contributive” per INPS. Questo significa, per esempio, che:

lo stesso individuo può avere diverse posizioni contributive correnti in diversi archivi;

lo stesso individuo può avere contemporaneamente più di una posizione contributiva con la stessa azienda o con aziende diverse.

Di conseguenza, pid più bisogno di essere riassunti / selezionati in base ad obiettivi specifici.

Struttura dei dati INPS archivio:

Descrizione dei dati disponibili

Qui si può trovare una breve descrizione degli insiemi di dati disponibili.

D – ARCHIVIO DEMOGRAFICA (elenco delle variabili)

Questo archivio contiene informazioni demografiche generali su tutti gli individui che sono stati selezionati nel campione, vale a dire individui nati il 10 marzo, giugno, settembre e dicembre di ogni anno. I dati sono aggiornati al 2005.

L’archivio raccoglie demografico persone che hanno aperto almeno una posizione presso l’INPS (qualunque essa sia). In pratica, questo esempio è molto più grande di ogni singolo campione di ciascun archivio, ma può essere abbinato ad uno qualsiasi degli archivi in cui il PID (codice di identificazione personale) è disponibile. Il vantaggio di questa unione consiste nell’avere la possibilità di importare informazioni demografiche quando non è disponibile nell’archivio specifico. Questo è sempre vero, per esempio, per la data della morte e il paese di nascita.

E – ARCHIVIO Lavoratori (elenco delle variabili)

In questo archivio si trovano informazioni sui lavoratori impiegati nel settore privato, escluso il settore agricolo, che sono assicurati presso l’INPS. Records spaziano tra il 1985 e il 2004. Data la grande quantità di informazioni, vi è un archivio separato per ogni anno.

F – IMPRESE ARCHIVIO (elenco delle variabili)

L’archivio contiene informazioni di carattere generale su qualsiasi impresa associata con le posizioni contributive degli individui selezionati nell’archivio dei lavoratori. Data la particolarità della selezione, l’archivio non può essere considerata pienamente rappresentativa dell’universo delle imprese italiane.

L’archivio ha una struttura del pannello, con un record per ciascun anno 1997-2002 per ogni azienda.

P – PENSION ARCHIVIO (elenco delle variabili)

Questo dataset raccoglie informazioni su tutti i trasferimenti pensionistici registrati tra il 1985 e il 2006. Ci sono diversi tipi di pensioni erogate da fondi diversi, entrambi appartenenti all’INPS e agli istituti di altra pensione (ad esempio INDAP, IPSEMA).

S – AUTONOMI ARCHIVIO LAVORATORI (elenco delle variabili)

Questo archivio contiene informazioni sui lavoratori autonomi, appartenenti alla categoria di artigiani e commercianti (Artigiani e Commercianti). Individui estratti sono quelli che hanno lavorato in una ditta con almeno un membro non-dipendente (self-datore di lavoro) che sono stati selezionati per il campione (ad esempio gli individui nati il 10 marzo, giugno, settembre e dicembre).

Presto disponibile!

ASSISTENZA NAZIONALE

La sezione di assistenza nazionale comprende 7 diversi archivi: indennità di disoccupazione ordinaria e la costruzione di disoccupazione i lavoratori delle prestazioni sociali, la disoccupazione dei lavoratori agricoli previdenziali, indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e speciale lay-off di fondi, di mobilità e speciale Programma nazionale per l’occupazione. Ogni archivio copre un tipo di assistenza pagato per particolari categorie di lavoratori.Ogni archivio copre un diverso periodo di tempo, di solito tra il 1995 e il 2004.

INPS

Inps-i-dati-sulla-Cassa-integrazione

L’INPS, acronimo di Istituto Nazionale Previdenza Sociale, è il più grande ed il più importante Ente pensionistico d’Italia, al quale sono iscritti la grande maggioranza dei lavoratori dipendenti, sia del settore privato, sia di quello pubblico, ma anche tantissimi lavoratori autonomi non iscritti ad altre casse previdenziali.

Questo istituto, oltre ad erogare le pensioni in base all’anzianità ed all’ammontare dei contributi versati, eroga anche tutta una serie di prestazioni assistenziali a favore di tutti coloro che rientrano nella gestione di quello che viene comunemente definito come il welfare, il cosiddetto “stato sociale“.

Da un lato l’Inps eroga le pensioni di anzianità, quelle di vecchiaia, quelle per inabilità al lavoro e quelle retrocesse ai superstiti attraverso il meccanismo della reversibilità, mentre dall’altro paga gli assegni sociali, quelli per le invalidità civili e le pensioni minime.

In caso di malattia, infortunio, licenziamento, situazioni che momentaneamente o definitivamente interrompono l’attività lavorativa, l’indennità viene riconosciuta dall’INPS ai lavoratori al fine di prolungare il reddito se le condizioni lo richiedono.

L’INPS trova la sua ragion d’essere nell’ART. 38 della Costituzione, che riconosce ai lavoratori il diritto di disporre di mezzi adeguati al loro sostentamento, in caso di vecchiaia, invalidità, disoccupazione involontaria (licenziamento).

La Costituzione prevede anche che ogni cittadino sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale e in questo senso c’è proprio una lista di categorie protette (invalidi civili, vedove, orfani, ecc.) cui l’Ente di previdenza può destinare i fondi relativi alla sussistenza.

In conclusione, nel caso di un lavoratore privato, i contributi all’INPS li paga il Datore di lavoro ( compresi gli assegni familiari). Le ultime riforme hanno introdotto la possibilità di “Ricongiunzione” che consiste nel cumulare tutta la contribuzione anche se si proviene da sistemi contributivi diversi (diversi lavori in cui si è versato contributi a fini pensionistici).

Inps disoccupazione

I dati dell’ INPS sulla disoccupazione fanno pensare ad un periodo di crisi estremamente duro anche per l’anno 2010. Nonostante i proclami ottimisti dei governanti europei e l’invito all’ottimismo di Obama, l’economia mondiale non sembra uscire dalla crisi economica attraverso una dinamica di ricrescita rapida come era stato in altre occasioni di crisi, seppur più circoscritte, regionali o di minore intensità.

Schermata sito Inps (Istituto nazionale providenza sociale)

Schermata sito Inps (Istituto nazionale providenza sociale)

Le domande d’ indennità per disoccupazione in un anno sono cresciute esponenzialmente, e siamo ormai ad un livello di disoccupazione che supera abbondantemente l’8%. E nonostante le previsioni, il livello di occupazione italiano nei primi mesi del 2010 si è ulteriormente ridotto dello 0,1%. Un segnale di stabilizzazione della crisi, vero, ma di certo non un segnale incoraggiante. E se è vero che in paesi come la Spagna o la Gran Bretagna la crisi si è abbattuta con violenza nel mondo del lavoro (nella penisola Iberica addirittura si superano abbondantemente i quattro milioni di “parados”, di disoccupati), anche nei paesi più tradizionalmente rigidi nel mercato lavorativo come Francia e Germania hanno risentito notevolmente dell’urto e della gelata dei consumi proveniente da oltreoceano.

Un settore, quello finanziario, che con la sua crisi ha travolto l’intera economia, e l’ha trascinata nel baratro della recessione. Le casse integrazioni da parte di operai e metalmeccanici nel nostro paese sono state letteralmente prese d’assalto, e ci si augura una fuoriuscita entro breve tempo, possibilmente attraverso una “exit strategy” ben studiata e lungimirante. Il nostro paese è uno dei pochi nell’Unione Europea che (per motivi di dubbia validità) ancora non ha introdotto alcun sussidio di disoccupazione.

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