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Riforme e politica

La sinistra, che sul terreno della riforma agraria era riuscita a creare un largo fronte vincente che inglobava le masse dei contadini cattolici e aveva come referente politico all’interno dello schieramento democristiano il vecchio nucleo popolare (Alessi-Milazzo), non riuscì a realizzare alleanze altrettanto vaste nel campo dell’autonomia dei comuni, della redistribuzione dei poteri e cosi via. In questa mancata riforma dello Stato è da ricercarsi una delle radici antiche della degenerazione dell’istituto autonomistico. 2. Malgrado la mancata riforma dello Stato che avviò il processo di accentramento a Palermo della vita amministrativa della regione, di lottizzazione assessoriale, di svuotamento persino dei momenti di autonomia esistenti nelle vecchie strutture prefasciste la vicenda delle province, il commissariamento semipermanente nei consorzi di bonifica) purtuttavia i l processo autonomistico ha avuto una funzione positiva tutte le volte che è stato possibile gestire insieme potere legislativo e utilizzazione delle risorse prevista dallo statuto sulla base di una forte proposta progettuale avanzata e

sostenuta da movimenti di massa anche in collegamento o anticipando analoghe spinte a livello nazionale.

Non è qui i l caso di una analisi completa dell’attività legislativa dell’Assemblea regionale siciliana ma a titolo esemplificativo non posso non riferire ai fini del discorso che stiamo svolgendo alcuni episodi di particolare valore. Oltre alla legislazione sulla rirorma agraria vanno ricordati cosi: l’istituzione di un primo embrione della pensione sociale (l’assegno ai lavoratori anziani senza pensione); alcune anticipazioni di riforma tributaria come l’abolizione dell’imposta di consumo sul vino, l’esenzione di imposta e sovraimposta fondiaria dei coltivatori diretti fino a 5.000 lire di imponibile catastale2; forme originali di credito (il fondo di rotaóooe dell’Eras oggi Esa, la costituzione dell’Ircac, istituto di credito alla cooperazione), alcuni aspetti della legislazione industriale. Ma, naturalmente, i poteri legislativi della regione sono stati anche fonti di errori e peggio (per tutti basta citare la disastrosa legislazione sulle esattorie). Questo variegato bilancio deriva naturalmente soprattutto dal diverso grado di chiarezza e di spinta del movimento democratico sulle varie questioni di fronte a un istituto come la assemblea regionale, pronto a recepire con immediatezza le spinte positive che provengono dalla società siciliana.

Anche recentemente, ad esempio, sia pure in un periodo di crisi grave dell’autonomia siciliana, su un problema di grande attualità e grande avvenire, è stato possibile fare approvare dall’assemblea e successiva mente fare applicare dagli organi amministrativi della regione un insieme di norme per la difesa dell’ambiente contro la speculazione edilizia e per la istituzione di parchi naturali che sotto la spinta dei movimenti ecologici (Wwf, Lega ambiente-Arci, Italia Nostra) e con l’appoggio di forze sociali e politiche della sinistra hanno permesso di salvare zone importanti come la Costa dello Zingaro in provincia di Trapani, il Lago di Vendicari in provincia di Siracusa, ecc.

Questo potere legislativo, che costituisce i l vero pilastro dell’autonomia siciliana, è stato sottoposto nel tempo a un grave processo di erosione a causa di una serie di fatti e di tendenze di carattere politico ed economico-sociale. Alcune di queste cause hanno origini chiaramente politiche, da ricercarsi soprattutto in un crescente processo di omologazione e dipendenza delle forze politiche siciliane, specie governative, rispetto ai partiti, e alle correnti, nazionali.

Analisi di una politica che non ha prodotto nulla

Dopo una campagna elettorale all’insegna della bassezza morale e culturale, degna del peggior reality show, si sono finalmente svolte le elezioni politiche nazionali. I dati sulla percentuale dei votanti parla chiaro:

1′ 83.6% degli aventi diritto si è recato alle urne con la volontà di contare davvero qualcosa nella vita politica del nostro Paese. Molti elettori, sia di destra che di sinistra, si aspettavano comunque una vittoria schiacciante di uno schieramento sull’altro. Ma così non è stato. L’Unione ha vinto le elezioni, ma per una manciata di voti. Che cosa è successo? Perché un’Italia spaccata nettamente in due? Sono diversi i motivi. Prodi non è riuscito a convincere del tutto i cosiddetti indecisi, il cui voto è spesso determinante. L’Unione non ha saputo dimostrare molta credibilità, poiché racchiude in sé partiti molto diversi fra loro e con obbiettivi spesso opposti. Resta il fatto che la Casa delle Libertà ha condotto negli ultimi mesi una campagna elettorale all’insegna delle menzogne, delle false promesse e del populismo a buon mercato.

Il nostro Premier “corrotto,frivolo e sboccato”(così lo ha definito il quotidiano nazionale spagnolo El Pais) ha tentato con tutte le sue forze di aggrapparsi ad una nave che affondava, sparando proposte da abile venditore quale egli è. Un esempio è stata l’abolizione dell’ICI e delle tasse sui rifiuti urbani che, se approvate, avrebbero sottratto milioni di euro alle casse già povere dei Comuni, con pochi risultati a livello pratico. La campagna del centro destra è poi continuata all’insegna dell’infangamento dell’avversario politico: lo spauracchio diffuso da Tremonti riguardo la volontà dell’Unione di tassare BOT e CCT e di aumentare tutte le tasse in maniera indiscriminata. Tutte menzogne, certo, smentite dai leaders del centro sinistra, ma che hanno fatto ugualmente breccia nel “ventre molle” della nostra società, la società della scarsa cultura e della dipendenza dalla televisione.

Sicuramente, però, anche l’Unione ha delle grosse responsabilità riguardo lo scarso vantaggio riportato sulla CdL. Non ha portato avanti una campagna elettorale incisiva come quella del centro destra e soprattutto non ha saputo dare risposte chiare riguardo il tema “tasse”. Così si possono spiegare i larghi consensi ricevuti dalla Casa delle Libertà. Resta il fatto, però, che l’Unione ha vinto queste elezioni, con una vittoria sì risicata, ma pur sempre una vittoria. Che cosa è successo? Perché un’Italia spaccata nettamente in due? Sono diversi i motivi. Prodi non è riuscito a convincere del tutto i cosiddetti indecisi, il cui voto è spesso determinante. L’Unione dovrà perciò dimostrare all’Italia di potere risollevare la condizione disastrosa in cui si trova il Paese. Dovrà dimostrare di riuscire a mantenere uniti i partiti al suo interno portando avanti gli impegni presi con gli elettori e rispettando i punti del suo programma. Dovrà dimostrare di potere creare uno Stato sociale reale e potere garantire un benessere più diffuso. Dovrà dimostrare che un’ Italia migliore è ancora possibile. «L’italia è una repubblica fondata sul lavoro divisa in due» questa sembra essere la prima considerazione che vien fuori guardando i risultati dell’appuntamento elettorale del 9 e 10 aprile scorsi. Con una più attenta analisi riusciamo a contare il risicatissimo vantaggio di una delle due coalizioni. Risultato: vince l’Unione di Romano Prodi. Come Come?! qui urge un breve riassunto.

Democrazia e popolo

Questa frase riecheggia nel tempo e a distanza di molti armi sono state recepite da uri gruppo di ragazzi a cui dobbiamo dire grazie per riuscire a fare qualcosa che tutti vorremmo e dovremmo fare, ma per vari motivi non facciamo. Questi ragazzi hanno create uri movimento che si chiama “addiopizz0” e il 29 giugno 2004 hanno fatto svegliare Palermo invasa da migliaia di adesivi con su scritto “UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO E’ UN POPOLO SENZA DIGNITA”’. Una frase dura che ha scosso tanta gente. L’0pera di questi ragazzi é andata avanti scuotendo la coscienza dapprima dei siciliani consumatori e poi dei siciliani imprenditori. Quest’opera ha portato più di 7000 persone a sottoscrivere il manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo e 104 imprenditori a dire no al pizzo. Questa lista d’ imprenditori “puliti” é stata pubblicata il 2 maggio 2006 (www.addiopizzo.org). A questi 104 coraggiosi sono pronti ad aggiungersene altri. Cari colleghi questa gente non aspetta che il nostro aiuto, Promuoviamo queste iniziative. Promuoviamo gli acquisti intelligenti. Siamo noi a dover far di tutto per cambiare la Sicilia. Siamo noi che stiamo studiando per diventare la futura classe dirigente di questa terra. E siamo noi che non dobbiamo commettere gli stessi errori fatti dalle attuali classi dirigenti. Non dobbiamo rassegnarci questa contiguità, a questa realtà. L’amore per la nostra terra ci obbliga voltare pagina e riportare la Sicilia ai fasti di un tempo quando non eravamo conosciuti nel mondo per la mafia ma per l’arte, la letteratura, la scienza, per l’archeologia. Colleghi si puo dare di più per la nostra terra. Tanta gente lo ha fatto, tanta gente lo fa

come questi ragazzi di addio pizzo. Ma dobbiamo essere sempre Viva in Sicilia. Si é parlato molto in questi giorni della questione femminile e della necessità di garantire a questa categoria una piena rappresentanza all’interno del parlamento italiano. Le ragioni di questo acceso dibattito sono le difficoltà riscontrate da parte delle donne nell’accedere a cariche dirigenziali e di governo. Il tema e molto delicato e coinvolge l’intero assetto istituzionale e l’idea stessa che si ha della democrazia. Inconsapevolmente o consapevolmente si e tirato fuori dai cassetti una questione plurisecolare che segna il confine fra democrazia liberale e democrazia socialista, o se si vuole giacobina. Da una parte vi la considerazione del cittadino come entità astratta,e perciò i rappresentanti del popolo sono entità astratte, scelti in base a criteri di merito e non in base alla loro appartenenza a questa o a quell’altra categoria;dall’altra vi l’idea di uguaglianza sostanziale che prevede l’intervento diretto dello stato nel rimuovere gli ostacoli che i singoli individui riscontrano nel loro vissuto quotidiano. Seguendo questa seconda linea interpretativa si sono stabilite le cosiddette quote r0sa,che stabiliscono tassativamente il numero delle donne da eleggere e da nominare in Parlamento. L’intervent0 del legislatore e in linea con i dettami della costituzione (art.3 ,comma 2), e trova una sua ulteriore doverosa giustificazione nella considerazione che molte donne che si sono distinte per merito, talento, competenza e professionalità, stentano a raggiungere gli alti gradi nella scala gerarchica e dirigenziale per un connaturato pregiudizio sulla loro presunta inferiorità e incapacità.

Cose di casa nostra (Politica Italiana)

Naturalmente il fatto che sia indagato non presuppone la sua colpevolezza, ma sarebbe impensabile in qualsiasi altro Stato europeo che un rappresentante delle istituzioni possa essere sospettato di avere favori un’0rganizzazione criminale che da sempre agisce in opposizione allo Stato. All’interno dell’UDC dieci deputati regionali su diciassette sono indagati per quel concorso esterno in associazione mafiosa che in Sicilia e diventato un reato tristemente frequente all’interno della classe politica (fonte La Repubblica del 25 novembre 2005). Nonostante ciò alle elezioni del 2001 l’UDC ha ottenuto il 15% di voti in Sicilia, tre volte in più che nel resto d’Italia. Finché non ci renderemo conto che non é così, normale essere rappresentati da genere sospettata di avere rapporti con la mafia, non possiamo sperare che le cose nella nostra regione cambino. Finché non spezzeremo la corda che ci lega da decenni ad una mentalità omertosa e clientelare non possiamo aspettarci niente di positivo per il nostro futuro. Per questo é importante la candidatura di Rita Borsellino, una donna da tredici anni impegnata attivamente nella lotta all’illegalità contro la mafia, che rappresenterebbe finalmente una boccata d’aria fresca all’interno di una politica sempre più corrotta. Ho incontrato la candidata dell’Unione durante un comizio elettorale in un paese siciliano e questa di seguito l’intervista da me realizzata. Quando e perché ha deciso di entrare in politica? Ho iniziato ad ottobre dell’armo scorso, dopo aver visto la grande partecipazione della Sicilia alle primarie, terza regione per affluenza dopo Emilia e Toscana. Non mi ero mai occupata prima di politica, da giovane non ho mai partecipato a manifestazioni o proteste. Sono scmpre stata vicina alla gente, ma in un altro modo (Rita Borsellino é stata dal 1995 presidente di Libera, associazione di Don Ciotti n.d.R), Ho assistito allo sbando del centro sinistra durante la ricerca di chi candida a re, vedi la parentesi Pippo Baudo.

Cosi quando mi hanno chiesto:<< perché non ci provi tu?> ho accettato. Quanto ha influenzato la sua scelta la figura di suo fratello? Come risponde a chi Paccusdi stare strumentalizzando il i suo nome per Hui politici? A chi mi accusa di stare strumentalizzando neanche rispondo, rispondo a te. La figura di mio fratello mi ha influenzata da sempre, ma interiormente, come persona. Io sono una Borsellino – questo é il mio cognome, la mia famiglia, la mia storia. Non ho mai nominato mio fratello in tutta la campagna elettorale, e come hai visto sono stati loro a farne un’ ossessione. La sua morte mi ha cambiata profondamente, ho perso un fratello ho avuto distrutta la mia casa, ma la scelta di candidarmi non può essere ridotta a questo.

degli effetti sulle regioni? La devolution porterà solo danni alla Sicilia perché la lascerà sola con i suoi problemi. E una legge che ci porterà indietro di secoli. La cosa che fa riflettere e che quei famosi 61 deputati siciliani in parlamento, che in cinque anni non hanno fatto una singola legge a favore della loro regione, hanno approvato questa vergogna che probabilmente non sarebbe passata se loro si fossero opposti. Alle ultime elezioni la Sicilia si é riconfermata roccaforte della destra.

Un comunista al Quirinale

Napolitano e il primo comunista presidente della repubblica. Ma come mai un esponente importante del Pci, partito che era il grande partito comunista d’occidente, che ha rappresentato una fetta non indifferente d’Italiani (fino al 35%) ha solo ora occupato una carica cosi importante? C’e da fare una breve analisi storica di quello che e stato il vecchio Pci: ha contribuito massicciamente alla stesura del- la costituzione italiana che e tra le migliori del mondo, da sempre ha combattuto battaglie per la difesa dei diritti sociali e dei diritti dei lavoratori e delle classi più deboli e molte di queste battaglie le ha vinte. Dobbiamo al partito comunista l’evoluzione culturale della nostra nazione perché da sempre e stato quello che é andato contro il vecchiume. L’unico problema del partito comunista italiano e che era dichiaratamente ed apertamente comunista…

Questo fattore che lo legava indissolubilmente all’Urss ha dettato tutto cio che e stato detto: che era un partito antisistema (tesi negata anche da Giovarmi Sartori, uno dei massimi politologi al mondo), che se avesse preso il potere avrebbe fatto dell’Italia uno stato sovietico, che avrebbe ridotto le liberta ..,. Tutto questo condito dalle varie storie sui divoratori di bambini ed altro ancora. Adesso un comunista e presidente della Camera dei deputati, un altro e presidente della repubblica, un sindacalista e presidente del Senato. Ma dove siamo a Cuba? No, siamo in un paese che finalmente nel 2006 ha deciso di svoltare, di aprire la porta delle istituzioni a chi non e democristiano. Siamo davanti alla di una frattura che ha accompagnato tutta la storia repubblicana. ll centro-destra che e in minoranza nulla ha potuto contro tutto questo. Se siamo arrivati a questo modo il cavalier Silvio Berlusconi. I due governi di centrosinistra (1996 e ora 2006) sono sempre iniziati dopo i disastri di Berlusconi. Poi è toccato al governo Prodi e al presidente Napolitano dimostrare quanto vale la sinistra Italiana. Intanto siamo entrati in un nuova fase storica della politica italiana e della vecchia fase trasformista ancora non se sente minimamente la mancanza. Mancano ormai pochi giorni alle elezioni in Sicilia, che stabiliamo chi dovrà governarci per i prossimi cinque anni. Un’elezione che racchiude in sé molte novità: per la prima volta sarà candidata una donna alla presidenza della Regione, Rita Borsellino, per altro scelta attraverso il metodo delle primarie, da poco sperimentato in Italia. Altro elemento di novità é la scissione avvenuta all’intem0 della coalizione di centro destra, che vede il “separatista”. Nello Musumeci come terzo candidato contro Cuffaro e Borsellino, facendo temere, 0 sperare, in una dispersione di voti all’interno dell’elettorato di destra. Elemento presente nel corso di tutta la campagna elettorale e stata la contrapposizione tra Rita Borsellino e Salvatore Cuffaro, una contrapposizione che riguarda ciò che sono: lei alla prima esperienza in politica, ma con un passato di lotta alla mafia alle spalle, lui Presidente uscente della Regione, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Una contrapposizione strabusata e forse un po’ semplicistica, se la si considera come una lotta tra bene e male. Ma il rischio é quello di assuefarsi a ciò che si dice sul nostro Presidente, rimanendo indifferenti a un fatto sostanziale che dovrebbe sconcertarci: il Presidente della Regione e indagato per avere avuto rapporti con Cosa Nostra.

Le lacrime della credibilità

Il grido di Elsa Fornero ministro annunciando i tagli effettuati per gli italiani consapevoli della situazione e ha anche aperto una nuova era nella politica. Il Ministro del Lavoro italiano, Elsa Fornero, non può trattenere le lacrime durante l’annuncio delle misure di aggiustamento. Fornero, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, ha detto che i tagli sollevato quando ha cominciato a piangere sulla parola “sacrificio”. Poi, Monti ha preso la parola e disse: “Commuoveti, ma correggimi”. Il ministro non piangere, ma pianse. E le sue lacrime non intenzionale il gesto sincero di dolore, tracciare una linea tra il prima e dopo. Prima le lacrime del ministro Elsa Fornero , forse gli italiani come gli spagnoli, come i francesi, non erano pienamente consapevoli che, per superare la crisi, sarà necessario fare sacrifici. io lo so. elsa-fornero_990859tE ‘stato detto, a cuore aperto, la signora Fornero, docente di Economia presso l’Università del Piemonte, fondatore della CERP (una politica di prestigio europeo di ricerca e delle pensioni di sicurezza sociale), una donna che a 63 anni non mai sentito la tentazione della politica fino al suo paese a un passo, gli chiese. Pertanto, ci sono le lacrime di una bella igienista dentale che ha esaltato Silvio Berlusconi alla parte superiore del cambiamento di politica potrebbe non sapere perché. È il dolore di chi, dalla conoscenza, ha intravisto l’oscurità del tunnel e questa volta Domenica sera, dopo molte ore di lavoro, forse dare un volto a uno di quei pensionati che conosce così bene e che, da ora a causa della crisi maledetta, si complicano la vita di nuovo. Le lacrime del ministro del Lavoro, letto alla luce della stampa italiana anche segnare un altro confine. Che di credibilità. Non è la credibilità in Europa e dei banchieri che era quella usata dal presidente Giorgio Napolitano a scendere al potere di Silvio Berlusconi e mettere in atto le tecnocrate Mario Monti. No. La credibilità dei cittadini nei confronti della politica così screditata in Italia, Spagna e Francia, da coloro che sono diventati uno stile di vita e di servizio. “I tecnici hanno anche un’anima” è la prima frase di analisi di Filippo Ceccarelli sulla copertina di La Repubblica. C’è la scoperta. E c’è un’altra frontiera: Oltre la tempesta della crisi, il Governo di Monti ha la possibilità di inoculare i politici della necessità di stabilire un rapporto sincero con i cittadini, e cittadini la possibilità di credere in la politica. Finora, solo Pier Luigi Bersani, il leader del Partito democratico di sinistra sembra aver capito che si può costruire un altro italiano di questo detriti.

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Dalla terra della politica, tanto tempo dissanguato via da chi ha solo usato a suo piacimento, può ancora essere fruttuoso e utile. Le lacrime del ministro Fornero-away in imbarazzo lei e il suo governo, venite all’acqua il futuro. Sacrifici con equità La foto del ministro italiano del Lavoro, Elsa Fornero, riconoscendo il “dolore psicologico” che ha detto ai giornalisti piangono a causa delle impostazioni, delle funzionalità l’immagine di una politica sensibile e umano, che non vengono utilizzati. L’opposto dei volti duri e l’aria di compiacenza con la quale stiamo annunciando qui i tagli. Messo a guardare altrove per la loro politica economica sarebbe auspicabile guardare Monti Mariano Rajoy, invece di Cameron. Tutti i sacrifici posa inevitabile, ma l’italiano proclama la sua distribuzione “abbastanza”. “Abbiamo bisogno di conciliare il rigore delle misure e l’equità.” “Faremo sacrifici,” il presidente Napolitano rivettato, “ma l’Italia divisa. Hai bisogno di conciliare il rigore delle misure e l’equità.”

Fonte: http://www.elpais.com

L’impero di Berlusconi nell’incertezza

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Dopo aver lasciato l’ufficio, il Primo Ministro italiano perde un valido supporto per i suoi mezzi di comunicazione di gruppo Mediaset, martoriato dalla crisi. Silvio Berlusconi si prepara a lasciare l’incarico … e il suo impero pure. Il premier italiano a capo del holding Fininvest, che possiede azioni del gruppo sono dotate di televisione Mediaset, nel settore assicurativo o nella squadra di calcio AC Milan. Con un fatturato di 5,5 miliardi di euro nel 2009, la Fininvest ha permesso a Berlusconi di salire al rango di fortuna aujoud’hui primo italiano prima di prendere il terzo posto. Tra il 1994 e il 2000, il suo patrimonio, la cui origine solleva questioni, saltò 2000000000 € a 13 miliardi. Martoriato dalla crisi, è ora stimato a 4,5 miliardi, secondo la rivista Forbes . Silvio Berlusconi sa come gestire le diverse funzioni (businesman e Presidente del Consiglio) per la sua attività. Durante i suoi vari termini a capo del governo italiano 1994-1995, dal 2001 al 2006 e infine nel 2008, i conflitti d’interesse sono state innumerevoli. Silvio Berlusconi ha approvato leggi a favore della sua azienda, chiamata “ad aziendam”.

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Di questi, gli aiuti pubblici per l’acquisto di decoder, per il quale Mediaset è stata condannata dal euroépenne dell’Unione, un aumento dell’IVA e una limitazione della pubblicità in TV a pagamento, a scapito del suo concorrente, o il Cielo l’assegnazione gratuita di frequenze invece di TNT all’asta. Inseguito in un paio di casi giudiziari per corruzione, evasione fiscale e finanziamento illecito ai partiti politici, il presidente è sempre stato assolto o ricevuto prescrizioni.

Il titolo Mediaset calo a Milano

Pressato dalla situazione preoccupante della finanza italiana e di pressioni di mercato sui tassi del paese, Berlusconi ha annunciato che non avrebbe cercato la rielezione. Una partenza probabilmente costosa per il gruppo. “Mediaset potrebbero essere svantaggiati da questo evento in futuro”, scrivono gli analisti di Nomura in cui si precisi che il concorrente di Mediaset, Sky Italia, è stata rafforzata sin dall’inizio del mandato di Berlusconi. Quando il Primo Ministro tornerà un uomo d’affari come gli altri, Fininvest potrebbe perdere 500.000.000 €, secondo una stima fornita questa mattina da Europa 1. Dal momento che l’annuncio delle dimissioni di Berlusconi, il titolo del gruppo media scesa al 12%. Per sei mesi, l’azione ha perso il 49% mentre la Borsa di Milano è calato del 30%. Il 2011 ha visto una contrazione del mercato pubblicitario italiano, è infatti stato difficile per Mediaset. Il gruppo ha pubblicato un paio di giorni i risultati in declino da gennaio. Il suo reddito netto e una diminuzione del 13,5% anno su anno a € 166.600.000. Il gruppo ha sottolineato «il difficile contesto economico internazionale” e ha avvertito che prevede un utile netto consolidato al di sotto di 2010. Ha inoltre annunciato una riduzione dei costi di circa 250 milioni di euro nei prossimi tre anni. Berlusconi avrebbe potuto tornare al suo primo successo nel mondo degli affari? “Sarò forse tornare ad essere presidente di Milano”, ha detto Mercoledì il quotidiano La Stampa Silvio Berlusconi. Proprietario del Milan per 26, l’uomo d’affari aveva acquisito notorietà in spingendo la squadra di calcio della sua città ai vertici.

Fonte: http://www.lefigaro.fr

Mario Monti, economista filo-europeo per il salvataggio

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Berlusconi ha presentato Monti a Bruxelles come “indipendenti” dei candidati nel 1994 a rappresentare l’Italia presso la Commissione europea. Il commissario europeo per dieci anni responsabile del Mercato interno e concorrenza, Mario Monti, appare agli occhi degli italiani come l’uomo della situazione. In piena tempesta monetaria , nel bel mezzo di uno scontro senza precedenti con il resto d’Europa, preoccupati per il contagio della terza economia della Grecia nel continente, Mario Monti appare agli occhi degli italiani come l’uomo per il lavoro . Se ci riesce Silvio Berlusconi come primo ministro, egli non avrà bisogno di partecipare ai suoi colleghi europei, o inviare il vostro curriculum a Bruxelles.

Dopo essere stato Commissario per dieci anni, responsabile del mercato interno dal 1994 al 1999 e al Concorso fino a novembre 2004. In questa veste egli aveva inflitto una multa enorme di 497 milioni a Microsoft, il gigante guidato da Bill Gates, per violazione delle leggi antitrust europee. La sua parola d’ordine è già un programma di governo, “Giù con i privilegi”.

Austero e discreto

Silvio Berlusconi conosce e rispetta. Fu lui che lo presentò a Bruxelles come “indipendenti” dei candidati nel 1994 per rappresentare l’ Italia alla Commissione europea. Egli ritiene che ora appuntamento “inevitabile” a Palazzo Chigi e trasmessa a mezzo telegramma il suo “congratulazioni” per la sua nomina fresca al rango di senatore a vita. “Si dimostra i meriti molto importanti che si sono guadagnati nello sviluppo scientifico e sociale.” Aggiunta di una frase che poteva passare per un cavaliere: “. Vi auguro un proficuo lavoro nell’interesse del Paese”Altri commenti sono all’unisono. Gianfranco Fini, il presidente della Camera dei Deputati, Mario Monti vede “diritto umano” per ripristinare la credibilità d’Italia e la fiducia dei mercati. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, era un compagno di viaggio, la stima e rispetto.

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Luigi Bersani, il leader del Partito Democratico (PD), il treno principale a sinistra, applaude: “Una scelta eccellente che arricchiranno il Parlamento”, ha detto dopo aver appreso è stato nominato senatore a vita. Bella soddisfazione elevato per l’economista con i gesuiti e ha scrupolosamente conservato tutta la sua vita lontano dalla politica. Nato nel marzo 1943 a Varese (Lombardia), il feticcio città leader della Lega Umberto Bossi, ha studiato affari in generale l’Università Bocconi di Milano (dove divenne Presidente del Consiglio di Amministrazione nel 1994). Ha completato la sua formazione a Yale, negli Stati Uniti, sotto la guida del futuro economista premio Nobel James Tobin, prima di tornare ad insegnare in Italia. Mario Monti è un uomo austero, discreto sulla sua vita privata, senza connessione noti per l’establishment politico. “Ci sarà un lavoro enorme da fare”, ha spiegato questa settimana. Ridare fiducia ai mercati comporta l’adozione di riforme dolorose che l’Italia dodge anni, la riforma del codice del lavoro obsoleti, la riprogettazione della questione delle pensioni, quali Bruxelles chiede ancora una volta, l’introduzione di nuove regole per la mobilità sociale, la liberalizzazione dei commerci, il varo di una riforma fiscale e, soprattutto, il rilievo di enorme peso dell’apparato statale, che impoverisce gravemente il bilancio Italia. Un work in progress, è di redigere immediatamente. «Monti è l’unico che può farlo”, dice l’ex presidente del consiglio e presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo.

Italia: fine di un’epoca per Silvio Berlusconi

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Il primo ministro italiano ha presentato le sue dimissioni al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha accettato. Un nuovo governo potrebbe essere formato Domenica. Lo script è stato seguito. Sabato, Silvio Berlusconi è andato al Quirinale a Roma circa 21 ore quando ha presentato le sue dimissioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , ha detto la presidenza in un comunicato. Immediatamente, Napolitano ha iniziato le consultazioni per il prossimo governo. In precedenza, l’ormai ex primo ministro italiano ha presieduto il suo ultimo incontro governo e ringraziato il suo governo, in seguito al voto dei membri che hanno adottato la legge come previsto austerità richiesto dall’Unione Europea . In un’atmosfera carica, i parlamentari hanno votato con 380 voti testo, 26 contrari e due astensioni. Il principale partito di opposizione, il Partito Democratico, non hanno votato per non impedire l’adozione di questi passaggi cruciali. “Oggi cala il sipario su una pagina lunga e dolorosa della nostra storia”, ha detto Dario Franceschini, deputato del Partito Democratico, principale partito di opposizione.

Silvio Berlusconi ha partecipato alla fine del dibattito. Ospitato da manifestazioni di gioia dai suoi alleati nel recinto del Parlamento, non ha parlato. All’esterno, diverse centinaia di manifestanti si erano riuniti con grida di “dimissioni, dimissioni”. Tricolore italiano sbandieratori, sfoggiava alcuni cartelli “bye-bye Silvio!”. “Ciao, e soprattutto non tornare!” Lanciato uno dei partecipanti. Fischiato alla fine del mobile e al suo arrivo al Palazzo del Quirinale, Silvio Berlusconi si è detto “rattristato” per questa ricezione.

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Accusato di aver minato la credibilità del suo paese

Dimissioni di Silvio Berlusconi è un evento importante per l’Italia e l’Europa: dal 1994, ha condotto per tre volte il governo (1994-1995, 2001-2006 e dal 2008 ). Alle 75 e avendo un profondo impatto sulla politica italiana 17 anni, il magnate dei media è accusato di aver minato la credibilità del suo paese. La perdita della maggioranza del Martedì Casa precipitato la sua caduta. Il ritiro di Silvio Berlusconi apre la strada alla formazione di un governo di ampia rappresentanza che avrebbe portato l’ex commissario europeo Mario Monti, attuale Presidente dell’Università Bocconi di Milano e Presidente Onorario della Bruegel cerchio, un economico europeo think-tank. È stato nominato senatore a vita Mercoledì dal Presidente della Repubblica, un decreto inaspettato spianato la strada per la sua nomina a capo del governo. Il corso accelerato di politica italiana è stata guidata da Giorgio Napolitano e legislatori in risposta alla pressione dei mercati questa settimana che ha portato i tassi sui titoli di Stato italiani a livelli che si affacciano sul 7% carta per dieci anni, la soglia che ha visto l’Irlanda e il Portogallo a proposito di cercare l’assistenza della UE. Lo scenario di un sfratto Berlusconi ha alleviato le tensioni in programma nel fine settimana.

Un compito arduo per il nuovo governo

Giorgio Napolitano è stato sostenuto da molti dei suoi omologhi europei e il direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che ha salutato Sabato il “significativo progresso” politiche in Italia. Christine Lagarde ha già soprannominato Mario Monti: “Ho grande considerazione e grande rispetto per lui. Penso che questo è un uomo di grande qualità con la quale ho sempre avuto un dialogo sia successo e molto caldo, “ha detto. Nicolas Sarkozy da parte sua espresso la sua “piena fiducia nell’azione forte ed efficace del capo dello Stato italiano” e lo condusse il suo “pieno sostegno”.

Monti ha l’approvazione definitiva della Camera dei Deputati

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Il primo ministro italiano ottiene 556 voti a favore e 61 contro il paese .- dice andrà avanti, anche se “quasi impossibile” e che la sua priorità è la situazione nella zona euro. La Camera dei Deputati italiana ha approvato oggi il voto finale di fiducia per il nuovo governo italiano composto interamente da tecnocrati e presieduto dall’ex commissario europeo Mario Monti, che è anche ministro delle Finanze. Con 556 voti a favore e 61 contrari, il parlamentare Casa ha dato impulso al nuovo Esecutivo si accinge ad avviare il difficile cammino per raggiungere l’Italia dalla grave crisi economica in cui si trova. Il fiammeggiante primo ministro italiano, Mario Monti , ha detto che la Camera dei Deputati che l’Italia lascerà la crisi del debito, anche se è “quasi impossibile”. L’economista, nominato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per attuare le riforme dell’Unione europea e lasciarsi alle spalle la battuta d’arresto economica che ha scosso il paese, ha avvertito, tuttavia, che durante il suo mandato dovrà prendere decisioni “a tutti piacevoli né facile “. L’ex capo del governo, Silvio Berlusconi , ha dato la sua approvazione al nuovo governo e ha detto che prenderà le redini d’Italia fino al 2013. Come per il Senato, la Lega Nord , il partner del governo Berlusconi, è stato l’unico partito ad opporsi alla creazione di oggi della Giunta, creato in un tempo record di meno di una settimana per cercare di restituire ai mercati fiducia nelle finanze pubbliche in Italia. Il Primo Ministro ha chiesto alle forze politiche che non danno al dirigente stesso un “blind trust, ma vigili”, ha aggiunto: “Siamo qui con umiltà, spirito di servizio e di applicazione del contributo attivo e critico a tutti voi “.

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Nel suo discorso, interrotto molte volte dagli applausi dal pavimento, ha voluto anche fugare i critici che accusano suo Gabinetto per rappresentare il “hard power” e “conflitto di interessi”, dicendo che “sono false di pura fantasia, offensivo fazioni “e che tutta la sua squadra lavorerà per il bene del paese. Monti si riferiva principalmente alla critica l’elezione di Corrado Passera , amministratore delegato exconsejero Intensa Sanpaolo Bank, un’entità con azioni di società come Telecom e Alitalia e ha assunto il portafoglio potente dei Lavori Pubblici, Infrastrutture e dei Trasporti e delle Telecomunicazioni. Monti ha anche annunciato di aver fissato per Martedì prossimo un incontro con i rappresentanti delle istituzioni europee a Bruxelles e non mancherà di tenere un incontro il Mercoledì, “tre” con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, con il quale ha parlato ieri pomeriggio per telefono. Da questo momento – ha detto Monti, l’Italia sarà parte “definitivamente” incontri che continuano a Francia e Germania per risolvere i problemi della zona euro. Oltre a soddisfare con Merkel e Sarkozy, primo ministro italiano è prevista per Martedì un incontro con il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso, a Bruxelles. “La priorità, almeno per me, è la situazione nella zona euro. Pertanto, sarò a Bruxelles il Martedì a pranzo con Barroso. Poi mi incontrerò con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy”, ha dichiarato Monti in una conferenza stampa dopo il voto parlamentare. Ha ricordato che la proposta di Eurobond stesso ha contribuito, come il suo predecessore al ministero dell’Economia, Giulio Tremonti, nel rapporto di maggio 2010 inviata al Presidente della Commissione europea.

Fonte: el pais.com

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